venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Madia promette sblocco contratti. Istat: 500mila precari
Pubblicato il 14-06-2017


Sembra trapelare ottimismo dal Ministro della Pubblica Amministrazione che oggi ha fatto sapere: “L’incontro con i comitati di settore” sull’atto di indirizzo per lo sblocco dei contratti “è stato positivo e visto che siamo già a un ottimo punto ho invitato il presidente dell’Aran a convocare le parti e a dare formalmente inizio alla sessione contrattuale” dopo otto anni di stop. Ha annunciato la ministra Marianna Madia che quindi ha dato il via libera per l’avvio delle trattative con i sindacati. L’apertura del tavolo, ha assicurato, avverrà “a breve, entro giugno”. La direttiva ‘madre’ per i rinnovi ha anche già passato l’esame del ministero dell’Economia, ha fatto sapere la ministra, a margine della presentazione dei primi risultati del censimento permanente della P.A, presentati dall’Istat. “Adesso i comitati di settore devono integrare l’atto di indirizzo rispetto ai loro comparti”, ha chiarito Madia. Il pubblico impiego si divide infatti in quatto macro settori: amministrazione centrale, amministrazione locale, sanità e istruzione. Tuttavia dal Sindacato risponde la Uil. “Apprezziamo la dichiarazione sulla prossima apertura delle trattative di rinnovo contrattuale, rilasciata oggi dalla Ministra Madia, con la quale ha invitato il Presidente dell’Aran a convocare le parti e iniziare formalmente la sessione dei contratti entro giugno”, afferma il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, in una nota. “Ebbene, ricordandoci che siamo già al 14 giugno, è necessario, tuttavia, che dalle parole si passi ai fatti e che, quindi, ci pervenga al più presto la convocazione dell’Aran, per tornare finalmente a sederci ai tavoli dopo ormai 8 anni di mancati rinnovi contrattuali”, ha concluso Foccillo.


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L’Istat si è posto l’obiettivo di mettere a disposizione degli utenti, con cadenza annuale e biennale anziché decennale, i risultati dei censimenti attraverso l’istituzione di censimenti permanenti. Questa nuova iniziativa è particolarmente rivolta ai decisori pubblici ed agli esperti del settore informazioni dettagliate come quelle censuarie. I primi risultati del censimento permanente delle istituzioni pubbliche sono stati comunicati oggi dall’Istat, dando l’avvio ad una nuova stagione finalizzata ad una maggiore efficienza elaborativa ed informativa sui dati censuari. L’apprezzabile sforzo organizzativo dell’Istat, è auspicabile che possa essere ottimizzato al più presto con l’elaborazione di dati aggiornati in tempo reale.
Con il suo comunicato odierno, l’Istat ci informa: “La strategia dei censimenti permanenti è basata prioritariamente sul trattamento statistico di dati di fonte amministrativa, integrati con informazioni statistiche raccolte attraverso rilevazioni statistiche dirette a forte valenza tematica.
La prima edizione del censimento permanente sulle istituzioni pubbliche ha rilevato informazioni statistiche su circa 13 mila istituzioni, attive al 31 dicembre 2015, oltre 100 mila unità locali e oltre 3 milioni di dipendenti, integrando tra loro due diverse infrastrutture di dati:
 il registro statistico delle istituzioni pubbliche che, annualmente, aggiorna le informazioni sul numero delle istituzioni e dei relativi dipendenti, analizzati con il massimo dettaglio in termini sia di forma giuridica sia di localizzazione territoriale;
 una indagine statistica diretta sulle istituzioni pubbliche, a cadenza biennale, che ha acquisito informazioni utili all’analisi del grado di modernizzazione della PA, dell’utilizzo di capitale umano, della struttura organizzativa e di ‘governance’, delle modalità di funzionamento e di erogazione dei servizi e di ulteriori temi di grande rilevanza per i decisori pubblici, gli operatori economici, i cittadini, il mondo della ricerca.
Le informazioni oggi diffuse rappresentano un primo benchmark del nuovo impianto di rilevazione, caratterizzato da diverse innovazioni tematiche e di contenuto. Nei prossimi mesi l’Istat completerà il quadro informativo attraverso la diffusione di ulteriori dettagli, in particolare su gestione ecosostenibile, trasparenza e anticorruzione, mappa territoriale dei servizi erogati a individui e collettività, oltre ad approfondimenti analitici sui dati rilevati, anche integrati con altre informazioni economiche”.
Leggendo i dati Istat dettagliatamente: “Al 31 dicembre 2015 sono attive 12.874 istituzioni pubbliche che impiegano 3.305.313 lavoratori dipendenti, di cui 293.804 a tempo determinato, pari all’8,4%, e 173.558 non dipendenti (collaboratori, altri atipici e lavoratori temporanei). Quindi in tutto tra contratti a termine ed atipici nella P.a. ci sono 467.362 lavoratori precari”.
In termini percentuali, il 15% circa dei lavoratori della P.A. sono precari. Una percentuale molto alta di precariato che necessita di provvedimenti urgenti per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

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Commenti all'articolo
  1. Giusto per essere…esatti su quello che dice Foccillo.

    Rispettare l’accordo del 30 novembre
    FOCCILLO E I SEGRETARI GENERALI UIL DELLE CATEGORIE DEL PUBBLICO IMPIEGO
    La direttiva generale del Governo che dovrebbe essere propedeutica all´avvio dei contratti, secondo le indiscrezioni che girano sui mass media, se confermata nella realtà, segnerebbe un notevole passo indietro rispetto all’accordo del 30 novembre e non favorirebbe la chiusura dei contratti del pubblico impiego bloccati da otto anni, anche se dobbiamo correttamente dire che ci sono aspetti positivi di cui tener conto.

    Vogliamo precisare che la contrattazione, quella reale, si fa al tavolo delle trattative dove si confrontano sia la volontà del datore (direttiva) sia la volontà del sindacato (con le proprie proposte) e in quella sede la mediazione avviene per confronto e non per decreto.

    Per evitare ogni equivoco, c’è una sola condizione per concludere i contratti per noi della UIL ed è il rispetto integrale dell’accordo del 30 novembre e non le sue interpretazioni negative.

    Noi siamo pronti ad avviare il confronto ai tavoli con la massima serietà e responsabilità e speriamo che tutti gli attori facciano lo stesso.
    Troppo tempo è passato da quando si è detto che erano stati chiusi i contratti dei lavoratoti pubblici e invece siamo ancora alla premessa. Non accetteremo ulteriori rinvii.

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