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Opinioni e commenti
 

La legge elettorale arriva in aula
Pubblicato il 05-06-2017


Italicum-Legge elettoraleLa commissione Affari costituzionali della Camera ha terminato l’esame della legge elettorale. La Commissione ha dato il mandato al relatore, Emanuele Fiano del Pd, per l’aula che inizierà i lavori domani con la discussione generale.

Inizialmente previsto per le 11 è stato posticipato 13.30 l’avvio delle votazioni in aula alla Camera sulla legge elettorale. Slitta anche il termine di presentazione degli emendamenti alle 17 di domani. Sempre domani dalle 12 al via discussione generale sul provvedimento nell’aula di Montecitorio. Ci saranno cinque relatori di minoranza sulla legge elettorale. La richiesta è stata avanzata dalle forze politiche che non hanno sottoscritto l’accordo raggiunto in commissione Affari costituzionali. Si tratta di Ignazio La Russa di Fdi, Gian Luigi Gigli di Des-Cd, Antonio Distaso di Direzione Italia, Stefano Quaranta di Mdp e Tancredi Turco di Alternativa Libera.

“E’ stato un lavoro necessario e faticoso ma doveroso. Si è concluso, nelle condizioni date, nel miglior modo possibile, ascoltando tutte le richieste di modifiche. Abbiamo ottenuto il risultato migliore possibile”

La Commissione ha approvato la riduzione del numero dei collegi per il Senato, che passano da 150 a 112. Come ieri per la Camera, dove i collegi sono stati tagliati (da 303 a 225), oggi la ‘Prima’ ha deciso di modificare anche la parte relativa a palazzo Madama. Hanno votato a favore del taglio i 4 partiti che sostengono il modello tedesco (Fi, Pd, Lega e M5S), e contro gli altri.

Una questione rimasta aperta, anche dopo il via libera della commissione, è quella della raccolta firme per presentarsi alle elezioni. La commissione ha approvato un emendamento oggi che estende al Senato la norma già prevista dall’Italicum alla Camera ovvero che sono esclusi dalla raccolta firme solo i gruppi in Parlamento da prima del 1 gennaio 2014. Per dire, Mdp sarebbe tra le forze che dovranno raccogliere le firme e magari farlo in piena estate in caso di voto anticipato in autunno.

Un punto che è infatti stato sollevato da Alfredo D’Attorre di Mdp durante i lavori della commissione. Da parte sua il relatore Fiano ha preso l’impegno di verificare, prima dell’approdo in aula domani della legge, se ci siano le condizioni per una modifica.

SCHEDA
Dopo le profonde modifiche in Commissione, la legge elettorale che approda domani in Aula, non somiglia più al modello tedesco quanto piuttosto al sistema in vigore per il Senato tra il 1948 e il 1992: collegi uninominali ma con riparto proporzionale, con in più un listino in ogni circoscrizione per i collegi eccedentari al posto del recupero dei migliori perdenti. Il “Fianum”, dal nome del relatore Emanuele Fiano, è la prima riforma elettorale o costituzionale della Seconda Repubblica approvata a larghissima maggioranza.

BICAMERALE: il modello è perfettamente uguale per le due Camere, ed è la prima volta dal 1948. Anche il Mattarellum aveva due versioni per i due rami del Parlamento.

PROPORZIONALE E SOGLIA: Il sistema è un proporzionale con soglia al 5%, unica cosa che lo accomuna a quello tedesco.

CAMERA: L’Italia (escluso il Trentino Alto Adige in cui si proseguirà ad usare il Mattarellum e la Valle d’Aosta dove ci sarà un solo collegio maggioritario) viene divisa in 225 collegi e in 28 circoscrizioni che coincidono con le Regioni, tranne le più popolose divise in più circoscrizioni (2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 4 in Lombardia). I partiti presentano un candidato in ciascun collegio e una lista di 2-6 nomi in ogni circoscrizione. L’elettore ha un solo voto con cui sceglie il candidato del suo collegio e la lista di partito

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