giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Morti amianto: tutti assolti. Familiari: Giustizia di classe
Pubblicato il 15-06-2017


Una manifestazione di protesta

Una manifestazione di protesta

Sono stati tutti assolti gli otto ex manager della Breda Termomeccanica-Ansaldo, accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l’accusa, dall’esposizione all’amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni ‘70 e il 1985. Il pm di Milano Nicola Balice aveva chiesto che gli otto ex amministratori della Breda Termomeccanica-Ansaldo, venissero condannati con pene da 2 anni a 4 anni e 11 mesi di reclusione. Nella sua lunga requisitoria, che ha richiesto tre udienze, Balice ha parlato di condotte “gravemente colpose” da parte degli imputati, che “sapevano di mettere a rischio i lavoratori” e che “se ne sono infischiati fino al 1985” delle norme sull’amianto.
Ma con l’assoluzione è stata ignorata la richiesta dell’avvocato dell’Inail, così come quelle di altre due associazioni parti civili, Medicina Democratica e Aiea, che si è costituito parte civile nel processo e aveva chiesto un risarcimento di 1 milione e 661mila euro, più altri 830mila euro per le spese sostenute per curare i lavoratori malati, poi deceduti.
Dopo la lettura del verdetto è esplosa la rabbia dei familiari delle vittime: “Vergogna! Questa è una giustizia di classe, le vittime pagano e gli assassini restano impuniti”. Non a torto, visto che la sentenza in linea con altre assoluzioni a Milano per casi analoghi. Un mese fa sono stati assolti l’ex ad e l’ex presidente di Fiat Auto per i casi di operai morti per forme tumorali provocate dall’esposizione all’amianto dopo aver lavorato nello stabilimento dell’Alfa Romeo di Arese (Milano); all’inizio dell’anno invece sono stati assolti quattro ex manager dell’Enel imputati per omicidio colposo nel processo di secondo grado con al centro i casi di otto operai morti tra il 2004 e il 2012 a causa, secondo l’accusa, dell’esposizione all’amianto presente nella centrale dell’azienda a Turbigo, in provincia di Milano. Infine lo scorso anno assolti con formula piena i nove ex manager di Pirelli accusati a Milano di omicidio colposo e lesioni gravissime per i 28 casi di operai morti o ammalati a causa dell’amianto, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell’azienda tra gli anni ’70 e ’80.

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