venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Lavoro e non lavoro nel 2025, Disertori, L’elefante di Napoleone, Memorie del futuro
Pubblicato il 28-06-2017


Domenico De Masi è un sociologo napoletano esperto in politiche del lavoro. Ora è un “emerito”, ma ha insegnato per trent’anni all’Università “la Sapienza” di Roma. Con la sociologia del lavoro ( e non solo) si è sempre divertito a inventare sempre teorie nuove e fantasiose, come “l’ozio creativo”. Ci ha scritto anche dei libri, diventati, talvolta, di successo. Ora ,con l’aiuto di un composito gruppo di filosofi,sociologi ed esperti di società post industriale e di sociologia del lavoro, ha pubblicato un ponderoso volume (oltre 400 pagine), dal titolo “Lavoro 2025 –Il futuro dell’occupazione (e della disoccupazione), Marsilio. Un testo tratto “liberamente” da una ricerca voluta da un gruppo di parlamentari Cinque Stelle “per fornire una base scientifica alle proposte di legge del loro partito”.

Il risultato però mi sembra deludente,anche perché,nonostante la presenza di prestigiosi esperti e la discussione, anche pubblica che ne è seguita,non si arriva alla formulazione organica di un programma che doveva diventare una parte di quello più generale di governo. De Masi,intellettuale libero,laico (un tempo strettamente collegato al Pci), si intuisce che non si sente a suo agio ,come se avesse in qualche modo le “mani legate” dalla committenza. Non pensate però di trovarlo nelle liste grilline alle prossime politiche perché De Masi rimane pur sempre un libertario,poco ligio alle direttive autoritarie che vengono dai comici e dagli informatici,come Grillo e Casaleggio.In ogni caso questa ricerca rimane utile per un approfondimento sulle prospettive di lavoro nei prossimi dieci anni .Con il rischio,come afferma De Masi, che il lavoro “ non resti un privilegio per alcuni e un miraggio assillante per altri,un fattore di dissidio profondo tra occupati e disoccupati,un motivo di guerra tra i poveri”.

Vorrei parlare adesso di un piccolo romanzo (piccolo solo come dimensioni) di Michele Pellegrini,uno autore triestino che ha scritto “Disertori” (Barbera editore ).

Lo scenario è la ex Jugoslavia e l’Albania,compreso il Montenegro e la Dalmazia .E’ la storia di un gruppo di militari diventati banditi,dai colori politici diversi ,La guerra li ha trasformati in uomini sanguinari,privi di scrupoli ,che hanno perso ogni briciola di umanità. E’ un romanzo,tratto però ( e si sente ) da una storia vera,che lascia tracce profonde nella mente del lettore per la violenza,la ferocia gratuita scaturita da ideologie e da assurdi fanatismi politici .La scrittura è semplice,scarnificata, senza retorica ,che colpisce con durezza.

L’autore del libro “L’elefante di Napoleone” (Bompiani),Paolo Mazzarello, non è un letterato di professione. Il suo “mestiere” è quello di docente e,più esattamente di storico della medicina,all’Università di Pavia.Il titolo ( di grande richiamo) nasce dalla donazione all’Università lombarda dei resti,ben conservati,di una elefantessa che si trovava al ”Musèum nazional d’histoire naturelle di Parigi”. E’ chiaramente un pretesto per raccontare l’affascinante storia di questo gigante della natura che arrivava dall’India e quindi serviva alla Francia anche per far conoscere una parte importante dell’Asia. L’elefante aveva finito,prima con la monarchia e poi con Napoleone, con svolgere un ruolo di potenza,di bellezza della natura,ma anche di mansuetudine ,di serenità,di maestosità .L’elefantessa era arrivata dopo un avventuroso viaggio ,per mare e per terra,alla sontuosa reggia di Versailles,dove era stata ospitata,curata e vezzeggiata dalla famiglia reale. Ma un giorno però il pachiderma riuscì a liberarsi dalle sue catene e fuggì alla ricerca della libertà. ll libro è un omaggio al più grande animale della terra,in via di estinzione,per la malvagità degli uomini. Un racconto,vero e fantastico: una metafora sulla libertà ,sul rispetto dei diritti degli animali ,ma anche di quelli fondamentali degli esseri umani .E’ anche per queste ragioni che a Mazzarello è stato assegnato il Premio della letteratura giovanile “Città delle rose” (Abruzzo).

Infine, segnaliamo un libro curioso e intrigante del sociologo Paolo Jedlowski ( insegna all’Università della Calabria), “ Memorie del futuro” (Carocci editore ) .

Lo studioso affronta l’analisi del futuro con una chiave originale,che fa molto pensare al proprio passato,che può diventare futuro. La domanda fondamentale è questa: che cosa avviene quando ricordiamo un futuro che in passato abbiamo immaginato ? Quando,ad esempio,ricordiamo un’aspirazione irrealizzata ? E così via…Una riflessione attenta,analitica, tra nostalgia,speranza e riflessione.

Aldo Forbice

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento