venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La débacle del Pd
Pubblicato il 26-06-2017


Inutile girarci attorno. Padova e Lecce non valgono Genova, La Spezia, Piacenza, Parma, Pistoia, Alessandria, Como, Monza, Lodi, perfino Sesto San Giovanni, la Stalingrado lombarda. Non valgono il 5 a 0 subito in Emilia dove dopo Piacenza e Parma cadono sorprendentemente Budrio, Riccione e Vignola (dopo che perfino la Campegine dei fratelli Cervi era stata espugnata). Non valgono la mancanza del ballottaggio nella popolosa Verona, dove la candidata appoggiata dal Pd é stata sconfitta dal centro-destra, e nemmeno la perdita di Carrara, unica città finita ai Cinque stelle.

Si dirà che é solo un voto amministrativo. Lo hanno sottolineato i grillini che sono usciti sconfitti al primo turno. E’ vero, il dato amministrativo non é sempre rapportabile a quello politico. Eppure quando i pentastellati conquistarono Roma e Torino si gridò alla vittoria e al nuovo fenomeno che stava facendo le prove generali per governare il Paese. E quando alle Europee, che non sono anch’esse da equiparare alle politiche, il Pd di Renzi conquistò il 40 per cento si pensò all’inveramento del progetto veltroniano del partito a vocazione maggioritaria.

Qualcosa succederà adesso nel Pd. Da un lato Romano Prodi continuerà a tessere una tela che appare quanto mai sdrucita. Dall’altro Pisapia lancerà la sua proposta e Mdp si leccherà i baffi (di D’Alema) tentando di approfittare di una crisi a cui daranno un nome e un cognome. E tutti i dissidenti di sinistra denunceranno il dato, invero preoccupante, di un elettorato tradizionale che alla sinistra ha voltato le spalle rifugiandosi nell’astensione (ancora l’Emilia ne detiene non a caso il record). E tutti guarderanno Renzi, il quale certo non potrà, dopo le sconfitte di Roma e Torino, quella al referendum del 4 dicembre e la débacle alle comunali, far finta che non sia successo niente.

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Commenti all'articolo
  1. Francamente non saprei che fare. Rilanciare un progetto socialista sarebbe la cosa migliore per l’autunno. Una grande iniziativa capace di riunire un migliaio di socialisti e cercare di farci vedere. Per il resto non lascerei solo Renzi dopo che si è indebolito. P.S. Sarebbe bene decidere una politica sulla sicurezza e l’immigrazione più chiara. Non sta scritto da nessuna parte che dopo i fallimenti dell’integrazione in Francia e Inghilterra noi dobbiamo seguire la stessa strada. Un poco di buon senso non guasterebbe. I problemi dell’Africa si risolvono là e non qua. E di islamici meglio averne una quantità ragionevole.

  2. Può senz’altro succedere che le elezioni amministrative abbiano scarsa o nulla correlazione politica, nel senso che l’esito della consultazione su scala locale dipende in via esclusiva o quasi dal come è stata amministrata una Città, o condotto un Comune, ma in questo caso l’entità e la distribuzione del “capovolgimento” inducono quantomeno ad una riflessione a più largo raggio, vedi quella qui esposta dal Direttore.

    Se sto alle considerazioni che mi è capitato di ascoltare nei giorni scorsi, seppur da persone non interessate da questo voto, ho percepito un clima di forte sfiducia verso le forze che ci stanno governando a livello nazionale, e la loro capacità ad affrontare i problemi dei nostri giorni, in una con la preoccupazione verso le misure che sono state adottate, o sono in procinto di esserlo, in materie delicate e di indubbia ricaduta sociale.

    Non ho seguito nel dettaglio l’evolversi della normativa sui voucher (o ex-voucher), ma sempre di recente il titolare di una piccola-media impresa mi diceva, abbastanza sconsolato, che non vi sarebbero ancora gli strumenti sostitutivi per far fronte al lavoro autenticamente occasionale, cui in precedenza provvedeva tramite giustappunto i voucher, e analogo discorso mi faceva proprio ieri, ad urne ancora aperte, il proprietario di un esercizio commerciale (a conferma della atmosfera “scoraggiata” di cui dicevo, la quale può aver prodotto disaffezione e astensionismo, o anche cambio di opzione politica ).

    E’ vero che il vento della politica può mutare rapidamente, e quindi i risultati di ieri semmai “ribaltarsi” di nuovo alla prossima tornata elettorale, ma nei panni dei vertici PSI – dal momento che i lusinghieri numeri del primo turno sembrano essersi annullati nella “dèbacle del Pd”, per usare il titolo di questo FONDO – non legherei troppo i destini del partito al suddetto “cugino maggiore”, non tanto per cercar di salvarsi abbandonando la nave in difficoltà, ma per virare decisamente verso un tipo di politica che sia riformista, e al tempo stesso realista, come mi pare suggerisca anche il commento di Francesco.

    Paolo B. 26.06.2017

  3. E’ il momento di fare GRANDE il Partito Socialista Italiano attraverso un’alleanza laica riformista liberale e libertaria. Ma esistono ancora nel nostro paese questi valori o siamo noi che siamo degli inguaribili ingenui?

  4. Veramente a me non ha sopreso questo risultato. E anche se Renzi sbaglia su molti fronti, siamo ancora alla politica del culto o disprezzo della personalità. Per quanto uno possa essere un pò despota, se molti altri che gli stanno appresso la pensassero proprio divresamente, anche il despota ci ripenserebbe. Questa situazione non può essere imputata solo a Renzi, ma ad una intera classe plotica, insensibile a molti problemi sociali, umani, culturali e anche professionali.
    ‘Crucifige’ è uno spasso perverso di chi non vuole assumersi le sue responsabilità.

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