sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Non c’è vinavil che tenga
Pubblicato il 26-06-2017


Caro direttore, condivido anche questa volta la Tua motivata esegesi sul trambusto in corso per far nascere una “ammucchiata elettorale” a sinistra del PD. Matteo Renzi, come sempre mordace, la chiama accozzaglia. Paolo Mieli sul Corriere della Sera ha ricordato quel che accadde durante i corsi e ricorsi delle scissioni a sinistra del PCI e del PSI: un insuccesso dopo l’altro, tranne che per gli indipendenti di sinistra, che però si facevano eleggere direttamente nelle liste del PCI.

Ora invece l’operazione ha come fine la liquidazione del PD e, più ancora, di Matteo Renzi. Il vinavil dovrebbe fornirlo Prodi e affidarlo a Pisapia, bravo avvocato e buon sindaco, ma sfornito della leadership politica necessaria per sorreggere questa operazione spericolata. Ergo, non c’è vinavil che tenga.

Spiace a chi, come me e Te, è nato in provincia di Reggio dare un giudizio storico negativo sul veltro di Scandiano. Non mi è piaciuto né come leader europeo (è stato protagonista di un allargamento frettoloso ad Est dell’Unione) né come presidente del Consiglio; senza dire che il vero leader dell’operazione velleitaria in corso è Massimo D’Alema, pronto a ricandidarsi nel Collegio di Gallipoli.

Insomma, vogliono ritornare sulla plancia di comando i generali delle sconfitte che hanno maldestramente governato l’Italia, in alternanza con Berlusconi, dopo la grande slavina del 1992.

I risultati disastrosi di questo infausta stagione sono davanti agli occhi degli italiani, molti dei quali abbracciano un capo-comico al servizio di Davide Casaleggio!

Ritorno a Pisapia e confermo che è stato un buon Sindaco di Milano. Ma aggiungo: tutti i sindaci di Milano, da Greppi, ad Aniasi, a Tognoli, alla signora Moratti sono stati bravi. Ma tuttavia è già palese che il bravo sindaco Pisapia non è in grado, malgrado il vinavil di Prodi, di far risorgere una classe politica che si è dimostrata incapace di buongoverno: che non può inverarsi con le lenzuolate di Bersani.

Rebus sic stantibus, noi, noi del PSI dobbiamo stare – tutti – ben lontani e distinti da questa velleitaria operazione.

Sento vociferare che sarebbe in corso, da parte di questi crociati anti-renziani, il tentativo di aggregare anche Bobo Craxi. Mi auguro che si tratti di una notizia infondata e che ,in ogni caso, nessuno dei nostri dirigenti voglia partecipare a questa avventura.

Per queste ed altre molteplici ragioni dobbiamo confermare la nostra alleanza con il PD, partner dei partiti del socialismo europeo.

In questo momento di sbandamento e di crisi profonda del nostro sistema politico, tocca a noi riproporre i valori del nostro socialismo liberale. Da tempo sento annunciare una Conferenza programmatica chiamata “Rimini Due”. E’ il momento giusto, con l’ausilio di Mondoperaio e della Associazione Socialismo, per proporre alla sinistra riformista ed al Paese il nostro progetto per uscire da questo disastro, frutto avvelenato della Seconda Repubblica e, in parte, anche della Terza.

Spetta anche a noi porre al centro del nuovo corso politico necessario la battaglia per gli Stati Uniti d’Europa, che non deve essere soltanto la bandiera “carolingio” del nuovo Presidente della Francia e della signora Merkel.

Offro ai lettori del nostro quotidiano, a mo’ di “placebo”, questa constatazione storica: molto spesso quel che succede in Francia prima o poi si ripete in Italia.

Fabio Fabbri

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Commenti all'articolo
  1. Caro Fabio, sempre lucidissimo e brillante!
    Mi piacerebbe un tuo parere sulla mia convinzione che gli eredi naturali del movimento operaio e della sua storia sono quelli che io definisco i maker, cioè i tecnici, dagli ingegneri agli scienziati agli operatori impegnati nel campo dell’intelligenza artificiale.
    Maker che progettano un futuro benefico e desiderabile dove la tecnologia libera finalmente l’umanità dal lavoro nocivo, pericoloso e usurante, quello della fatica che fa soffrire. Con le grandi catene del commercio elettronico che si alleano con una nuova categoria di operatori che io definisco CCM (Commercianti, Consulenti, Manutentori), una via di mezzo fra gli artigiani e i piccoli commercianti.
    Maker antagonisti dei trader, eredi degli operatori di borsa, che utilizzano l’AI (Intelligenza Artificiale) per giocare sulle microfluttuazioni del mercato azionario fino a generare degli operatori virtuali che agiscono nel mercato con una mitraglia di velocissime operazioni assolutamente slegate da valutazioni oggettive sulla qualità di un titolo. Una tendenza che snatura la borsa fino a provocare le crisi cicliche che purtroppo conosciamo.
    Matteo Renzi mi è molto simpatico, è capace di far sognare. Avrei preferito un leader laico ma bisogna accontentarsi. Vedo un ruolo importante dei socialisti nella crescita culturale del PD nella presa di coscienza dell’eredità di cui ti scrivo sopra. Assieme a Mauro e all’Avanti! stiamo lavorando su un bel progetto, il Rinascimento spaziale. Prendiamo atto che un’umanità che sta andando verso gli otto miliardi, deve assolutamente incominciare ad uscire dalla sua culla, cioè questo nostro pianeta. E’ una visone che fu di John Kennedy, che oggi si può saldare col sogno dei maker, che può investire su officine orbitali in grado di utilizzare appieno l’energia del sole, produrre meglio e in modo più salubre. Se il grosso dell’industria deve essere di robot, tanto vale che la facciamo fuori dall’atmosfera, al riparo dalla corrosione, dalla ruggine e dalla forza di gravità. Gli imprenditori più lungimiranti ci credono (Elon Musk, Jeff Bezos ecc.) e anche qualche italiano a cominciare da Roberto Battiston e imprese come dal D-Orbit.
    In fondo siamo alla ricerca di un obiettivo di lungo periodo, capace di far sognare. Un’umanità che invecchia nella sua culla, che rischia di sprofondare nei conflitti, nelle guerre, soffocata dall’inquinamento dalla carenza di risorse quando la fuori ci sono spazio e risorse infinite, è una prospettiva che non fa sognare nessuno.
    Daniele

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