sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le pagelle del 2017: Juve Campione, ma la vera impresa è del Crotone
Pubblicato il 05-06-2017


Con l’amara sconfitta della Juventus in finale di Champions League contro il Real Madrid, si è chiusa la stagione 2016/2017: per i bianconeri sesto scudetto di fila, un record. Atalanta rivelazione del campionato, malissimo l’Inter. Storica e impensabile la salvezza dei calabresi. Vediamo tutti i voti delle 20 squadre di Serie A

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello28/05/2017 - Crotone (Italia)Sport CalcioCrotone vs Lazio                                                              Campionato di calcio serie A Tim 2016-2017 - Stadio Scida Crotonenella foto la festa del Crotone salvo all'ultima giornataPhoto LaPresse - francesco Mazzitello28/05 /2017 Sport soccerCrotone vs LazioItalian football Championship legue A Tim 2016-2017 " Scida Stadium" Crotonein the pic players of Crotone celebrates

Foto LaPresse – Francesco Mazzitello28/05/2017 – Crotone (Italia)Sport CalcioCrotone vs Lazio Campionato di calcio serie A Tim 2016-2017 – Stadio Scida Crotonenella foto la festa del Crotone salvo all’ultima giornataPhoto LaPresse – francesco Mazzitello28/05 /2017 Sport soccerCrotone vs LazioItalian football Championship legue A Tim 2016-2017 ” Scida Stadium” Crotonein the pic players of Crotone celebrates

