venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

L.elettorale: Prodi, garantire stabilità con accorpamenti 
Pubblicato il 30-06-2017


romano-prodi“O abbiamo una legge elettorale che ci obbliga ad accorpamenti o non c’è niente da fare”: lo ha detto Romano Prodi durante un confronto con il presidente di Acer Bologna, Alessandro Alberani, organizzato nel capoluogo emiliano. “La democrazia – ha ricordato il Professore – ha le sue regole: nei primi due o tre anni” occorre “fare le ‘robe’ scomode che si devono fare e che scontentano qualcuno, e poi si aggiustano le cose. Invece qui – ha sottolineato l’ex premier – c’è questa instabilità per cui mai si riesce a porre mano alle riforme”. Poi si registrano “liti, personalismi, aggravamenti ma – ha ribadito Prodi – nel lungo periodo il problema italiano” è legato alla “stabilità dell’autorità”.

Inoltre “in un Paese frammentato la legge elettorale non è fatta per fotografare” il Paese stesso ma “per dare un governo stabile”. “È un richiamo al maggioritario?”, hanno chiesto i giornalisti al termine dell’incontro: “L’ho detto 6mila volte, lo dico 6mila e uno. Il Paese – ha replicato Prodi – si salva solo se c’è una legge che dà un Governo stabile nel lungo periodo”. E poi con una battuta l’ex presidente del Consiglio, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento al documento-appello al Pd firmato a Bologna da molte figure considerate vicine al professore: “Ma non ci sono più i prodiani. Non c’è più Prodi, come fanno ad esserci i prodiani?”.

Insomma il dibattito sulla legge elettorale e sulla coalizione è in corso. Anche se sotto traccia. A Prodi ha risposto il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato: “La presunzione di autosufficienza noi del Pd non ce l’abbiamo, guarderemo a chi ha governato con noi. Dopo le elezioni speriamo di essere autosufficienti, ma se non lo saremo ci confronteremo in parlamento”. “Pisapia – ha detto ancora – è una persona con cui abbiamo sempre dialogato, il problema è qual è la linea politica. Agli elettori non interessano le sigle ma le idee, le soluzioni ai problemi. Siamo disponibili a dialogare con tutti su un progetto, poi arriveranno anche le sigle. Ma se c’è il pregiudizio sul nome, se non va bene Renzi e ce ne siamo andati via per questo, non si va da nessuna parte”.

Sempre dal Pd, il Ministro della Giustizia Orlando è su una posizione diversa: “Non può esistere un Pd senza centrosinistra. Il Pd da solo non è autosufficiente”. Orlando ha confermato anche di partecipare a Roma alla manifestazione organizzata da Campo Progressista di Giuliano Pisapia. “Perché un Pd indipendente dalle altre forze di sinistra, come sembra volere Renzi, non può stare in piedi”. Per Orlando le elezioni nei Comuni sono state in questo senso il banco di prova. E lancia un’esortazione al segretario del Pd: “Ora tocca a lui indicare la via del rilancio. Io non credo sia quella di un Pd solitario, è una via che porta all’insuccesso”. Da Forza Italia il deputato Francesco Paolo Sisto, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Costituzionali alla Camera parla di crisi di nervi del Pd e rilancia il sistema tedesco. “Rosato che torna sul maggioritario con posizioni ambigue e poco chiare, Prodi che parla di ‘accorpamenti’: sulla legge elettorale si conferma la confusione di un Pd in piena crisi di nervi. Oggi i Dem non sarebbero in grado di dar vita a nessuna riforma, semplicemente perché non riuscirebbero a tenere i loro numeri”. E ripropone il sistema tedesco: “Per quanto ci riguarda restiamo coerenti con un modello che ha registrato ampio consenso Parlamentare e che è il solo in grado di far ‘pesare’ il voto degli italiani”.

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