martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

LUCI E OMBRE
Pubblicato il 14-06-2017


Riforma-processo-penaleLa Camera conferma la fiducia al governo sul ddl penale con 320 sì, 149 no e un astenuto. L’Assemblea dopo il voto esaminerà gli ordini del giorno. Il voto finale è previsto nel tardo pomeriggio. È un ddl di modifica del codice penale, del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario. Il provvedimento è il frutto della unificazione in un unico testo, oltre che di una pluralità di disegni di legge di iniziativa di senatori, di tre progetti di legge già approvati dalla Camera: un disegno di legge di iniziativa governativa, la proposta di legge Ferranti ed altri e la proposta di legge Molteni.

A favore anche Ap dopo gli screzi sulla legge elettorale e Mdp, contro hanno votato Forza Italia, Udc.

Locatelli: riforma necessaria ma restano ombre
“I socialisti – afferma Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista alla Camera – ritengono che la questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge delega di riforma del processo penale sia un atto di responsabilità politica che nelle condizioni date – e ribadisco, nelle condizioni date – diviene condivisibile. Cogliamo volentieri l’intento generale di dare maggiore efficienza al processo penale senza sacrificare le garanzie difensive. Ne registriamo pure l’intento deflattivo con l’estinzione del reato per condotte riparatorie, la nuova disciplina in tema di impugnazione, il recupero dell’istituto del patteggiamento in appello, le modifiche previste in tema di disciplina delle indagini preliminari del procedimento di archiviazione, la delega per la riforma del casellario giudiziario, le misure concernenti il nodo degli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari, e delle REMS, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza”

Tra le ombre, perché ce ne sono, la più consistente, a nostro parere, riguarda l’ambito della prescrizione. Le nostre perplessità sono legate alla previsione di un ulteriore allungamento dei tempi, perché ci sembra irragionevole voler rimediare per questa strada alle difficoltà a concludere i processi entro una ragionevole durata, così come prescrive anche la nostra Costituzione, allontanando i tempi della sentenza definitiva sia essa di condanna o di proscioglimento, perché in questo modo si arreca, in ogni caso, un danno all’imputato o alla parte lesa. La via maestra resta quella di intervenire con misure organizzative ed amministrative per aumentare l’efficienza della macchina giudiziaria. In conclusione, pur se manteniamo alcune differenze di vedute sul provvedimento, ne cogliamo volentieri l’intento generale per una riforma che non può più attendere e per questo annuncio il voto favorevole della componente socialista.

Orlando: Un provvedimento garantista
Il ministro della giustizia Andrea Orlando dopo avere incassato la fiducia sulla riforma del processo penale alla Camera si dice “molto soddisfatto perché è stato un percorso molto faticoso, accidentato, con molti trabocchetti e anche contraddizioni in chi lo ha contestato”. E con chi gli fa presente che c’è chi possa pensare che sia stato un favore alla minoranza Pd, il Guardasigilli non si tira indietro e replica: “Se è stato un favore è stato un favore sofferto visto che il ddl è stato varato dal Cdm tre anni fa. Credo sia un favore alla maggioranza nel suo insieme. Gli obiettivi del provvedimento sono in tutti i def votati in questi tre anni”, non si sono “mie invenzioni ma è il frutto del programma di Governo”. Incalzato ancora dai cronisti a Montecitorio, Orlando parla di “intervento organico che può dare nuova vitalità al processo penale e più garanzie ai cittadini siano essi vittime, testimoni, imputati. Oggi – sottolinea – è un giorno positivo per la giustizia italiana”. Le critiche M5S? “Aveva appena perso le elezioni qualcosa doveva dire, anche io sono stato all’opposizione”, risponde.

IL TESTO – Composto da 95 commi, sul piano del diritto sostanziale, oltre all’introduzione di una nuova causa di estinzione dei reati perseguibili a querela, a seguito di condotte riparatorie, il provvedimento interviene sulla disciplina di alcuni reati, in particolare contro il patrimonio, inasprendone il quadro sanzionatorio. Particolarmente significativa è poi la modifica alla disciplina della prescrizione, originariamente e oggetto di modifiche nel corso dell’esame al Senato. Ulteriori modifiche, attraverso delega al Governo, sono proposte con riguardo al regime di procedibilità di alcuni reati, alla disciplina delle misure di sicurezza, anche attraverso la rivisitazione del regime del cosiddetto doppio binario, e del casellario giudiziario. Il testo contiene poi modifiche di natura processuale. Si segnalano, in particolare, gli interventi concernenti l’incapacità irreversibile dell’imputato di partecipare al processo; la disciplina delle indagini preliminari e del procedimento di archiviazione; la disciplina dei riti speciali, dell’udienza preliminare, dell’istruzione dibattimentale e della struttura della sentenza di merito; la semplificazione delle impugnazioni e la revisione della disciplina dei procedimenti a distanza. Da ultimo, la proposta di legge conferisce al Governo deleghe per la riforma del processo penale, in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni – individuando, fra gli altri, anche puntuali criteri direttivi con riguardo alle operazioni effettuate mediante immissione di captatori informatici (c.d. Trojan) – e per la riforma dell’ordinamento penitenziario attraverso, fra le altre, la revisione dei presupposti di accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari, l’incremento del lavoro carcerario, la previsione di specifici interventi in favore dei detenuti stranieri, delle donne recluse e delle detenute madri.

