venerdì, 23 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Nicola Guagliardo:
Lettere aperta alle quattro cariche dello Stato
Pubblicato il 12-06-2017


Caro Presidente,

Sono un connazionale residente nel Regno Unito che invia a Lei, e le altre tre più alte cariche dello Stato Italiano, una aperta richiesta d’aiuto poiché qui in Inghilterra vittima di discriminazioni da parte di impiegati di enti pubblici in situazioni che, avendo purtroppo interferito con il mio lavoro, mi hanno ridotto in miseria e rovinato la reputazione a tal punto che rischio di vivere il resto dei miei giorni con l’assegno da disoccupato della Social Security inglese.

Questa mia non intende essere un’accusa al popolo britannico ma, valendo il detto che tutto il mondo é paese, bisogna ammettere che qui come altrove vi sono persone che, abusando del proprio potere e giocando con le regole in vigore, possono danneggiare terzi e farla franca.

Non sto qui a raccontarle tutto quello che ho passato negli ultimi cinque anni, ciò che mi é accaduto lo capirà nel leggere il testo delle domande che spero lo Stato italiano possa rivolgere al Governo Britannico dove a seguito spiegherò il perché’ di questa richiesta; fatto sta che nell’ultimo quinquennio oltre ad esser stato maltrattato e discriminato per il mio sesso, la mia fede politica, la mia disabilità, e la mia nazionalità, ho anche subito un falso arresto (non da poliziotti ma da manager di un ospedale) ed un attentato alla vita.
Quei pochi coinvolti, gli Inglesi lo ripeto sono persone per bene, me ne hanno fatte di cotte e di crude, riducendo la mia famiglia in una miseria tale da arrivare a mangiare il cibo della FoodBank (la Caritas del posto), e facendomi spendere gli ultimi anni a curarmi lo stress, la depressione a l’ansietà con medici ed ambulanze intervenute sia per ricoveri ospedalieri, sia per il rischio che potessi suicidarmi.

Ho resistito per tutti questi anni, i miei figli sono nutriti ed io sono ancora vivo, poiché’ fiducioso che seguendo la scala gerarchica e le procedure del posto, avrei prima poi ottenuto giustizia (ed il mio lavoro indietro). Mi sbagliavo, almeno nei tempi.
Lavoravo in un ospedale e coloro che dovevano intervenire per proteggermi non lo facevano. Venivo prima ignorato ed attaccato dai manager, a cui seguiva l’oblio gerarchico dei Direttori con i problemi che inasprivano man mano che salivo di livello.
Seguivano poi i Governatori (Governors), quest’ultimi eletti o nominati da pubbliche autorità, tra cui uno membro del mio partito politico di appartenenza; qui, come in Italia, non sono stato con le mani in mano e nel mio piccolo mi sono dedicato, almeno finché ero in salute, alla cosa pubblica; quel membro di partito, con il quale avevo regolari meeting politici, pur confermando l’illegalità di ciò che mi è stato fatto, evita di intervenire adducendo le scuse più banali. Di questo ho informato il partito e vedranno loro. Il problema sta nel fatto che chi dovrebbe, o avrebbe dovuto, intervenire, rifiuta di farlo anche di fronte all’evidenza di false dichiarazioni e le ammissioni, fatte davanti ad un giudice, che manager dell’ospedale abbiano prodotto dei documenti falsi.

Quindi, sempre seguendo la gerarchia, sono arrivato a contattare istituzioni più in alto, tra cui il Primo Ministro inglese, il Ministero della Salute Britannico e il Deputa del Parlamento eletto nella circoscrizione dove vivo.
Il 10 di Downing Street ha passato la corrispondenza al Ministero, entrambi mi hanno risposto, ma in un certo senso hanno le mani legate. Il Deputato, che pure ha le mani legate dai regolamenti di Westminster e non può intervenire come vorrebbe, si è offerto di sponsorizzare la mia applicazione ad una organizzazione caritatevole che fornisce assistenza legale gratuita. Se quell’applicazione dovesse avere successo, potrei portare il mio caso all’Alta Corte Inglese o alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ho anche contattato il Parlamento Europeo che ha protocollato la mia lettera di denuncia con il numero CHAP(2017)01157; aspetto di sentire cosa succederà.

