venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

OCSE: per l’Italia il 2018 peggio del 2017
Pubblicato il 07-06-2017


crescita italiaNel suo ultimo Economic outlook, l’OCSE ha sostenuto che la ripresa economica italiana continuerà ad essere moderata. Ha specificato che il Pil del nostro Paese resterà all’1% nel 2017 per poi scendere allo 0,8% nel 2018 a causa della stretta fiscale già adottata in misura pari all’1% del Pil.

Tra i fattori di rischio c’è anche il contesto politico. L’impatto di un voto anticipato, per gli economisti dell’Ocse è legato al tipo di bilancio che il governo implementerà. Se riuscirà a presentare una manovra adeguata che rispecchia i bisogni del paese, non necessariamente le elezioni avranno un effetto negativo sulla crescita. Considerando che la legge di bilancio va presentata alla Ue entro il 15 ottobre, i tempi sarebbero strettissimi, se le elezioni dovessero svolgersi a fine settembre. In tal caso, il governo dovrebbe affrettarsi a preparare il bilancio per presentarlo in parlamento. Sarebbe un procedimento inusuale, però le elezioni fanno parte del processo democratico. Sono momenti politici importanti. L’OCSE si riserva di valutare nei prossimi outlook l’impatto che avrà la legge di bilancio per il 2018.

Nel suo rapporto, l’OCSE ha affermato: “Nonostante il suo ampio settore manifatturiero, il contributo dell’Italia all’economia globale resta limitato. Molte imprese sono piccole e soffrono di una bassa produttività. L’inefficacia sociale e le politiche di formazione hanno impedito all’Italia di trarre maggiori benefici dalla globalizzazione”.

Il rapporto dell’Ocse invita l’Italia ad aumentare innovazione e competitività. Andare avanti con le riforme strutturali e le politiche fiscali moderate è cruciale per innalzare la crescita in modo inclusivo e costante e ridurre il rapporto debito-Pil. Per gli economisti parigini il debito pubblico si è stabilizzato in rapporto al Pil, ma poichè è ancora alto è un punto debole. In proposito, la valutazione coincide con quella fatta alcuni giorni fa dal Governatore Ignazio Visco. L’Ocse osserva: “Il Governo ha stanziato 20 miliardi per la ricapitalizzazione bancaria, se la cifra dovesse essere usata interamente ci sarebbe un incremento del debito pubblico pari all’1,2% del Pil”.

L’Ocse non si è limitata alle analisi, ma ha fornito all’Italia qualche indicazione: “Introdurre tasse sugli immobili residenziali basate su revisioni degli estimi catastali, che assieme alla prosecuzione della lotta all’evasione fiscale farebbero aumentare il gettito e renderebbero le tasse più eque”. Al tempo stesso, nel capitolo sulla Penisola del suo Economic Outlook, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rileva quanto segue: “Ridurre i contributi farebbe aumentare l’occupazione, specialmente sulle posizioni a reddito e qualifiche più basse. In generale secondo l’ente parigino bisognerebbe ampliare la base contributiva e ridurre le aliquote sui bassi redditi, in modo da rafforzare l’incentivo al lavoro e aumentare la progressività del sistema fiscale”.

Ci voleva il rapporto dell’Ocse per capire che una più equa distribuzione della ricchezza, una maggiore spesa pubblica per infrastrutture e gli investimenti sulla ricerca sono gli elementi fondamentali per rilanciare l’economia italiana. Altrimenti, l’Italia continuerebbe a rimanere la cenerentola tra le economie avanzate e crescendo meno degli altri, gradualmente, occuperebbe posizioni sempre più basse nelle classifiche economiche.

Secondo l’OCSE, il Pil mondiale dovrebbe accelerare dal 3% del 2016 al +3,6% per il 2018, sospinto dalla crescita della produzione industriale e dalla ripresa dell’occupazione, oltre che dei flussi commerciali. Il Pil dell’area dei 35 Paesi dell’organizzazione con sede a Parigi dovrebbe accelerare dal +1,8% nel 2016, al +2,1% sia nel 2017 sia nel 2018.

Tra le principali economie avanzate, la ripresa continuerà negli Stati Uniti, con una proiezione di crescita del 2,1% nel 2017 e del 2,4% nel 2018. L’area dell’euro, precisa l’organizzazione, vedrà un aumento del Pil costante all’1,8% nel 2017 e nel 2018. Secondo il rapporto, la Francia vedrà una crescita del Pil dell’1,3% quest’anno e dell’1,5% il prossimo, con la Germania che segnerà un +2% in entrambi gli anni e la Spagna che rallenterà dal +2,8% del 2017 al +2,4% del 2018. In Giappone, la crescita è prevista all’1,4% nel 2017 e all’1% nel 2018, mentre in Cina, la crescita dovrebbe rallentare al +6,6% nel 2017 e al +6,4% nel 2018. I tassi di crescita dell’India dovrebbero rafforzarsi al +7,3% quest’anno e al +7,7% nel 2018, con il Brasile che dovrebbe tornare in positivo per il 2017 prima di raggiungere il +1,6% nel 2018. Tornando nell’ambito del G7, il Regno Unito dovrebbe espandersi dell’1,6% nel 2017 e dell’1% nel 2018 e il Canada dovrebbe segnare una crescita del 2,8% quest’anno e del 2,3% il prossimo.

Salvatore Rondello

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