ATALANTA 9 – La vera rivelazione del campionato. Nemmeno il più ottimista dei tifosi orobici si sarebbe aspettato una qualificazione in Europa League. Papu Gomez la stella (anche dei social), ma grande merito va dato a Gasperini che ha avuto il coraggio di lanciare tanti giovani (da Caldara a Kessié fino a Conti e Petagna): le casse del club saranno ricoperte d’oro, anche se non tutti i pezzi pregiati lasceranno Bergamo.
BOLOGNA 6 – Mai immischiata nella lotta per non retrocede, ma raramente ha regalato ai propri tifosi partite divertenti. Da Destro ci si aspetta sempre qualche gol in più. Stagione senza infamia e senza lode.
CAGLIARI 7 – La migliore delle neopromosse. Molte scommesse vinte: il tecnico Rastelli al primo anno in A, un Borriello ritrovato (16 gol) e un settore giovanile che promette bene. Troppe però le goleade subite: proprio sulla tenuta della difesa bisognerà migliorare in vista del prossimo anno.
CHIEVO 6,5 – L’ennesima salvezza senza mai finire nella zona calda non deve passare come fatto scontato. Un premio alla società e all’allenatore Maran, bravo a gestire uno spogliatoio pieno di giocatori di esperienza con qualche talento più verde.
CROTONE 10 – Dato per spacciato già in estate e senza alcuna speranza alla fine del girone d’andata, quando i calabresi erano fanalini di coda con appena 9 punti in classifica, il club pitagorico è riuscito a compiere un vero e proprio miracolo, festeggiando la salvezza al termine di una storica rimonta concretizzatasi nell’ultima giornata ai danni dell’Empoli. Merito soprattutto del tecnico Davide Nicola che non ha mai smesso di crederci e che ha creato un gruppo la cui dignità e compattezza ha sovvertito alla differenza qualitativa con gli avversari.
EMPOLI 4 – Una retrocessione drammatica perché arrivata all’ultima giornata, ma meritata. Fino al penultimo turno la permanenza in serie A si sarebbe concretizzata più per le “disgrazie” altrui che per meriti propri, fino alla rimonta del Crotone che ha dimostrato molto più carattere dei toscani. Si ricordano le prestigiose vittorie esterne in casa di Milan e Fiorentina e basta: troppo poco per salvarsi.
FIORENTINA 5 – Male in Europa, malino in campionato. Una vera disfatta l’eliminazione dall’Europa League con il ko interno 4-2 contro il Borussia Moenchengladbach dopo la vittoria 1-0 all’andata in Germania. Lì è calato il sipario sulla stagione dei viola: con Paulo Sousa già certo dell’addio a fine stagione, sono mancate le motivazioni per una rimonta in campionato verso la zona Europa che era ancora più che possibile.
GENOA 5 – Se l’è vista brutta il Grifone. Dopo un ottimo avvio di stagione, piano piano i liguri si sono persi e le mosse societarie, dalle cessioni di Rincon e Pavoletti all’allontanamento del tecnico Juric (poi richiamato), hanno creato solo caos e timori nello spogliatoio rossoblù. Fortunatamente era stato fatto abbastanza per evitare la retrocessione, ma l’annata, con i due derby persi contro la Sampdoria, resta ampiamente negativa.
INTER 3 – Stagione da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Nata male con l’addio di Mancini a pochi giorni dall’avvio del campionato e la scelerata scelta di affidarsi ad uno “sprovveduto” come De Boer e finita peggio con il poco elegante esonero di Pioli a tre giornate dalla fine. I “colpi” di mercato Joao Mario e Gabigol, costati complessivamente oltre 70 milioni, si sono rivelati due flop, esattamente come quello di Kondogbia di 12 mesi prima. Pochissimi i giocatori a salvarsi (Handanovic, Perisic e Icardi), segno di come sia inevitabile una rivoluzione nella rosa, ma anche una maggiore chiarezza societaria. La consolazione è che i soldi (dalla Cina) non mancano.
JUVENTUS 8,5 – È arrivato il sesto scudetto di fila, nessuno c’era mai riuscito nel campionato italiano. Quest’anno non c’è stato il dominio come negli anni precedenti, merito di Roma e Napoli che hanno colmato buona parte del gap, ma quella bianconera resta comunque una corazzata difficile da battere. Bravo Allegri ad inventarsi a metà stagione il modulo 4-2-3-1 regalando nuova linfa a giocatori come Mandzukic e Cuadrado, fino ad allora usati a intermittenza. Da segnalare anche la vittoria della terza Coppa Italia consecutiva, è mancata purtroppo la ciliegina sulla torta: in finale di Champions League la Vecchia Signora si è arresa 4-1 al Real Madrid e addio “triplete”, ma una notte profondamente amara non cancella una stagione da protagonista. Si riparte con la consapevolezza di avere tutto per riprovarci, mentre gli avversari italiani faticano a malapena a passare il turno a gironi.
LAZIO 7,5 – Stagione super per i biancocelesti. Difficile da pronosticare dopo l’estate turbolenta con l’addio di Bielsa senza nemmeno iniziare l’avventura nella Capitale e la chiamata in extremis da parte di Lotito a Simone Inzaghi, già con la valigia direzione Salerno. E invece l’ex tecnico della Primavera si è dimostrato eccome all’altezza della Serie A, gestendo uno spogliatoio non facile per i difficili rapporti tra i “senatori” e il ribelle Keità. Tutto è filato liscio: sfiorato il record di punti in campionato (70 contro i 72 del 2000) e la vittoria della Coppa Italia, dove i capitolini si sono inchinati solo in finale alla Juventus. L’anno prossimo c’è l’Europa League: la società deve muoversi bene per regalare a Inzaghi una rosa più lunga e competitiva.
MILAN 6 – Tra mille difficoltà, con lo storico passaggio societario da Berlusconi ai cinesi, l’obiettivo minimo (l’Europa League) è stato raggiunto e per Montella non era un compito semplice. Ma parliamo sempre di Milan e un sesto posto non può passare come traguardo positivo. Per questo i nuovi proprietari devono acquistare giocatori importanti per far tornare i rossoneri nelle zone che gli spettano.
NAPOLI 6,5 – Un’annata piena di record non può che essere positiva nonostante l’assenza di trofei. Quella di Sarri si conferma una vera e propria macchina da gol: mai gli azzurri ne avevano segnato 115 gol in una stagione, mai 94 in campionato e mai 50 in trasferta in Serie A, così come non avevano mai toccato 86 punti. Tutto questo non ha portato alla vittoria di un titolo, ma comunque alla consapevolezza che l’anno prossimo, con qualche ritocco e nessuna cessione illustre, si può alzare ulteriormente l’asticella.
PALERMO 4 – Stagione assolutamente negativa. A differenza del Milan, i rosanero hanno sentito notevolmente il cambiamento societario con l’addio di Zamparini e l’arrivo di Baccaglini. Molte colpe sono da attribuire all’ex presidente che, resosi conto che l’avventura in Sicilia stava per terminare, ha creato in estate una squadra non all’altezza, che infatti è sempre stata relegata negli ultimi posti della classifica. Un briciolo di dignità si è recuperata alla fine con Bortoluzzi in panchina, ma ormai i giochi erano fatti.
PESCARA 3 – Dopo una sola stagione gli abruzzesi tornano in Serie B. Meritatamente a dir poco. Per la squadra allenata prima da Oddo e poi da Zeman la miseria di 18 punti con appena 3 vittorie, di cui una a tavolino. Assolutamente non all’altezza della massima serie.
ROMA 6 – Discorso abbastanza simile al Napoli: record di punti (87) e di gol segnati (90), ma zero titoli. Per il nono anno consecutivo. Iniziano ad essere troppi e il primo a capirlo, in largo anticipo, è stato proprio Luciano Spalletti (eccessivamente criticato anche se con la leggenda Totti poteva usare meno razionalità e più buonsenso) che ha fatto le valigie. Male nelle coppe: contro il Lione in Europa League e la Lazio in Coppa Italia si poteva fare di più.
SAMPDORIA 6,5 – Inizio stentato, poi una buona continuità grazie all’ambientamento a Genova di Giampaolo (che si è guadagnato il rinnovo del contratto fino al 2020) e alla crescita di tanti giovani, Schick su tutti. Riflettori sul doppio derby vinto sia all’andata che al ritorno contro il Genoa: il prossimo anno si può puntare all’Europa.
SASSUOLO 5,5 – La squadra più bersagliata dalla sfortuna, che ha tolto per tutta la prima della stagione la stella Berardi e per diversi mesi elementi fondamentali come il capitano Magnanelli, Missiroli e Defrel. Il cammino in Europa League resta una piacevole esperienza (chissà se ripetibile) ma anche in ambito internazionale, così come in campionato, qualcosina in più era lecito aspettarselo. Soprattutto quando il presidente Squinzi, scherzando ma non troppo, parla di scudetto e Champions League.
TORINO 6 – A inizio anno il progetto era chiaro: tornare in Europa nel giro di due anni. Il primo tentativo è andato fallito, ma non per questo si può parlare di stagione negativa. Anche perché va segnalata l’esplosione del “Gallo” Belotti, ora punto fermo della Nazionale di Ventura, che ha raggiunto il valore di 100 milioni. Cairo gongola, ma deve aprire il portafoglio se vuole centrare l’obiettivo dichiarato 12 mesi fa.
UDINESE 6 – Maluccio Iachini, la squadra si è ripresa con l’arrivo di Delneri, che infatti si è guadagnato la riconferma per la prossima stagione. Non è più l’Udinese di qualche anno fa, piena di giovani talenti (e di un grande Di Natale), ma gli investimenti sul nuovo stadio (Dacia Arena) e su nuovi baby promettenti potrebbero dare i frutti nel prossimo campionato.

Francesco Carci

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