giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

ITALIANI VERI
Pubblicato il 15-06-2017


ius soli senatoIl Senato accelera sullo ius soli. L’Assemblea ha infatti detto sì all’inversione dell’ordine del giorno dei lavori e incardinato lo ius soli prima del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità del decreto vaccini. Scoppiano le proteste della Lega che costringono addirittura il presidente Pietro Grasso a espellere un senatore del Carroccio (scelta poi revocata) e a far portare fuori dall’Aula il capogruppo Centinaio. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, spintonata, finisce addirittura in infermeria.

I senatori della Lega arrivando verso i banchi del governo con un cartello con la scritta “No allo Ius soli” e il presidente del Senato Pietro Grasso espelle dall’emiciclo Raffaele Volpi, mentre il capogruppo Gianmarco Centinaio che si è seduto accanto alla ministra Fedeli viene allontanato di peso dai commessi. Dopo la decisione di Grasso di espellere il leghista Raffaele Volpi per la protesta inscenata contro lo ius soli, quest’ultimo non esce dall’emiciclo. Cosa che a norma di Regolamento avrebbe comportato la sospensione della seduta. Per evitare lo stop dei lavori Grasso revoca l’espulsione di Volpi chiamandolo comunque a rispondere “nelle sedi competenti” per l’accaduto. “Un precedente così neanche l’arbitro Moreno!”, commenta Calderoli. “Quando i giocatori si arrivano a nascondere l’arbitro deve comportarsi come può…”, ribatte Grasso. Ma intanto i lavori d’Aula proseguono.

Il Senatore Centinaio si è giustificato parlando di “battaglia anche fisica per impedire l’approvazione della legge”. Parole sconcertanti. “Centinaio chiarisca cosa intende per battaglia anche fisica per impedire l’approvazione della legge sullo Ius soli”, ha commentato il Senatore Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia e nella Giunta per le elezioni e le immunità. “Di squadrismo politico la storia parlamentare di altri tempi è costellata, ricordo tra l’altro che siamo a pochi giorni dall’anniversario della morte per mano squadristica dell’onorevole Giacomo Matteotti”, ha ricordato Buemi. “Il Senatore Centinaio e altri, che eventualmente volessero usare il metodo dello scontro fisico, sappiano che ogni iniziativa che travalichi la legittima espressione di dissenso, sia in Aula che fuori, da parte di chicchessia non potrà che vedere coinvolte le Procure della Repubblica italiana e la Giunta per le elezioni e per le immunità”, ha concluso il senatore socialista.

Il ministro della Scuola Valeria Fedeli è stata medicata nell’infermeria del Senato. Lei, raccontano alcuni esponenti Dem presenti nell’emiciclo, era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa “con i cartelloni e l’hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie”. Secondo quanto si apprende le sarebbero stati messi di cerotti e le sarebbero stati somministrati degli antidolorifici. “Sto bene – ha scritto poi la ministra su twitter – grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo IusSoli”.

L’aula sembra più una arena che un luogo delle istituzioni. “Prima gli italiani”, “stop invasione”, “No ius soli” sono i cartelli esposti in Aula dal Carroccio. Mentre il senatore Volpi è stato espulso per un “vaff..” verso la presidenza.

“Oggi – afferma la presidente della camera Boldrini – si fa fatica ad affermare per legge nuovi diritti civili, si fa fatica ad affermare la legge sulla cittadinanza per i bambini figli di genitori stranieri che nascono in Italia come anche ad affermare il testamento biologico”. Per la Cgil, l’approvazione della legge di riforma della cittadinanza è “un atto di civiltà che non può essere ulteriormente rimandato”. Ma la protesta leghista non è solo spintoni e parole fuori luogo ma anche emendamenti. Carderoli ne ha sempre di pronti. E in poco tempo ne arrivano quasi 50mila. 48.408 per la precisione.

LA SCHEDA

Ius soli temperato, così cambia diritto cittadinanza

Dallo ‘ius sanguinis’ allo ‘ius soli’ temperato, e allo ‘ius culturae’ – Saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri almeno uno dei quali abbia un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Servirà la dichiarazione di volontà di un genitore, o di chi ne esercita la responsabilità, all’ufficiale dello Stato civile del Comune di residenza del minore, entro il 18esimo anno. In assenza di tale dichiarazione potrà essere il diretto interessato a richiederla, entro il 20esimo anno. Altrimenti, per gli stranieri nati e residenti in Italia legalmente, senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza sale a due anni dalla maggiore età.

Lo ‘ius soli’ non si applicherà ai cittadini europei – visto che il permesso di lungo periodo è previsto solo per gli Stati extra Ue.

Minori stranieri – Possono invece ottenere la cittadinanza i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti del sistema nazionale di istruzione, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali. La frequenza del corso di istruzione primaria deve essere coronata dalla promozione. La richiesta spetta al genitore, cui è a sua volta richiesta la residenza legale, o all’interessato stesso, entro due anni dalla maggiore età. Le nuove norme valgono anche per gli stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, all’approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Al Viminale sei mesi per il rilascio del nulla osta.

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Commenti all'articolo
  1. “L’approdo al Senato del ddl sullo Ius soli è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama. Non appena il Senato ha dato il via all’esame, nell’emiciclo è iniziata la protesta della Lega Nord”, racconta Repubblica, che parla di “discussione trasformata in bagarre”. Anche fuori dal Senato è stata messa in scena una protesta, a manifestare contro la legge sullo ius soli l’estrema destra guidata da CasaPound (Corriere). Lo scontro è sulla norma che apre nuove possibilità per l’acquisizione della cittadinanza italiana: il Corriere lo spiega in cinque punti, parlando di un provvedimento che non è lo ius soli classico – per esempio quello previsto negli Stati Uniti: chi nasce su territorio nazionale è cittadino Usa -, ma una versione temperata: i figli di migranti potranno diventare cittadini italiani ad alcune condizioni. Dipende, ad esempio, dal tempo trascorso sui banchi di scuola italiani o dagli anni di residenza dei genitori. Il costituzionalista Vladimiro Zagrebelsky su La Stampa parla di “rispetto che manca verso una legge di civiltà”. “L’articolazione dei casi è equilibrata e mette l’Italia in linea con tendenze già presenti in diversi Paesi europei in una materia che da tempo è condizionata dalla sempre maggior mobilità delle persone. – scrive l’ex presidente della Corte Costituzionale – Soprattutto essa tiene conto dell’intrinseca italianità di chi fin dalla nascita e per la frequenza delle scuole italiane, cresce qui, nel contesto italiano, insieme a giovani italiani. Si tratta di riconoscere la cittadinanza sociale, accanto a quella di sangue o di luogo di nascita”.

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