sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale: Alfano rompe con il Pd
Pubblicato il 01-06-2017


montecitorio_aula_camera“Uno scenario eversivo e inquietante. Questo emerge dalle parole degli esponenti alfaniani quest’oggi. E’ insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l’ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia. Renzi è un personaggio pericoloso”. Lo ha detto il pentastellato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera. Insomma l’alleanza sulla legge elettorale tra Pd e Cinque Stelle su un sistema che si ispira a quello tedesco, è accompagnata di dichiarazione pensanti, e rischia di avere vita breve.

L’antefatto. Nel giorno in cui si è deciso di posticipare l’approdo in Aula delle legge elettorale, Sergio Pizzolante, parlamentare di Ap, ha parlato di pressioni da parte di Renzi per far cadere il governo a febbraio. Parole che Alfano non smentisce: “Pizzolante è una persona seria”. “Una certa agitazione c’è da mesi”, prosegue Alfano ribadendo una domanda “semplice” a Renzi: “Vuol far cadere anche Gentiloni o no?”. Poi aggiunge: “La mia collaborazione con il Pd è conclusa”. “La soglia del 5% sarà la scintilla per organizzare una rappresentanza di liberali e popolari che tutti i sondaggi dicono possa superare il 10%”, aggiunge incaricando Maurizio Lupi di fare da ambasciatore con gli altri soggetti centristi”.

In precedenza era slittato a martedì 6 giugno l’approdo in Aula della legge elettorale. A comunicare l’accordo intercorso tra i gruppi la presidente della Camera Laura Boldrini al presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. La decisione dello slittamento di 24 ore dell’approdo in Aula era  stata presa dopo un giro di consultazioni della presidente Boldrini con tutti i capigruppo. Questo alla luce della complessità dei due emendamenti del relatore Emanuele Fiano, uno dei quali disegna direttamente i collegi elettorali. E proprio per tale complessità alcuni capigruppo si erano rivolti alla presidente Boldrini sottolineando l’esigenza di un po’ di tempo supplementare per studiare i testi.

Ma oltre alle motivazioni tecniche vi solo anche politiche. E forse pesano di più. L’intesa trasversale crea malumori sia nel centro destra che nel centrosinistra. Durissimo Fabrizio Cicchito di Ap che definisce Renzi un giocatore delle tre carte: “Adesso insulta Alfano perché spera che gli tolga le castagne dal fuoco facendo cadere il governo Gentiloni. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier oltre che segretario del Pd e quindi riconquistare una sorta di potere assoluto a partire da quello di vita e di morte sui parlamentari del Pd. Futuri. Infatti nello spazio di pochi giorni è passato da una proposta di legge maggioritaria, peraltro senza coalizione, ad una di stampo proporzionale che già oggi sappiamo che non darà un governo all’Italia”. “In ogni caso – chiude Cicchitto – Renzi e Berlusconi stanno lavorando per il M5S e questi ultimi non possono negare che stanno partecipando ad una sorta di mega inciucio”.

Da più parti viene sottolineato che il modello proposto di tedesco non abbia molto. Solo lo sbarramento al 5%. “È l’anticamera di una grande inciucio” dice Raffeale Fitto. Della necessità di cambiamenti parlano anche i 5 Stelle. “Questa è quasi un mega porcellum, noi faremo degli emendamenti, io personalmente non mi sarei messa nemmeno lì seduta”. Così Paola Taverna, senatrice del Movimento Cinque Stelle, intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus. “Stanno facendo tutti – sostiene la senatrice grillina – i magheggi sulla legge elettorale, hanno stravolto il sistema tedesco con il proporzionale distribuito sui listini, il primo bloccato, si stanno facendo con la squadra tutti i collegi, non si capisce su quali basi. Non va, non so neanche dire che bisogna andare a votare subito, perché cosi’ gli leviamo la patata bollente della legge di stabilità, che è qualcosa della quale si devono prendere la responsabilità”. Anche il grillino Toninelli parla di emendamenti: “Stiamo facendo gli emendamenti per renderlo più simile alla Germania e certamente per migliorarlo”. A a mettere il carico da parte dei 5 Stelle è Roberto Fico per il quale “l’ accordo sulla legge Elettorale non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in Commissione perché l’emendamento Fiano crea delle nuove problematiche”. “Se i problemi saranno risolti, bene – aggiunge Fico – diversamente continueremo a riunire il gruppo parlamentare”.

E Alfredo D’Attorre, deputato di Articolo Uno-Mdp, commenta: “Abbiamo detto di si’ allo sbarramento del 5% perché siamo convinti, ma diciamo no a un nuovo ed ennesimo Parlamento di nominati. Questa parte non va proprio bene e ci stupisce che il M5s si sia accodato a questa proposta Renzi-Berlusconi”. Critici anche i Radicali che parlano di deriva antidemocratica. “Di tedesco la legge elettorale su cui si sono messi d’accordo Pd, M5S e Fi ha ben poco, ha invece tutto l’aspetto di un sistema fortemente antidemocratico che svuota di valore il voto dei cittadini” affermano in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Michele Capano, tesoriere del partito. “Il collegio uninominale – osservano – esce svilito e mortificato: se infatti il partito non supera la soglia, l’elettore non vedrà mai in Parlamento il candidato che pure ha scelto e contribuito a far vincere nel collegio. Insomma, invece di ricostruire il patto tra eletti ed elettori si allarga ulteriormente il solco tra il paese e le istituzioni rappresentative, già in forte crisi di credibilità”.

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