venerdì, 23 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Sonia Gradilone
Immigrazione, la via socialista della ragione
Pubblicato il 15-06-2017


Quale deve essere un approccio socialista al problema dell’immigrazione? Certo non possiamo pensare che la risposta sia la paura e le chiusure, questo è un approccio delle destre e della loro capacità di cavalcare le paure negando le speranze, ne può essere il buonismo legato ad approcci caritatevoli. Nel primo caso avremmo un competitor politico, le destre xenofobe e i populisti, nel secondo la Chiesa.
Noi dobbiamo mettere in campo una risposta socialista, e non lo dico per “nostalgia”, ma per attualità. È vero che le elezioni francesi sono stato un disastro socialista, ma è anche vero che le proposte socialiste di Corbyn in Gran Bretagna hanno riproposto il nodo dei “socialisti che fanno i socialisti”. Sugli immigrati la nostra risposta deve essere di “protezione” degli ultimi, di “accoglienza” ma anche di rispetto delle regole di accoglienza che ci siamo dati. Dobbiamo distinguere il bisogno, dalle lotte politiche e dare risposte differenti a situazioni differenti. Gli immigrati che scelgono l’Italia per bisogno debbono, necessariamente, avere due tipi di risposte la prima, immediata, di verifica della possibilità di accoglienza nei nostri paesi in ragione della capacità di creare opportunità di lavoro, il secondo è di sostenere la crescita dei sistemi economici e formativi dei paesi di origine. L’emigrazione per bisogno non è meno degna di altre forme di emigrazione, ma è a domanda economica e va data una risposta economica. L’immigrazione da guerre e persecuzioni politiche non ha ne se ne ma, va accolta con generosità, ma anche con rigore rispetto a chi non ha diritto proprio per la sua “universalità”. Dire che è tutto uguale e accogliere senza distinguo non è socialista perché è ingiusto per le differenze delle singole situazioni. Non c’è invasione, non c’è guerra di civiltà, ma non è neanche che il problema non esiste. Coloro che sono accolti, nel rispetto dei loro diritti debbono anche trovare condizioni di vita accettabile e anche percorsi di formazione e di lavoro socialmente utili nella fase di ingresso. È disumano parcheggiare migliaia di ragazzi e ragazze impegnate solo ad attendere la sera. Farsi carico dell’immigrazione oggi è un impegno della società, non può essere un salvarsi la cattiva coscienza di una società, come non può essere la paura. Noi siamo socialisti, noi non vediamo problemi ma opportunità, noi non abbiamo soluzioni predefinite ma le cerchiamo nella prassi quotidiana. Oggi c’è in corso un guerra bipolare tra due assurdità: la paura e il pietismo, una guerra che ha già una vittima la cancrena del problema.

Sonia Gradilone
Responsabile Immigrazione Psi

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Commenti all'articolo
  1. Il dire “noi non abbiamo soluzioni predefinite ma le cerchiamo nella prassi quotidiana” mi sembra l’ammissione, di fronte a chi legge, che non si e’ maturata in tutto questo tempo una propria linea o direttrice davanti ad un problema di cotanta portata, il che, a mio modesto avviso almeno, non si addice, o si addice poco, ad un partito che dovrebbe avere vocazione a “governare” i problemi, come i socialisti di una volta sono ricordati (o vorremmo che lo fossero, perche’ era in effetti cosi, se la memoria non mi tradisce ma non credo).

    Paolo B. 15.06.2017

    • Caro compagno, noi siamo riformisti, abbiamo nella prassi quotidiana la forza di trovare soluzioni efficienti, non preconcetti di sapere già tutto. Noi abbiamo i valori di giustizia e di rispetto dell’uomo, il declinarli è figlio delle difficoltà del presente. I socialisti non hanno verità sul metodo, ma certezza nei valori, siamoriformisti non religiosi.

