domenica, 23 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Lo spazio socialista
e le scadenze all’orizzonte
Pubblicato il 19-06-2017


Anna Falcone al Brancaccio: ‘Pisapia? La sua candidatura è più un’operazione mediatica che democratica’.
Ciccio Ferrara: ‘Al Brancaccio si riunisce la sinistra che da decenni non si pone la prospettiva di governo’.
Aggiungo: MdP in piazza con la Cgil contro i mini contratti e contro il PD e il suo segretario, Bobo Craxi, in solitudine, che inneggia alla nascita di una forza nuova con i fuoriusciti dal PD, la vecchia SEL su posizioni radicali.

Insomma, tanta confusione, il che equivale a tanta tela da tessere.
Da tempo diciamo che la sinistra riformista, a partire da quella che aderisce al PSE, deve muoversi compatta, che deve aprirsi a radicali, a Pisapia, alle liste civiche democratiche, che la legge elettorale più adeguata deve avere un impianto maggioritario. Siano gli italiani a scegliere tra progetti alternativi di governo.

Il buon risultato alle amministrative e la forte partecipazione alle Primarie delle Idee danno dignità al partito e allargano lo spazio socialista nelle scadenze all’orizzonte.

Due questioni su tutte.
Pisapia dovrà giocare bene le sue carte. Si era opposto con decisione a raggruppamenti indistinti. Non dubito che confermerà il 1 luglio questo orientamento. C’è bisogno di unire gli uguali, non di cucinare minestroni.
Il PD sembra aver rinunciato alla logica del partito a vocazione maggioritaria. Finalmente prende atto della realtà italiana: la coalizione è la strada maestra.

Con un’attenzione particolare ai ballottaggi di domenica prossima. In troppe città il PD si è presentato diviso al primo turno. Pistoia, Spezia, Carrara, e ricordo solo le città principali. C’è poco tempo per ricucire, ma i giorni che mancano al voto vanno spesi proprio per non lasciare nulla di intentato.

I mesi decisivi saranno quelli estivi. Quel che serve è un Patto per l’Italia con il lavoro e un’altra Europa al primo posto. Basta ‘cinguettii’. Un programma!

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Segretario, con il capo della Lega che imperversa su tutti i canali e siti fingendosi paladino dell’italianità ( concetto, già questo, invero assai difficile da definire.. ) e i grillini che diffondono ad arte false notizie ergendosi a difensori della legalità ( sempre di comodo e a uso proprio… ) forse gioverebbe, da parte di tutte le forze di Sinistra organizzare una martellante campagna a livello nazionale, una campagna tesa a smascherare tutte le ipocrisie e le falsità che si celano dietro il populismo di questi due movimenti, un populismo che rischia di travolgere l’Italia. L’alleanza fra m5s e lega è solo questione di tempo, e se di certo non la si avrà prima, con ogni probabilità la si avrà dopo le elezioni. La Sinistra deve riappropriarsi di temi quali sicurezza e legalità, senza scimmiottare i due movimenti di cui sopra, ma portando all’attenzione degli italiani numeri, fatti, verità.
    Pace, Bene e Felicità.
    Cordiali saluti,
    Mario.

  2. In questo Editoriale si parla, opportunamente e distintamente, di “posizioni radicali” e di “sinistra riformista”, ma tali differenze devono poi risultare, e anche riconoscersi in modo chiaro ed evidente, nei rispettivi programmi, per non farle rimanere sul solo piano dei “distinguo” concettuali, ossia qualcosa di molto astratto (che in fondo lascia un po’ il tempo che trova).

    Quando si mettono insieme forze di diversa provenienza, e “cultura politica”, il collante che le unisce può essere talora riconducibile al Leader, cioè ad una figura che col proprio “carisma” e la propria “esposizione” riesce a rappresentarle in blocco, anche agli occhi dell’elettore, superando per così dire le singole specificità e il ruolo stesso dei programmi.

    Oppure può funzionare il “mastice” ideologico, che in qualche misura si riflette poi, ed inevitabilmente, nei programmi, fino a condizionarli e omologarli, nel senso che diviene poi difficile distinguervi la matrice “riformista” da quella “radicale” o massimalista, e il programma con cui si chiude l’Editoriale può essere dunque l’occasione per far capire l’impronta riformista (la quale, a dire il vero, non mi sembra essersi fino ad ora percepita, di fronte alle questioni dei nostri giorni, rispetto alle impostazioni che definiamo radicali).

    Per fare un esempio abbastanza calzante, a quest’ultimo proposito, quando Mario dice, avvedutamente, che “la Sinistra deve riappropriarsi di temi quali sicurezza e legalità”, significa innanzitutto che fino ad oggi la Sinistra ha verosimilmente trascurato, o quantomeno sottovalutato, problemi di non piccolo rilievo – lasciando in tal modo spazio ai cosiddetti populismi – ma possiamo altresì ricavarne che tutta la Sinistra ha agito così, ossia senza distinzione alcuna tra riformisti e non.

    Paolo B. 25.06.2017

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