venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Psi Veneto
Il documento congressuale regionale
Pubblicato il 19-06-2017


Nell’anno che è trascorso dal Congresso di Salerno ad oggi, il PSI è stato costretto a sostenere una battaglia legale e politica che ne ha rallentato l’azione.

Ora, con il Congresso di Roma, la questione è risolta e possiamo tornare ad agire in maniera efficace per il rilancio del nostro Partito. Possiamo farlo nella consapevolezza di poter contare esclusivamente sulle nostre forze, ma anche nella consapevolezza della forza morale dei nostri valori: solidarietà, uguaglianza e libertà.

Attuare i dettami costituzionali, stabilire nuove solidarietà tra le diverse aree del Paese, riconoscere agli immigrati i propri diritti ma in un quadro di precisi obblighi, puntare sullo sviluppo delle attività turistiche, culturali, sulla valorizzazione dell’ambiente per determinare importanti prospettive di sviluppo economico, intervenire nel settore della casa per ridurre il disagio delle giovani coppie, degli studenti, degli anziani, dei precari, riformare la giustizia, salvaguardare in modo equo le pensioni, sostenere convintamente l’integrazione politica europea anche per contrastare i peggiori populismi.

A livello nazionale la politica ha sofferto le vicende interne al principale partito italiano ed il centrosinistra vive una fase di stasi dovuta all’incapacità di alcuni suoi dirigenti e anche all’arroganza delle forze che interpretano nella maniera peggiore il termine “populismo”.

Categorie, quelle di sinistra e destra che non passano, ma si trasformano.

In una sorta di regressione storica o di riduzione del campo politico, siamo tornati ad attribuire loro il valore di “progressista” e “conservatore”, abbandonando gli ideali del ‘900 e tornando ad una visione ottocentesca di una società che, all’interno dei canoni del liberalismo, può agire in maniera più o meno democratica, più o meno tollerante.

Un anno in cui ci avrebbero voluto impedire di lavorare

Il PSI del Veneto, rispetto ad un anno fa, può contare su una giovanile presente in più province, un tesseramento consolidato, una dignitosa capacità di azione sul territorio dimostrata nelle amministrative in corso ed in cui abbiamo presentato candidati Sindaco in diversi Comuni, liste politiche di evidente ispirazione socialista, collaborato con partiti e movimenti sia nell’ottica elettorale che in quella più propositiva degli interventi sul territorio attraverso associazioni e amministrazioni.

Il PD Veneto in alcune realtà ci ha ostacolato, in altre ci ha sostenuto confermando che come partito non esiste e rimane senza una linea politica regionale.

Laddove il partito di Renzi ci ha danneggiato siamo intervenuti a livello regionale lamentando direttamente e a mezzo stampa le nostre posizioni.

Sempre e comunque abbiamo reagito salvaguardando la dignità del PSI.

Purtroppo quanto fatto dal partito a livello regionale e locale spesso non arriva alla cittadinanza e quindi anche ai compagni che non hanno altri strumenti di informazione se non i nostri siti internet.

La stampa a livello regionale ha continuato ad ignorarci nonostante il giornaliero invio di comunicati da parte del regionale e nonostante il PSI regionale sia stato di sprone efficace per i compagni del nazionale che in Parlamento hanno rappresentato, oltre alle loro numerose iniziative, anche quelle pervenute dal nostro territorio. Basti pensare alla legge regionale sugli asili nido che discriminava tra bambini, impugnata dal Governo anche a seguito dell’interrogazione parlamentare della compagna Locatelli sollecitata dal PSI del Veneto.

Il referendum sull’autonomia

A proposito di campagna elettorale delle forze della destra veneta, la Lega di Zaia sta cavalcando la questione autonomia propinando ai cittadini un inutile quanto dispendioso referendum consultivo.

Il referendum quindi è un’evidente mossa elettorale della Lega, una trappola ben congegnata per raccattare i voti del malessere della cittadinanza resa senza speranza dalle campagne allarmistiche dei troppo asserviti mass media e mettere all’angolo le altre forze politiche che si trovano a non poter svelare come “il re sia nudo”.

Il PD sembra tenere un atteggiamento poco chiaro, i suoi esponenti hanno esposto posizioni diverse. Il PD, di fronte alla trappola leghista ha scelto di limitare il danno. Ma noi non abbiamo nulla da perdere se non la nostra dignità e quindi non dobbiamo cedere al ricatto di chi dice “o con la Lega o contro i cittadini”.

Mai il PSI ha inteso creare delle differenze tra cittadini italiani. Un lavoratore, un disoccupato, uno studente, un anziano o un giovane, agli occhi dei socialisti restano uguali se residenti in Veneto come in Liguria, Calabria o qualsiasi altra località del nostro Paese. La nostra battaglia deve essere per far sì che in tutte le regioni d’Italia, tutti i cittadini possano disporre autonomamente delle risorse che producono, anche seguendo criteri di solidarietà qualora essa non venga imposta.

Ad eccezione del Trentino Alto Adige, dare uguale e reale autonomia a tutte le Regioni è possibile. Ed è possibile attraverso un’azione parlamentare di cui i nostri pochi, ma coriacei parlamentari, potrebbero essere tra i promotori.

Questo è battersi per l’autonomia dei cittadini e non fare campagna elettorale per la Lega.

Noi non possiamo seguire chi cerca di usare la disperazione dei cittadini per grattare il fondo del barile elettorale. Noi socialisti del Veneto dobbiamo rifiutare la logica imposta dal referendum leghista svelandolo per ciò che è, una costosa campagna elettorale.

