venerdì, 17 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Livio Valvano
Al Gay pride per far avanzare diritti di libertà e inclusione
Pubblicato il 05-06-2017


Non penso che la mera esibizione del proprio orientamento sessuale rappresenti il senso di una manifestazione come il gay pride.
Così come non posso condividere l’idea di chi chiama alla mobilitazione i cattolici in preghiera, in una piazza alternativa a quella del gay pride a Potenza, in programma sabato 3 giugno.
Una mobilitazione CONTRO, basata su un’idea di cattolicesimo integralista, fuori dal tempo, intollerante, omofobo, che non credo corrisponda al più avanzato sentimento di inclusione universale espresso da PAPA FRANCESCO.
Chi sono costoro per stabilire se spetti o meno il diritto di cittadinanza piena e non parziale a ogni essere umano, anche se di diverso orientamento sessuale?
Non è pensabile ne accettabile contrapporre la fede religiosa a un movimento pacifico che vuole semplicemente affermare il riconoscimento pieno di ogni essere umano. É la libertà in tutte le sue forme e manifestazioni ad essere il bene supremo da tutelare e su cui è possibile potenziare il senso di appartenenza a una società che deve saper coniugare al prioritario interesse collettivo, la garanzia di pari dignità a prescindere dalla fede religiosa, dall’orientamento politico, dalla razza, dalla differenza di genere e anche dagli orientamenti sessuali.
Una società moderna è più coesa se è capace di includere le differenze, anziché occultarle. Includerle non può significare semplicemente tollerarle, cioè far finta che non esistono. Includerle significa accettarle pienamente ed esplicitamente mettendo al bando ogni forma di discriminazione.
Per questo se potevo avere un dubbio se partecipare o meno all’apertura della manifestazione sabato pomeriggio, la medioevale e prepotente chiamata al boicottaggio, con lo scopo di definire chi sta da una parte e chi dall’altra, mi ha convinto ad annullare altri impegni e a partecipare al gay pride che per i socialisti lucani domani avrà il senso di una manifestazione pacifica per allargare gli spazi di libertà e dignità di tutti gli esseri umani.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Se la memoria non mi tradisce, quando la Chiesa – non molti anni fa, e quindi non in epoca medioevale – aveva un’altra posizione riguardo all’argomento in causa, erano in molti ad avanzare critiche, anche piuttosto severe, reputando i suoi pronunciamenti quale indebita interferenza della Religione nel vivere della comunità civile, e laica (a difesa del laicismo, secondo il loro dire).

    Oggi invece si cita quanto afferma la Chiesa, e sembra dunque che il suo parere sia divenuto alquanto importante, tanto da essere preso a riferimento, e a fronte di ciò non resta che prenderne atto, registrare cioè questa avvenuta, apparente, “inversione di marcia”, anche se qualcuno potrebbe in effetti vederla come una contraddizione (confrontando per l’appunto l’atteggiamento del presente col passato che dicevo).

    Qui si parla poi di tutelare “la libertà in tutte le sue forme e manifestazioni”, ma nel contempo si qualifica e bacchetta come “integralista, fuori dal tempo, intollerante, omofobo” un sentimento religioso che, a quanti lo provano, fa vedere le cose in modo diverso, e anche questo “rimprovero” nei loro confronti può apparire come una contraddizione (perché dà l’idea di un garantismo a senso unico, quanto all’accettare la libera espressione del pensiero, che vale cioè per gli uni ma non per altri).

    Circa le mobilitazioni CONTRO, non si contano quelle che le nostre piazze hanno visto tenersi in questi decenni, talora abbastanza vivaci ed animate, talché lo stigmatizzare adesso una iniziativa tesa ad esprimere pacificamente il proprio punto di vista, diverso o anche contrario rispetto ad altri, facendola passare come “medioevale e prepotente chiamata al boicottaggio”, mi pare francamente – me lo perdonerà l’Autore – una “incoerenza” se non una contraddizione.

    Con queste righe non mi propongo di sposare l’una o altra tesi, o ragione, e neppure entrare nel merito della materia, pur se in proposito ho anch’io la mia opinione, ma intendo semplicemente dire – restando sulle regole generali, cui dovremmo un po’ tutti ispirarci – che se un principio, o “diritto”, vale per una parte non vedo perché non debba essere altrettanto per l’altra (e anche sul Medioevo, che viene sovente citato come il simbolo o parametro dell’oscurantismo, mi risulta che i pareri non siano unanimi).

    Paolo B. 06.06.2017

Lascia un commento