domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Riforma Parchi. Pastorelli: “Valorizzati i territori”
Pubblicato il 20-06-2017


parco-pollinoL’aula della Camera ha approvato in seconda lettura parlamentare il ddl di riforma delle legge quadro sulle aree protette (la 394 del 1991). Il sì è arrivato con 249 voti favorevoli, 115 contrari e 32 astenuti, in particolare il ddl riguarda: riforma della Governance delle aree protette; istituzione di un prelievo sulle attività ambientalmente impattanti; più risorse e revisione delle sanzioni previste; divieto di nuove trivelle; Valutazione ambientale strategica nel piano parco e nulla osta unico.
“Il provvedimento sulle aree protette deve essere accolto con favore dal momento che innova positivamente l’organizzazione interna degli Enti Parco, rendendola più efficiente ed agile. Riteniamo che il ddl possa rendere più efficiente il sistema di gestione delle aree e più in generale crei le condizioni per una corretta valorizzazione dei territori”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla riforma dei Parchi. “Nell’accogliere i nostri ordini del giorno inoltre – prosegue il parlamentare socialista – il Governo ha mostrato grande sensibilità nei confronti dei piccoli coltivatori, valutando la possibilità di una misura per i danni all’agricoltura causati dalla presenza di fauna selvatica nelle immediate vicinanze dei parchi. Così come ha ben fatto l’Esecutivo a recepire l’atto di indirizzo che prevede azioni efficaci tali da vietare l’introduzione e l’utilizzo nelle aree protette di api di sottospecie diverse attuando così una strategia per la tutela della biodiversità”.
Arriva così il divieto di nuove attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio dei parchi e nelle aree contigue. Il prelievo sulle attività ambientalmente impattanti – le cosiddette royalties – è diventato una tantum con un aggancio al pagamento dei servizi ecosistemici a partire dal secondo anno di applicazione. Introdotto un prelievo anche sugli impianti di imbottigliamento di acque minerali.
Da mettere in rilievo anche l’istituzione di un sistema delle aree marine protette con un sistema di finanziamento triennale ed un occhio di riguardo per le aree marine e regionali. Rispetto al contestato tema della governance è stato specificato che sia il presidente che il direttore del parco dovranno avere anche delle competenze ambientali. Prevista inoltre la non applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale, sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, per le violazioni previste dalla legge quadro.
Soddisfatti anche la Coldiretti per la quale la “legge di riforma in materia di parchi rappresenta una tappa fondamentale per restituire ruolo e reputazione ad organismi in grado di promuovere progetti innovativi basati sulla collaborazione tra imprese e luoghi in vista di uno sviluppo locale sostenibile”. “Finalmente, trascorsi 25 anni dall’originario testo i parchi hanno anche una precisa missione di scopo: quella di diventare laboratori di sviluppo della multifunzionalità agricola e di rendere protagoniste le collettività residenti” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’auspicare ora “un passaggio veloce al Senato dove è atteso per la terza lettura, per arrivare al più presto all’approvazione definitiva”.
Contro il provvedimento si sono invece schierate 14 associazioni ambientaliste (Associazione ambiente e lavoro, Aiig Cts, Enpa, Greenpeace, Gruppo intervento giuridico, Italia Nostra, Lav, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, Sigea e WWF) che avevano chiesto ai parlamentari di bocciare la riforma. Secondo le associazioni “il disegno di legge sposterà il fondamentale asse valoriale dalla natura all’economia e al localismo, con conseguenze pericolosissime per la conservazione della
biodiversità e del territorio del nostro Paese” e si sancisce “un gravissimo passo indietro dello Stato rispetto al dovere della tutela di specie ed habitat.

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