sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La politica e gli intellettuali
Pubblicato il 26-06-2017


Lidia Ravera, presentando a Veroli il suo ultimo libro “il terzo tempo”, dichiara di giudicare la sua esperienza come assessore regionale alla cultura, “deludente”. Va oltre, dicendo che tanti suoi progetti sono rimasti sulla carta, affossati dalle pastoie della politica e della burocrazia. Apriti cielo! E via ai mal di pancia dei consiglieri, sottoconsiglieri e uomini di paglia, vassalli, valvassori e scudieri di sua maestà Nicola,che reputano la Ravera inidonea. E sentono già l’odore del suo scalpo e della sua poltrona. Strano. Dov’erano in tutti questi anni? Ma si sa, il cinghiale non lo si affronta a viso aperto, ma quando è ferito, stanco, quasi morto. Se fate notare che il cacciatore non è molto coraggioso, la sua risposta sarà: “che mi frega. Mi porto comunque un cinghiale a casa”. Ognuno ha la sua morale.

Un tempo gli intellettuali erano la politica. I partiti facevano a gara per accaparrarseli. Portavano, oltre al prestigio, un patrimonio di idee e visioni del mondo senza le quali la politica sarebbe impossibile. Oggi, invece, è il triste tempo dei venditori di pentole a domicilio, della forza vendita, del voto di rapina.

Cara Lidia, piena solidarietà. Caro Nicola Zingaretti, la Regione Lazio è una cosa seria, non una corte rinascimentale dove si aspetta la disgrazia degli altri per avanzare. Rimetti ordine tra le tue fila. C’è n’è bisogno.

Mario Michele Pascale
Presidente Ass. Spartaco

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