Mi è stato fatto del male. Chi, lo ha fatto senza rispettare procedura alcuna mentre io, per il disinteresse, o l’interesse personale, di chi avrebbe dovuto intervenire, devo rispettare procedure e tempi per ottenere giustizia con tutto ciò che comporta e tutto ciò che la mia famiglia, mia moglie, i miei figli e coloro che amo perdono in quello che io dovrei dedicare a loro.

Il problema é nei tempi. Incrociamo le dita che la domanda sponsorizzata dal Deputato venga accolta e mi venga dato il supporto di un avvocato; o che il Parlamento Europeo intervenga con un’infrazione; ai quasi cinque anni già passati, se ne andrebbero ad aggiungere minimo altri due o tre. Aspetterei pure, ma non tutti possono. L’ho capito nelle ultime settimane quando mia madre in Italia è stata ricoverata d’urgenza in ospedale ed é tutt’ora in un centro di ricovero per rimettersi in salute. Mi sono reso conto che non vengo in Italia da quando sto combattendo questa battaglia e che non ho le disposizioni economiche per andare a trovare chi amo, portare conforto o, nel caso di mia madre, portarle in visita mia figlia, la piccola che ha sei anni e, nonostante il passaporto italiano, non ha mai visitato la Patria e non ha mai incontrato né la nonna né gli zii ed i cugini italiani.

Vede Presidente io in questa situazione non ci sono finito perché lavativo. Per la legge inglese sono disabile ma quando mi resi conto della mia malattia cambiai il vecchio lavoro per uno adatto alle mie condizioni di salute così da poter continuare a ricevere uno stipendio guadagnandomelo. Nella mia situazione, dove la malattia già mi limita le possibilità di lavori che posso fare, non riuscire ad essere assunto da nessuna parte poiché chi mi licenziò, lo fece senza seguire regola alcuna, ma anche usando l’unica giustificazione disponibile per poter interrompere il contratto. L’accusa più infamante, quella di aver avuto una condotta riprovevole, per la quale mi hanno accusato e condannato, ma mai processato. Un’accusa che qui, in campo lavorativo, corrisponde ad avere la fedina penale sporca poiché’ obbligato dalla legge a comunicarlo nelle domande d’assunzione.

Come scrivevo capirà tutto nel leggere le domande che da cittadino italiano chiedo allo Stato di porre al Governo di Sua Maestà. Il motivo di questa richiesta è semplice ed è in riguardo ai regolamenti che vi sono qui nel Regno Unito. Come detto il Deputato e tanti altri non possono intervenire ma sarebbero autorizzati a farlo se un paese amico chiedesse spiegazioni.
Sia chiaro che non chiedo allo Stato Italiano di interferire nella sovranità di un altro stato. Chiedo solo di lecitamente chiedere alcune domande sicuro nella cortesia della risposta.
La lista di domande, misera rispetto a tutto ciò che mi è accaduto, è un modo per farle comprendere la mia situazione e dare modo a terzi di iniziare un investigazione per chiarire i molti punti oscuri di questa vicenda. La faccio inoltre notare che in quell’ospedale ci lavorano altri nostri connazzionali tra cui alcuni che hanno lamentato in privato di problemi simili al mio.

Sono sicuro che non rimarrà con le mani in mano e la lettera gliela invio aperta nella speranza che, se pubblicata da quotidiani italiani, venga ripresa da quelli inglesi i quali, per via delle solite regole, non hanno ancora potuto pubblicare nulla di ciò che mi è accaduto.

Le allego la lista delle possibili domande cogliendo l’occasione per ben distintamente salutarla e ringraziare lei e chi nel suo staff leggerà questa lettera e lavorerà al mio problema.

