martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ok alla Legge che protegge i Sindaci dalle minacce
Pubblicato il 22-06-2017


sindaci-9Arriva l’ok definitivo dalla Camera per proteggere sindaci e amministratori locali. I voti a favore sulle norme a tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti, sono stati 268, nessun contrario, 74 gli astenuti (M5S e Lega). La legge contiene norme volte a garantire protezione dalle intimidazioni ai sindaci e agli amministratori locali, ma anche ai consiglieri regionali ed ai parlamentari con un inasprimento delle pene previste.
Qui di seguito le principali novità:
– Più tutele a singoli amministratori. Viene estesa ai singoli componenti l’attuale fattispecie che punisce, con la reclusione da uno a 7 anni, ogni violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. La formulazione allargata, in pratica, tutela i singoli amministratori locali in quanto tali, anche quando operano al di fuori dell’organismo collegiale.
Nei confronti delle intimidazioni si procede d’ufficio e si può far ricorso alle intercettazioni. L’arresto in flagranza diventa obbligatorio ed è applicabile la custodia cautelare in carcere. La pena, inoltre, è aumentata fino a un terzo se la violenza o la minaccia sono commesse con armi, da più persone o persona a viso coperto, da associazioni segrete o in forma anonima.
Stop minacce interdittive. Rischia da uno a 7 anni anche chi minaccia o usa violenza per ottenere o impedire l’adozione di un provvedimento (anche legislativo) o a causa della sua adozione.
– Aggravante da ritorsione. Scatta l’aggravante quando alcuni specifici delitti (lesioni, violenza privata, minaccia o danneggiamento) costituiscono atti intimidatori ritorsivi per un atto compiuto nell’adempimento del mandato o delle funzioni. In questo caso la pena aumenta da un terzo alla metà. L’aggravante non si applica però se a causare l’intimidazione è stato lo stesso amministratore eccedendo in modo arbitrario i limiti delle sue attribuzioni.
– Atti intimidatori contro candidati. Intimidire un aspirante consigliere comunale costerà il carcere. Sarà punito infatti con la reclusione da 2 a 5 anni chi ostacola, con minacce o atti di violenza, la partecipazione di candidati alle elezioni comunali o regionali.
La legge si è resa necessaria poiché il fenomeno delle minacce agli amministratori locali ha recentemente raggiunto dimensioni preoccupanti.
Il Mezzogiorno ha il triste primato: solo per fare un esempio recente da gennaio a maggio 2016, dei 180 casi censiti il 78% si è verificato al Sud e nelle isole; il 9 % nel Nord-ovest e il 5% al Centro. Tra i minacciati il 47 per cento sono amministratori, il 18% dipendenti pubblici: stessa percentuale per mezzi e strutture, il 7% parenti e altrettanti politici. Tra gli amministratori, sono i sindaci a subire più spesso atti intimidatori, il 44%, seguiti dai consiglieri comunali (il 20%) e gli assessori (15 %).

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