  2. Cara Sonia, io credo che il compito dei socialisti sia quello che esprime molto bene il compagno Paolo Bolognesi.
    L’accoglienza va fatta nei confronti di chiunque bussa alla nostra porta, ma dobbiamo domandarci come mai questi esseri umani, cittadini del mondo come noi tutti lo siamo, con i nostri diritti e doveri, sfidano la morte abbandonando i luoghi delle loro origini, sperando di trovare condizioni di vita migliore che quasi sempre non trovano, trovano ostilità, tanta ostilità da parte di chi si sente minacciato nei propri interessi e nei propri sentimenti.
    Costoro non sono da condannare a priori, se mai sono da condannare chi strumentalmente li esorta ad assumere atteggiamenti razzisti senza senso.
    Per limitare questo fenomeno, l’Internazionale Socialista si deve impegnare a promuovere attraverso tutte le forme e strumenti possibili, sviluppo e Pace nei Paesi di loro provenienza.
    Lo so, non è facile, ma quanto meno i Socialisti ci devono provare.

  3. Forse ho sbagliato tutto, ma ho sempre inteso ,il riformismo come quella forma politica che opera con gradualita’, ed e’ altresi’ aperta al confronto, ma elabora nel contempo idee, proposte, soluzioni, nonche’ linee strategiche, che non mi sembrano essere la stessa cosa della “prassi quotidiana”.

    Il riformismo puo’ aver giustamente declinato le “difficolta’ del presente”, ma poi e’ chiamato a decidere, anche di fronte a situazioni delicate e complesse, perche’ questo e’ il ruolo alto e nobile della politica, che deve tradurre principi e valori in “azioni di governo”, cosi’ da affrontare i problemi che incontra il vivere di una societa’.,¡

    Se e quando la politica viene meno a questa funzione, o vi abdica, ne patisce la sua credibilita’ ed autorevolezza, almeno secondo il mio pensiero, e non vedo poi cosa mai c’entri l’essere “riformisti non religiosi”, visto peraltro che qui si parla di “certezza di valori” e anche chi crede ha legittimamente i propri.

    Paolo B. 16.06.2017

  4. Cara Sonia, non so come mai il mio intervento del 15/06/017, non è stato pubblicato, non è gradito o non è in sintonia con il tuo modo di pensare?
    Lo ripropongo più o meno tale e quale.

    Cara Sonia io credo che il compito dei Socialisti sia molteplice.
    Condivido il pensiero di Paolo Bolognesi.
    L’accoglienza va fatta nei confronti di chiunque bussa alla nostra porta, dobbiamo domandarci come mai questi esseri umani, cittadini del Mondo come noi tutti lo siamo, con i nostri diritti e doveri, sfidano la morte abbandonando i luoghi delle loro origini, sperando di trovare condizioni di vita migliore, che molto spesso non trovano.
    Trovano spesso, ostilità, tanta ostilità, da parte di chi si sente minacciato nei propri interessi e nei propri sentimenti,ma costoro non sono da condannare tucur, semmai sono da condannare chi strumentalmente gli esorta ad assumere atteggiamenti razzisti senza nessun motivo. Bisogna trovare una giusta soluzione.
    Per limitare questo fenomeno inarrestabile, i Socialisti si devono impegnare attraverso tutte le forme possibili, per creare sviluppo e pace nei loro Paesi di provenienza.
    Sono cosciente che è più facile dirlo che farlo, ma i Socialisti in tutto il Mondo devono almeno provarlo a farlo.

    Un cordiale saluto .

  5. Compagna Gradilone, quando si tratta di temi di emergenza diffido sempre delle argomentazioni del tipo ” la risposta non può essere questa, ma d’altro canto non deve essere quella….”. E non credo che esistano risposte etichettabili come “socialista” o “cattolica” o di altro tipo.
    Secondo me, visto che siamo esseri umani, e l’Immigrazione è un fatto che coinvolge esseri umani, l’approccio deve essere umano, e credo che in questo la Chiesa romana e il suo pontefice si stiano muovendo benissimo: la base di partenza deve essere sempre l’accoglienza, perché se non si accoglie si condanna a morte. Intanto che arrivano li si accoglie e se il caso li si “parcheggia”. Poi si vedrà. La priorità è salvarli.
    Cordiali saluti, Mario.

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