domenica, 23 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Perché amnistiare i segnalati alla “Centrale Rischi” 
Pubblicato il 19-06-2017


In sintesi, si viene “scarcerati” dalla Centrale Rischi se entro due anni si estingue il debito, una volta pagato diventi ex debitore e torni all’aria aperta, libero! Il punto è che il tuo “reato” non si potrà mai cancellare dal casellario giudiziario dell’universo bancario, le fila delle cui  marionette sono tirate dai pupari della Banca d’Italia.

In special modo la mia osservazione trova riscontro nella contemporaneità, dove in rete nulla sparisce. Quindi, nella migliore delle ipotesi accanto al tuo nome, nell’istituto di credito dove hai contratto e poi pagato il debito, apparirà nei secoli a venire il tuo nome con accanto scritto che hai scontato la tua “pena”. E chi volete che dia più credito ad una persona che è finita in “carcere” anche se ha pagato il suo debito con la giustizia bancaria? Per i condannati dei reati penali una volta espiata la colpa ci sono i servizi sociali che ti assistono, e magari ti aiutano a trovare un impiego, ma il mondo delle banche é spietato, non ti accetterà mai più come cliente, tantomeno ti concederà un credito, e perfino un blocchetto di assegni.

Non vedere questa ovvietà è da persone in malafede, peraltro sono quelle le stesse persone che ti hanno indotto a delinquere quando ti corteggiavano come meretrici perché tu accendessi un mutuo. Pagare un debito d’onore è doveroso solo per mettere in pace la tua coscienza, certo non per riconquistare la tua credibilità. Quando eravamo nell’era del cartaceo (prima della rete) forse era ancora possibile – con qualche accortezza – tornare vergini, ma oggi è impossibile perché la società di ultima generazione osserva ogni tua mossa passata e presente che influenzerà a vita il tuo futuro. Dunque, meglio non pagare; inutile fare lo smargiasso come Totò in un vecchio film – “47 morto che parla” – dove diceva: “E io pago!”.

Oltretutto per pagare, ammesso che tu sia così pazzo, bisogna lavorare e guadagnare. Ma se sei finito nella Centrale Rischi è perché hai perso il lavoro, o peggio sei fallito; ergo, sostenere che se paghi il tuo debito entro due anni ne esci,  è davvero un’ipocrisia, oppure un’imbecillita (la seconda ipotesi mi pare più veritiera). È del tutto evidente che se non “rubi” non potrai mai più pagare il tuo debito con la banca, anche se un’altra soluzione qualche spregiudicato funzionario di banca sembra che ogni tanto la suggerisca ai più sprovveduti: quella di indirizzarli dall’usuraio! Una professione antica oggi praticata da insospettabili, persone che non vivono ai margini della società, ma ne sono protagonisti.

La conclusione che vado predicando da quattro anni, – se ci fosse un mix tra capacità di fare impresa e lungimiranza, senza attingere nel cassetto dell’ipocrisia -, è la cancellazione dalla Centrale Rischi di ogni famiglia e impresa rivalutata per le rispettive storie di onorabilità nei singoli istituti di credito, con una “Amnistia Finanziaria” che assolutamente non annulla il debito, ma permetterebbe al debitore di riappropriarsi di quella verginità che lo aiuti a ritrovare una qualsiasi attività. Questo è l’unico modo perché la banca possa avere la speranza che il suo credito pregresso venga pagato.

Inoltre, permetterebbe una oggettiva ricollocazione lavorativa da parte di chi oggi è forzatamente disoccupato, e il conseguente gettito fiscale che darebbe respiro alle casse dello Stato. Altrimenti, tra virgole, “imbecillità” e distinguo, continueremo a parlarne all’infinito della “Centrale Rischi” senza mai cavare un ragno dal buco, quello stesso buco che rimarrà nella pancia delle banche, e nello stomaco di chi è fallito o disoccupato a causa della crisi provocata dai consanguinei dei banchieri: la finanza! 

Lascio il dibattito alle “iene” che si affollano sempre più numerose, e con l’inganno, fuori dalle abitazioni dei feriti a morte per succhiare loro gli ultimi risparmi di vita.

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