martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giovanni Alvaro:
Berlusconi come il buon vino…
Pubblicato il 23-06-2017


Chi si è trovato a seguire Berlusconi, ospite di Porta a porta, ha avuto la possibilità di assistere ad una vera e propria lezione di alta politica. Malgrado le punture di spillo dei due giornalisti, invitati a ‘stuzzicarlo’, il Cavaliere ha dimostrato che ‘più invecchia e più è buono come il vino’: non una sola sbavatura, nemmeno domande lasciate cadere, né tentennamenti e farfugliamenti sulla situazione politica e sul dopo elezioni.

Vittima di congiure di palazzo, destinatario di una condanna subìta dopo essere stato sottratto al suo ‘giudice naturale’, estromesso dal Senato con una legge incostituzionale perché prevede la pena afflittiva anche se quando sarebbe stato commesso il reato, la legge Severino non c’era ancora, Berlusconi continua ad essere al centro della politica perché è, comunque, un politico di elevata statura o, più semplicemente, è un vero statista. E da vero statista non cerca il successo personale ma quello che può aiutare il Paese e, per ciò, rilancia l’alleanza delle forze moderate.

La base indiscutibile messa a fuoco è, infatti, l’alleanza delle forze di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia ed altri piccoli raggruppamenti), con l’obiettivo di una nuova vittoria come quelle registrate per battere ‘la gioiosa macchina da guerra’ dei comunisti a guida occhettiana, o quelli guidati da D’Alema e Bersani che, aldilà delle ideologie, hanno avuto, ed hanno, una concezione del governo del Paese che tarpa le ali alla ripresa perché basata sulle tasse, solo tasse e sempre tasse. Se però nessuno vincerà le elezioni potrà farsi come in Germania un governo di coalizione. Ma un Governo tra M5S e PD sarebbe una vera iattura. Non resta che l’ipotesi di larghe intese per bloccare, così, un possibile governo di tassatori e di incapaci.

Vincere, però, non è un’operazione impossibile. Berlusconi ne è convinto. Bisogna, innanzitutto, crederci ed essere in grado di parlare chiaro alla gente. Da una parte c’è, infatti, la rapina contro chi, con sacrifici ha costruito qualcosa, ma viene additato come un corrotto o un corruttore. Le imprese subiscono questo trattamento pur creando lavoro e ricchezza; ma lo stesso trattamento subiscono i cittadini che, con mille sacrifici, sono riusciti a costruirsi, o a comprarsi, la propria casetta, quella che periodicamente è oggetto di attenzione da parte dei tassatori di sinistra.

Il Cavaliere ha scodellato tutto il programma di Forza Italia che ha al centro la riduzione delle tasse con l’ipotesi della flat tax, ha illustrato la posizione negativa sul ‘Ius soli’, ha ricordato la vergogna delle primavere arabe, i successi contro l’immigrazione concordata con Gheddafi, e poi la necessità non più rinviabile della riforma della giustizia, e infine sul garantismo (la Raggi non deve dimettersi per un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati, ma dovrebbe farlo per la sua palese incapacità), mentre ha indicato decisamente il nuovo pericolo per l’Italia rappresentato dai Movimento 5 stelle che è un’accozzaglia di parvenu senza arte né parte non avendo fatto nulla nella società prima dell’elezione grillesca.

Del resto, dice il Cav, gli ‘stessi Di Maio e Di Battista prima di diventare ‘onorevoli’ erano semplici disoccupati’ e han fatto saltare il ‘banco’ con il voto segreto che, per un errore tecnico, diventò palese squinternando i loro propositi ch’erano quelli di addebitare ad altri la bocciatura della legge chiamata tedeschellum con il rinvio delle elezioni. Essi mentre gridavano ai quattro venti che volevano votare subito non hanno voluto perdere nè la pensione e neanche lo stipendio per altri 9 mesi (chissà infatti quanti di essi potranno riavere il lauto stipendio ottenuto con la lotteria di Grillo).

Intanto l’attenzione, ci ha ricordato Berlusconi, deve essere diretta ai ballottaggi di Domenica 25. Saranno certamente una cartina di tornasole sul nuovo vento che deve, e può, spirare sull’Italia.

Giovanni Alvaro

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