sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Migliora il Pil. Primo trimestre + 0,4%
Pubblicato il 01-06-2017


PilOggi l’Istat ha comunicato i dati sul PIL relativi al rimo trimestre del 2017. Con piacevole sorpresa si nota un piccolo miglioramento superiore alle aspettative, ma sempre inferiore a quanto avviene nella media europea e mondiale. Il comunicato Istat recita: “Nel primo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del primo trimestre del 2016. La stima preliminare diffusa il 16 maggio 2017 scorso aveva rilevato un aumento congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale dello 0,8%.

Il primo trimestre del 2017 ha avuto due giornate lavorative in più sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al primo trimestre del 2016. La variazione acquisita per il 2017 è pari a 0,9%. Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda nazionale hanno registrato una crescita dello 0,5% dei consumi finali nazionali e un calo dello 0,8% gli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dell’1,6% e le esportazioni dello 0,7%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del PIL (0,3 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), 0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione (PA) e -0,1 gli investimenti fissi lordi). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del PIL (0,4 punti percentuali), mentre l’apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,2 punti percentuali. Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di agricoltura (+4,2%) e servizi (+0,6%), mentre quello dell’industria risulta negativo (-0,3%)”.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, alla luce di un aggiustamento strutturale del deficit pari allo 0,3% nel 2018 ed alla stabilizzazione del rapporto debito/Pil, ha inviato una lettera alla Commissione Europea per argomentare, dopo le raccomandazioni inviate le scorse settimane, che “la portata dell’aggiustamento è ritenuto adeguato allo stato delle finanze pubbliche del nostro paese, anche alla luce dello sforzo di riforma che prosegue ininterrotto da alcuni anni”.

La riduzione da 0,8 a 0,3 punti di deficit della manovra 2018, così come richiesto all’Ue dalla lettera di Padoan, equivarrebbe ad uno ”sconto” di circa 9 miliardi sulle misure da adottare con la prossima legge di Bilancio. Unendo a questo l’effetto di trascinamento della ”manovrina”, sarebbero quindi sufficienti – secondo alcune valutazioni – 6 miliardi di interventi per evitare l’aumento dell’Iva, cioè per sterilizzare la clausole di salvaguardia ora previste per i conti 2018.

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha avuto un incontro bilaterale con il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a margine del Brussels Economic Forum, in cui si è parlato di Mps e della manovra 2018. Dombrovskis ha fatto sapere : “Lieto di incontrare Pier Carlo Padoan a margine del Brussels Economic Forum. Abbiamo accolto con favore l’accordo di principio su Mps e discusso la preparazione del bilancio 2018”.

Nella missiva indirizzata al vicepresidente Valdis Dombrovskis e al commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, Padoan spiega che un aggiustamento limitato allo 0,3% consentirebbe al governo italiano di proseguire nella politica economica che tra 2014 e 2017 ha assicurato una costante riduzione del rapporto deficit/pil (0,3% di pil per anno) e la stabilizzazione del rapporto debito/pil, e al tempo stesso sostenendo l’economia passata dallo 0,1% del 2014 allo 0,9% del 2016 e attesa all’1,1% nel 2017.

In merito, Padoan ha scritto: “Fin dal 2014 il governo italiano è stato impegnato negli sforzi per tenere il rapporto debito-pil sotto controllo. Questo rapporto si è stabilizzato de facto grazie a sforzi fiscali di lungo periodo che virtualmente non hanno uguali nella zona euro fin dall’inizio della crisi economica e finanziaria soprattutto rispetto all’entità del surplus primario conseguito. Il governo italiano intende proseguire lungo questo percorso, con un equilibrio adeguato tra il rafforzamento della ripresa in corso e della sostenibilità fiscale. Si tratta di un sentiero stretto viste le attuali condizioni macroeconomiche ma un consolidamento fiscale più stringente comprometterebbe la ripresa e metterebbe a rischio la coesione sociale. Con questa strategia in mente, vi informo che il governo intende procedere ad un aggiustamento del saldo strutturale pari allo 0,3 del Pil nel 2018. Si tratta di uno sforzo sostanziale che consentirà di ridurre ulteriormente il deficit e di garantire un calo del rapporto debito-pil. La ripresa in corso potrà beneficiare di tale equilibrio della posizione fiscale e di una strategia strutturale in gran parte in linea con il pacchetto pubblicato dalla Commissione nei giorni scorsi”.

Un atto dovuto quello del ministro Padoan che da tempo cerca di convincere l’UE per l’adozione di misure meno restrittive per l’Italia.

Salvatore Rondello

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