Grazie ancora
Nicola Guagliardo

Le domande:

Una premessa:
Nell’estate del 2012 un ospedale inglese, il Royal Devon and Exeter Hospital (RD&E) di Exeter, pubblicizzo un annuncio di ricerca personale cercando Catering Assistant ed offrendo contratti da 37.5 ore settimanali.
Verrebbe da chiedere perché a Nicola Guagliardo, cittadino italiano che risiede regolarmente nel Regno Unito, dopo aver passato le varie selezioni e prove, venne dato un lavoro di sole 30 ore settimanali mentre altri, sia prima che dopo la sua assunzione, ricevevano un lavoro come da annuncio, 37.5 ore settimanali.

Nel novembre 2012, Nicola informo, prima il personale medico responsabile e poi il suo manager, che ad una paziente post operazione era stato dato del cibo contrariamente alle disposizioni ricevute.
Questo potrebbe essere un esempio di malasanità che doveva essere riportato in risposta ad una vostra legge del 1974 che impone la comunicazione, pena la complicità, se si è testimoni di eventi che possano arrecare danni rischi ecc. ecc.

Domanda (D)

D Come mai Nicola non venne informato di essere un wristle-blover (un informatore), come mai non venne informato dei suoi diritti?
D Come mai dopo quella denuncia Nicola venne trasferito, prima ad altro reparto e poi addirittura ad altro ospedale; mentre la persona denunciata rimaneva al suo posto. E come mai un anno dopo, in presenza di una denuncia contro Nicola, Nicola veniva sospeso e la denunciante veniva addirittura promossa Senior Manager occupando un vacante posto di lavoro che, contrariamente alle vostre leggi, non era mai stato offerto al pubblico.

D Come mai dopo quel reclamo la busta paga di Nicola comincio a presentare errori fino al punto che nel giro di un paio di mesi si ritrovava con un deficit di circa 500 sterline? (oltre mezzo stipendio)

D Come mai quando informò l’ospedale dei problemi in busta paga, invece di andare a controllare i conti, l’ospedale fece rispondere da un avvocato che, molto probabilmente, per una sola lettera ricevette più 500 Sterline?

D Come mai, contrariamente alle regole che parlano di pochi giorni, ci volle più di un mese per organizzare un meeting con Nicola riguardo la sua denuncia?

D Come mai la regola che le note dei meeting debbano scritte e firmate al meeting, veniva sempre rispettata con altri, ma mai con Nicola, al quale non si dava la possibilità di leggere e firmare nulla al meeting e riceveva una trascrizione giorni dopo che non corrispondeva al vero.
D Come mai quando Nicola rifiutava di firmare la trascrizione e chiedeva un altro meeting, questo veniva regolarmente rifiutato?

D Come mai ci vollero mesi per investigare la denuncia di Nicola e come mai l’investigazione chiedeva delucidazioni di eventi accaduti the il primo dicembre 2012 e la fine di marzo 2013 mentre l’evento denunciato era accaduto il 28 novembre 2012.
Nel dicembre 2013 Nicola venne sospeso dal lavoro e poi licenziato, accusato di aver avuto una “Gross misconduct”. Senza processo alcuno.

D Perché lui venne sospeso ma un anno prima non venne sospesa l’altra persona?

D Come la persona che lo accusava venne mesi dopo promossa per un posto di lavoro che, contrariamente alle vostre leggi, non era mai stato reso pubblico?

D Perché lui, contrariamente alle vostre leggi venne licenziato senza un processo?

D Perché chi comanda in ospedale evita di intervenire nonostante l’ammissione che le procedure non siano state seguite?

D Perché l’ospedale ha speso oltre mezzo milione di Sterline in avvocati, una cifra pari a oltre 4 volte lo stipendio di Nicola fino alla pensione, rifiutando le numerose richieste di Nicola che chiedeva di discutere la situazione?

D Perché si è permesso all’ospedale pubblico di falsificare dei documenti, cosa provata e confermata in Tribunale?
Ci sarebbero molte altre domande e si chiede solo un chiarimento a questi quesiti sicuri che il resto verrà da sé.

Saluti

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