sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

PAURA DI GENERE
Pubblicato il 06-06-2017


parita-di-genereArriva in Aula alla Camera il testo nella nuova versione messa a punto dalla Commissione. Un’aula desolatamente vuota. Pochissimi i deputati presenti. Solo 29 gli iscritti a parlare. I lavori scivolano velocemente. La discussione generale proseguirà mercoledì dalle 13.30. Prima di passare agli emendamenti dovranno essere esaminate le tre pregiudiziali di costituzionalità che sono state presentate da alcuni gruppi parlamentari. Il termine ultimo per la presentazione delle proposte di modifica è scaduto martedì alle 17: secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, in tutto gli emendamenti dovrebbero essere circa un centinaio. Sono state presentate tre questioni pregiudiziali, di cui una a firma Ap, che saranno votate domani prima dell’avvio delle votazioni sul testo della riforma.

L’obiettivo di Pd, FI, M5S e Lega, le 4 forze politiche che hanno raggiunto l’intesa sulla riforma elettorale, è di licenziare il provvedimento giovedì o al massimo nella giornata di venerdì. Tra le proposte di modifica dei 5 Stelle anche la richiesta di reintrodurre le preferenze nelle liste circoscrizionali e quella di prevedere la possibilità del voto disgiunto.

Da più parti si sottolinea la necessità che l’accordo regga fino all’ultimo. Altrimenti tutti pronti alla mani libere. Questa la posizione comune di Pd, 5 Stelle e Forza Italia.

Per ora l’accordo “regge” dice Ettore Rosato che continua: “Comunque è indispensabile che regga fino all’ultimo: si va avanti solo se tutte e quattro le forze votano a favore, altrimenti ognuno per la sua strada”. “Sono convinto che la legge elettorale – dice confermando l’intenzione di forzare i tempi – o la facciamo entro luglio o mai più”. Da Forza Italia il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, afferma che “tutto procede come previsto”. “Questo accordo istituzionale quadripartito – aggiunge – è una grande occasione per avere una legge elettorale condivisa. Il testo che è uscito dalla Commissione deve essere confermato in Aula. Se succedessero cose strane o diverse, evidentemente cadrebbe l’accordo, e a questo punto non si farebbe più alcuna legge elettorale e si andrebbe a votare, alla scadenza naturale della legislatura, con le due leggi elettorali venute fuori dalle altrettante sentenze della Corte costituzionale”.

Uno dei punti centrali della nuova legge elettorale è la parità di genere. “Se salta la rappresentanza di genere, magari approfittando del voto segreto, per noi la legge e morta” dice Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera. E Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi a Montecitorio, intervenendo in Aula nella discussione generale, aggiunge: “Si fanno sempre più consistenti le voci secondo le quali sugli emendamenti della legge elettorale che riguardano la parità di genere verrebbe richiesto il voto a scrutinio segreto. Ancora una volta i colleghi deputati hanno paura di affermare chiaramente che sono contrari a liste paritarie e preferiscono nascondersi dietro l’anonimato. E’ chiaro – continua – che in questo modo alcuni (quanti?) deputati uomini, che sono la maggioranza, voteranno contro: un seggio in più per una donna, infatti, è inevitabilmente un seggio in meno per un uomo. Certo per ammetterlo ci vuole coraggio, e alcuni uomini, per fortuna non tutti, evidentemente preferiscono il segreto dell’urna a una sfida aperta che forse li vedrebbe perdenti. Questo Parlamento sempre più femminile evidentemente fa troppa paura”.

Enrico Rossi, di Mdp, è intervenuto sulla necessità di riunificazione della sinistra, affermando che dovrebbero farvi parte “quei socialisti che hanno deciso di non seguire Riccardo Nencini”. Parole ha cui risponde Maria Cristina Pisani, portavoce del PSI: “Lo dico chiaro a Enrico Rossi che, memore delle sue radici comuniste, pensa ancora di sezionare i socialisti in buoni e cattivi: il PSI ha scelto la sua linea al congresso due mesi fa. Il nostro partito decide democraticamente, i singoli, invece, decidono per se. Immagino già come andrà a finire. Verrà scelto un tizio dal passato socialista e gli verrà messo in testa il cappello di capitano. Tanti auguri.”

Sulla possibilità di un voto in autunno Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani commenta: “Non è un caso che nessuna delle diciassette elezioni per la Camera e il Senato della nostra storia repubblicana si sia tenuta in autunno, ma tutte in primavera. Svolgere una campagna elettorale in piena estate è sembrata, evidentemente, un’ipotesi sconsiderata che nessun Presidente della Repubblica in 70 anni si è assunto la grave responsabilità di prendere in considerazione nell’esercizio del suo potere di scioglimento anticipato delle Camere”. Magi parla “di manipolazioni partitiche” di “una iattura da ogni punto di vista, anche per le leggi in discussione che sarebbero sacrificate alla voglia di urne dei partiti: riforme fondamentali per l’affermazione dei diritti, dal biotestamento allo ius soli, alla cannabis legale. Se il Presidente Mattarella acconsentisse, sarebbe quindi una decisione grave e senza precedenti, per questo – conclude Magi – intendiamo rivolgerci a lui come supremo garante della Costituzione, perché siano tutelati i diritti politici dei cittadini e la tenuta democratica delle nostre istituzioni”. E anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano boccia la legge che si sta profilando e la possibilità di un voto anticipato: “Vedremo i risultati di questa grande intesa di 4 leader di partito che agiscono solo calcolando le proprie convenienze…”.

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