CONDOTTA RIPARATORIA – La proposta di legge disciplina in primo luogo le condotte riparatorie, come nuova causa di estinzione del reato. Si tratta di un ulteriore strumento di deflazione penale che si affianca, pur con un ambito applicativo minore, alla messa alla prova nel processo penale. Le condotte riparatorie del danno costituiscono una causa estintiva del reato nei soli casi di procedibilità a querela soggetta a remissione. In tali casi, il giudice deve dichiarare estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato abbia riparato interamente il danno cagionato dal reato mediante le restituzioni o il risarcimento e abbia eliminato – ove possibile – le conseguenze dannose o pericolose del reato. La riparazione deve realizzarsi nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

REATO DI SCAMBIO POLITICO-MAFIOSO – Viene modificato il reato di scambio elettorale politico-mafioso, di cui è aumentata la sanzione, che diventa la reclusione da 6 a 12 anni.

AUMENTO PENE PER REATI CONTRO IL PATRIMONIO – Sono poi aumentate le pene per alcuni reati contro il patrimonio e, in alcuni casi, esclusi per finalità di maggior rigore gli effetti del bilanciamento delle circostanze. L’intervento riguarda: il furto in abitazione e con strappo (art. 624-bis c.p.); il furto aggravato (art. 625 c.p.); la rapina (art. 628 c.p.); l’estorsione (art. 629).

PRESCRIZIONE – Viene integrato il contenuto dell’art. 158 c.p. stabilendosi che, per una serie di delitti in danno di minori, il termine di prescrizione decorre dal compimento del 18esimo anno di età della vittima, salvo che l’azione penale non sia stata esercitata in precedenza. E’ modificata la disciplina della sospensione del corso della prescrizione, dettata dall’art. 159 del codice penale cui vengono aggiunte ulteriori ipotesi. In ordine alla interruzione del corso della prescrizione, viene modificato l’art. 160 c.p. per prevedere che anche l’interrogatorio reso alla polizia giudiziaria, su delega del PM, interrompe il corso della prescrizione. Inoltre, circa gli effetti dell’interruzione e della sospensione della prescrizione, la riforma distingue le due ipotesi e prevede che: l’interruzione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato; la sospensione ha effetto solo per gli imputati nei cui confronti si sta procedendo. L’interruzione della prescrizione non può in nessun caso comportare l’aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per una serie di reati contro la pubblica amministrazione: corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.); corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.); induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio ( art. 320); pene per il corruttore (321 c.p.); peculato, concussione, induzione indebita dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri limitatamente ai delitti già richiamati (art. 322-bis); truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis). La nuova disciplina della prescrizione potrà applicarsi ai soli fatti commessi dopo l’entrata in vigore della legge.

DELEGHE – La proposta di legge contiene poi principi e criteri direttivi relativi a una serie di deleghe legislative riguardanti la riforma del regime di procedibilità per alcuni reati; la riforma delle misure di sicurezza personali; il riordino di alcuni settori del codice penale; la revisione della disciplina del casellario giudiziale. Le deleghe del governo si focalizzano invece sulla disciplina delle intercettazioni; la disciplina dei giudizi di impugnazione nel processo penale; l’ordinamento penitenziario. Per quanto riguarda i tempi e il procedimento per l’attuazione della delega quella per la riforma delle intercettazioni deve essere esercitata entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge delega; le altre deleghe, relative alle impugnazioni e all’ordinamento penitenziario, vanno essere esercitate entro un anno.

LE ALTRE NOVITA’ – Tra le altre novità introdotte all’interno del provvedimento rientrano infine la modifica la disciplina dell’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere (art. 428 c.p.p.), che viene riarticolata su un doppio grado di giudizio (di appello e di cassazione); la modifica della disciplina dei procedimenti speciali (giudizio abbreviato, procedimento per decreto, ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento); la precisazione dei requisiti della sentenza con l’intento di rafforzare gli elementi della motivazione in fatto; la modifica della disciplina delle impugnazioni con la possibilità di proporla personalmente l’imputato purché non si tratti di ricorso per Cassazione; la modifica alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e la normativa sull’organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero; revisione e ampliamento della disciplina sulla partecipazione a distanza al procedimento penale da parte dell’imputato o del detenuto.

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