Il PSI veneto non molla

A livello provinciale ogni Federazione ha goduto di assoluta autonomia relativamente ai temi locali. E’ auspicabile che le federazioni dei territori partecipino maggiormente alle scelte regionali dando il proprio contributo politico e di consenso, dialogando col regionale in un flusso continua di informazioni reciproche. E’ necessario acquisire la consapevolezza del fatto che nessun iscritto al PSI, solo o in compagnia degli iscritti del suo territorio, potrà mai essere reale interlocutore delle altre forze politiche.

Dobbiamo continuare a non cedere alle lusinghe di chi ci blandisce a livello locale ma in realtà cerca di tenerci divisi non riconoscendo di fatto l’esistenza di un PSI veneto.

La dignità della nostra tradizione e l’assenza di partiti che possano rappresentarla ci impedisce di pensare ad una cessione di autonomia politica a vantaggio di altre formazioni politiche.

Elezioni

Non sappiamo come e quando andremo a votare alle prossime politiche, sappiamo che ci saranno e che dovremo auspicabilmente sostenere il nostro simbolo, certamente i nostri candidati in Veneto.

Candidati che crediamo potranno essere espressione del territorio per meglio saper rappresentarne le necessità.

Nel prossimo Parlamento i nostri eletti potranno essere di stimolo per un’autonomia di gestione delle risorse da parte di tutte le Regioni, noi vogliamo che tra essi ci sia un parlamentare del PSI eletto dal Veneto.

Punti da sostenere nei territori

Il rinnovamento e rilancio del partito, avviati seppur con fatica nell’ultimo anno, non possono prendere forza se non attraverso proposte politiche da condividere con i cittadini e relative ai seguenti argomenti, titoli a cui tutti insieme dovremo dare sostanza creando a settembre gruppi di lavoro che ci permettano di proporre soluzioni efficaci relativamente a diversi argomenti. Le critiche all’inizione, anche quando giustificate, devono trasformarsi in proposte specifiche e impegno fattivo.

Le infrastrutture, puntando ad esempio a valorizzare il porto di Venezia.

L’agricoltura come strumento di rilancio della piccola impresa giovanile

La cultura ed il turismo che rappresentano un patrimonio inestimabile del Veneto.

L’universalità del servizio sanitario.

La valorizzazione della funzione educativa e didattica della scuola pubblica e della formazione professionale, sostenendo il successo educativo e sociale.

La riduzione delle differenze di opportunità tra cittadini.

Al contrario del profitto, il lavoro è un diritto. La salute dei cittadini e quindi la cura dell’ambiente non possono venire dopo le opportunità di profitto delle imprese, così come la difesa dei parchi con politiche di sostegno e finanziamento.

Un argomento sicuramente scomodo è quello dell’immigrazione e dell’accoglienza, ma noi socialisti siamo orgogliosi di essere di sinistra ed essere di sinistra vuol dire essere inclusivi. Il PSI nazionale ha già dato una linea di intervento condivisibile: la nostra società deve essere aperta, accogliente ma senza prescindere dal rispetto delle regole e dei valori culturali.

Il PSI nazionale è impegnato fino al 18 giugno nelle “Primarie delle idee”, un momento realmente democratico promosso dal PSI nazionale e che va sostenuto con un ultimo sforzo.

Il PSI veneto quindi lancia un appello ai propri Parlamentari affinchè il partito intervenga a sostegno dei correntisti e dei dipendenti delle banche venete, vittime di una gestione che ha mostrato i difetti della peggior imprenditoria italiana.

Il PSI veneto chiede che si arrivi ad una legislazione che permetta a tutte le Regioni italiane, nei limiti previsti dai trattati internazionali e della nostra Costituzione, di gestire le risorse prodotte sui propri territori.

Il PSI veneto lancia un appello ai partiti del centrosinistra veneto, di cui il PD è la forza principale, affinchè si lavori nella più stretta collaborazione. Collaborazione sinora mancata o attuata a “macchia di leopardo”, collaborazione necessaria per sconfiggere una Lega che in Veneto da anni lavora in maniera poco efficace, curando più la ricerca del consenso che il benessere del cittadino.

Il PSI veneto ribadisce l’importanza della battaglia che i socialisti stanno portando avanti fin dagli anni’80 per l’accorpamento dei Comuni, favorire aggregazioni territoriali per la creazione di comuni di maggiori dimensioni e servizi gestiti per bacini di utenza e aree sovracomunali.

Il PSI veneto chiede al Parlamento ed a tutte le istituzioni che venga tutelato e promosso il piccolo commercio, il piccolo artigianato, l’agricoltura. Revisione delle normative sul commercio e in particolare di quelle sui giorni/orari di apertura, il tutto inserito in un quadro di difesa, valorizzazione, sostegno, incentivazione delle attività tradizionali all’interno dei centri abitati e/o storici.

Il PSI veneto, consapevole di come non sia possibile opporsi all’evoluzione della tecnologia, ma preoccupato della diminuzione dei posti di lavoro che essa comporta, chiede che si curi il giusto equilibrio tra innovazione e produzione.

Il PSI veneto chiede al centrosinistra del Consiglio regionale che cresca l’impegno per la riduzione dei ticket, per lo smaltimento delle code per accedere alle prestazioni, che si cessino i finanziamenti alle strutture private che si arrivi al divieto di doppio lavoro e attività remunerate al di fuori della struttura in cui lavorano per medici e operatori del servizio sanitario nazionale. Si lavori per il potenziamento dell’offerta di sanità pubblica per renderla autosufficiente e concorrenziale rispetto alle attività private.

Il documento sostiene la candidatura del compagno Fantò alla Segreteria regionale

Giovanni Crema,
Andrea Frizzera,
Luigi Giordani,
Giovanni Giribuola,
Paolo Trovato,
Ottavio Pasquotti,
Luciano Pigato,
Umberto Toffalini,
Luca Fantò

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