lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Nencini, sinistra riformista si presenti forte e coesa
Pubblicato il 30-06-2017


Segreteria Psi-Nencini“Bisogna presentarsi agli elettori con un progetto definito di centrosinistra, una sinistra riformista forte e coesa, e la legge migliore per farlo è una legge che abbia un impianto maggioritario, perché chi va a votare deve sapere per chi vota e per fare che cosa subito dopo il voto”. Lo ha detto il senatore Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista italiano parlando a Bari dove si celebrano i 125 anni dalla fondazione del Psi. Nencini ha parlato della necessità di una “sinistra riformista unita, Pd, Psi, Pisapia, Emma Bonino, un mondo che del riformismo ha fatto la sua bussola di comportamento”.

Per Nencini “Renzi è uno dei leader assolutamente potenziali, è il segretario del più grande partito della sinistra riformista italiana”, mentre con riferimento all’appuntamento in programma a Roma con Giuliano Pisapia, il leader del Psi ha parlato di “una giornata importante ma non assolutamente decisiva”. Da Bari il Psi lancerà anche tre proposte programmatiche. “I 125 anni di storia che oggi celebriamo – ha detto Nencini – sono quelli che hanno reso l’Italia più libera e più civile. C’è però una parte del futuro ancora più significativa che parte da questa storia e, attraverso un’Europa diversa, passi, grazie agli Eurobond, alla fase degli investimenti, con un’attenzione particolare al mondo dei migranti. Noi siamo favorevoli allo ius soli – ha spiegato Nencini – ma a condizione che chi vive in Italia, lo faccia giurando sulla nostra Costituzione”.

Nencini ha inoltre detto che occorre “defiscalizzare tutte le assunzioni presso le imprese che riguardano giovani neoassunti”. Per questo evento nazionale che celebra la storia del partito è stata scelta Bari “per due ragioni – ha concluso Nencini – abbiamo avuto un ottimo risultato elettorale alle amministrative e questa terra ha espresso in questi 125 anni di storia leader, grandi battaglie di civiltà, ha dato i suoi morti per combattere per la libertà degli italiani e per questo era giusto essere a Bari”.

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