giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Mantova. “Fiamma” eletta con il Fascio Littorio
Pubblicato il 13-06-2017


Le sorprese (elettorali) non finiscono mai. A Sermide e Felonica, provincia di Mantova, in Consiglio comunale è stata eletta la candidata Sindaco del movimento neofascista “Lista dei Fasci italiani del lavoro” Fiamma Negrini, 20 anni. Il partito locale ha raggiunto il 10.41% dei consensi, riuscendo a conquistare il suo seggio.


fiamma-negrini-696x652All’armi, siam fascisti: si candida e la votano pure

Lei si chiama Fiamma (nome evocativo) Negrini; si è presentata in provincia di Mantova (Sermide e Felonica) come candidata-sindaco, è stata eletta ottenendo il 10,41 per cento dei voti (334). Tutto bene? Mica tanto. Perché la giovane ragioniera si è presentata con la lista “Fasci Italiani del Lavoro”. Dice qualcosa? E dice qualcosa il fatto che il papà, Claudio Negrini, manifesti su Facebook grande simpatia per una certa destra tanto da riproporre lo slogan “Boia chi molla” associato, per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato, a una delle più torbide e sanguinose rivolte scatenate agli inizi degli anni Settanta in Italia (Reggio Calabria, una inquietante alleanza di piazza tra fascisti e aree della criminalità organizzata)? Il caso è stato denunciato dal quotidiano “la Repubblica” e ha incontrato la lodevole attenzione del presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha segnalato la questione al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Perché, ancora una volta per chi si fosse distratto o avesse dimenticato, la ricostituzione del partito fascista è vietata dalla Costituzione (la stessa che la stragrande maggioranza degli italiani ha confermato il 4 dicembre 2016) e dalle successive leggi applicative; inoltre la presentazione delle liste con quei riferimenti erano vietate dalle “istruzioni” emanate dal Viminale per l’accettazione delle candidature. Certo non si può parlare di distrazione visto che quella lista era stata presentata nel 2002, 2007 e 2012. La morale di tutto questo è avvilente. Come italiani ogni giorno manifestiamo indignazione per la classe politica e l’accusiamo di ricordarci il passato, la Prima Repubblica in particolare, espressioni di disappunto manifestate probabilmente anche dal signor Negrini e dalla sua figliola, Fiamma.
Ma la Prima Repubblica, così vituperata, nasce dalla Resistenza e se la Resistenza non ci fosse stata difficilmente il signor Negrini e la figliola Fiamma avrebbero potuto presentarsi con una lista con il simbolo socialista o comunista o del Partito d’Azione (certo, questo pensiero ai due farà sicuramente venire l’orticaria, malanno comunque curabile). La realtà è che pensando al futuro, alcuni in questo paese finiscono per ricadere nel peggior passato, per giunta nel disinteresse generale, anche di coloro che dovrebbero controllare il rispetto della legge. E, d’altro canto, da tempo in Italia si agitano organizzazioni (anche “sdoganate” da partiti che sono stati e sognano di tornare al governo, come la Lega Nord) i cui esponenti si definiscono “fascisti del terzo millennio”. L’augurio è che si torni ad applicare la legge in maniera puntuale e severa, partendo dai Negrini (padre e figlia) e continuando con tutti quelli che al fascismo (dittatura che è stata instaurata in questo Paese non nella vicina Svizzera) si ispirano.

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Commenti all'articolo
  1. Giornale e Libero contro Boldrini. La stampa conservatrice attacca la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenuta con forza sul caso della lista neofascista che ha potuto competere alle elezioni in un Comune del Mantovano (con oltre il 10 per cento delle preferenze la candidata è entrata in Consiglio). “L’ultima follia della Boldrini: censurare la democrazia” titola il Giornale. Il quotidiano loda inoltre le dichiarazioni del padre della neo Consigliera, che ha parlato di risultato “straordinario” e precisato: “Quello non è il fascio littorio, ma il fascio della Repubblica Sociale Italiana”. Titola invece Libero: “Una camicetta nera fa impazzire la Boldrini”.

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