sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Paolo Lorenzini:
Gli ideali e le ragioni dei socialisti non sono morti
Pubblicato il 09-06-2017


I risultati delle elezioni politiche inglesi dimostrano che gli Ideali e le Ragioni dei vari Partiti Socialisti non sono morti, anzi non sono neppure malati. Da anni ho questa convinzione e lo affermo apertamente anche in presenza di esponenti socialisti sia locali che nazionali. Niente di straordinario. È sufficiente conoscere la storia del Partito Socialista Italiano, osservare ed ascoltare le persone ed in particolare i lavoratori.

A qualsiasi osservatore ed a qualsiasi socialista non doveva sfuggire che un grande segnale era arrivato addirittura da oltre oceano, da uno stato super liberale e teso costantemente a demonizzare la parola “Socialismo”.

Alcuni mesi or sono durante la campagna elettorale negli Stati Uniti D’America un esponente politico Bernie Sanders aveva ottenuto ampi consensi dichiarandosi espressamente “socialista democratico” (e non genericamente progressista o liberal!!!) e proponendo contro tutto e tutti un programma conseguente ai propri ideali che risolvesse o tentasse la risoluzione di alcuni dei bisogni di ampi strati della popolazione. Infatti appare sempre più evidente che conta ciò che proponi e la serietà della tua proposta, tenendo tassativamente ed opportunamente in debito conto le necessità dei lavoratori.

Pertanto non sono in crisi gli ideali del socialismo ma semmai sono da mettere in discussione o da sostituire i gruppi dirigenti che guidano i partiti socialisti in crisi. Per le difficoltà di ieri e di oggi del Partito Socialista Italiano volutamente non entro nel merito, pur avendo mie convinzioni.

Piccola ed innocente chiosa. Non ho ancora capito perché la segreteria del Partito nell’ultima elezione del Capo dello Stato abbia indicato persone non socialiste. Se si riteneva che il candidato dovesse essere donna, perché Emma Bonino? Credo che la compagna Pia Locatelli avesse le competenze, la conoscenza e le capacità utili a ricoprire questa alta carica.

Visto il risultato, perché non indicare e votare il compagno Ugo Intini che per competenza, conoscenza della politica nazionale ed internazionale, senso dello stato e delle istituzioni oltre a sensibilità e cultura espressa non è secondo a nessuno degli attuali politici italiani.

Se i vertici del Partito Socialista sono schierati a favore di persone non socialiste come si può pretendere di riprendere con efficacia il cammino socialista?
Fraterni saluti

Paolo Lorenzini

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