venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ad Halle un Federer
da manuale si ‘prenota’
per Wimbledon
Pubblicato il 29-06-2017


federer-halleLa “roccia” Roger e la “pietra” Petra rispondono all’appello e alla chiamata dell’erba per far ripartire la loro stagione tennistica. Due grandi ritorni, già annunciati e confermati, ma non solo. Anche quello della Sevastova, ritiratasi nel 2013. La tennista lettone, classe 1990, ha raggiunto il suo best ranking lo scorso 15 maggio quando è riuscita a piazzarsi alla posizione n. 18 della classifica mondiale; attuale n. 19 del mondo è stata, così, la prima lettone ad entrare nella top 20. Dopo l’esordio nel 2007 al torneo Wta di Istanbul, per lei l’anno d’oro è stato il 2010: raggiunge prima la semifinale al Wta di Monterrey, battendo al primo turno Jelena Jankovic e arrendendosi solo dopo tre set alla Pavljucenkova; poi arriva in finale al Wta di Estoril e vince il suo primo torneo, battendo per 6/2 7/5 Arantxa Parra Santonja. Poi i continui infortuni che l’hanno costretta a ritirarsi ufficialmente il 12 maggio 2013. Ma non definitivamente. La sua decisione é stata rettificata ed Anastasija é tornata a giocare a fine gennaio 2015. Altri dopo due anni eccola di nuovo lì a competere ad alto livello ed è il torneo di Mallorca che la vede trionfare in tre set su Julia Görges: questa volta sull’erba e non sulla terra. 6/3 3/6 6/4 il risultato finale, che mostra tutto il merito della lettone, che ha avuto sempre una marcia in più: match molto equilibrato, la Görges gioca bene e lotta tanto, ma poi a fare il punto decisivo é sempre la Sevastova. Tra i premianti del Wta di Mallorca per coincidenza, tra l’altro, proprio la serba Jelena Jankovic che le ‘regalò’ una delle sue vittorie più prestigiose ed importanti. Viceversa é stato un torneo sfortunato per le azzurre: la Errani é stata sconfitta subito al secondo turno da Roberta Vinci; l’italiana, poi, a sua volta ha perso dalla Garcia ai quarti; una buona Camila Giorgi, infine, é stata costretta al ritiro per infortunio.

Sicuramente, però, a parte questo nuovo nome della Sevastova (che si aggiunge all’albo delle prime 20 tenniste più forti), tutti i riflettori erano puntati sull’Atp di Halle e su Roger Federer (testa di serie n. 1). Un Federer da manuale si impone facilmente su un buon Alexander Zverev (testa di serie n. 4). Il tedesco perde in casa, ma qui ad essere padrone é stato più volte in passato l’elvetico. Lo svizzero ha vinto il torneo nove volte: dal 2003 al 2006 e dal 2013 al 2015. Lo scorso anno a conquistare il trofeo qui era stato Mayer (di cui lui si è liberato facilmente nei quarti per 6/3 6/4). A 35 anni, liquida con un netto e severo 6/1 6/3 senza storia Zverev, in neppure un’ora di gioco. Contro questo Federer nessuno avrebbe potuto vincere. Ha battuto il tedesco con le palle corte, smorzate di estrema precisione e sensibilità. Ora per lui, attuale n. 5 al mondo, l’erba di Wimbledon non è più una conquista così lontana o impossibile. Tra l’altro il Grand Slam di Wimbledon occupa una corposa fetta dei titoli che ha messo da parte negli anni: vi ha messo la sua firma ben sette volte; nel 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2009 e 2012.

All’edizione del 2017 partirà da testa di serie n. 3 (la n. 4 é Nadal). Dopo il grave infortunio alla schiena pochi avrebbero pensato di poterlo trovare in forma così smagliante e in condizioni così eccellenti. Ma Roger é un tennista molto intelligente ed ha saputo scegliere i modi e i tempi per rientrare: dove, quando, quanto giocare e come (superficie e tattica più adatta al suo stato fisico). Come sicuramente Zverev é ben quotato, non solo per le Next Gen Atp Finals di Milano, ma anche per Wimbledon stesso. Di certo la parte migliore del torneo di Halle é stata la premiazione: sia per la presenza di Eva Herzigova (di cui i tennisti saranno stati contenti), sia per il piacevole e divertente scambio di battute tra i due finalisti e con il pubblico in tedesco, per essere riconoscenti con un torneo accogliente cui tengono molto. ‘Achtung’, ‘attenzione’ a quei due allora é il caso di dire. Soprattutto a un Federer da record: 92 titoli in carriera conquistati (solo Lendl con 94 e Connors con 109 hanno fatto meglio), 4 stagionali quest’anno (tre per Zverev) e in tutto 16 finali vinte sull’erba (tra Wimbledon e l’Atp di Halle appunto).

Ma il torneo di Halle ha mostrato anche la rivelazione del giovane Karen Khachanov (arrivato sino in semifinale e sconfitto da Federer per 6/4 7/6) e dell’altro giovane interessante, in vista proprio delle Next Gen Atp Finals, Andrey Rublev, su cui ha avuto la meglio nei quarti proprio Khachanov in tre set: 76(8) 46 63; ma c’è stato anche un buon Richard Gasquet, l’altro semifinalista tenuto abilmente a bada da Zverev in tre set con il punteggio di 46 64 63. Così come

Altri tre tennisti da tenere d’occhio in vista di Wimbledon sono Gilles Müller (vincitore dell’Atp di ‘s Hertogenbosch su Karlovic e arrivato in semifinale al Queen’s dove è stato battuto da Cilic per 6/3 5/7 6/4, veramente per pochi colpi); lo stesso Cilic, finalista qui all’Aegon Championship di Londra e semifinalista al torneo di ‘s Hertogenbosch, dove è uscito per mano di Ivo Karlovic dopo tre durissimi set: 76(4) 57 76(2).. E poi Feliciano Lopez, che ha conquistato il torneo del Queen’s, imponendosi su Marin Cilic. Lo spagnolo ha vinto sul croato in rimonta, è sembrato più fresco, ha sbagliato meno, ha fatto tanti punti soprattutto con accelerate di dritto mancino, è riuscito a fare la differenza allungando lo scambio come si fosse sulla terra rossa, ha tenuto bene i suoi turni di battuta con servizi anche a 0, ha annullato un match point e ne ha avuti tre. Alla fine è andato a chiudere l’incontro per 4/6 7/6(2) 7/6(8). Cilic è apparso a tratti stanco, ma forse a penalizzarlo è stato il forte vento (che ha inciso anche sui lanci di palla al servizio), con tanto di busta di plastica volata in campo e raccolta da una raccattapalle. Lui non era testa di serie, mentre Cilic era il n. 4 del seeding: questo gli dà altri punti in più preziosi in vista del Grand Slam sull’erba; e che non si dica più che uno spagnolo è solo un ‘terraiolo’, ma sull’erba Lopez ha dimostrato di sapersi muovere molto bene. Poi mostrare tali freschezza e precisione in più (contro non un avversario qualsiasi, ma contro Cilic) non sono che di buono auspicio per Wimbledon.

Così come strepitosa sin dal primo turno é stata nel Wta di Birmingham Petra Kvitova, di nuovo in corsa da vera combattente di top ten. Un ritorno dopo l’infortunio alla mano in grande stile. In finale contro la Barty sfonda soprattutto con dritti potenti, in profondità, con accelerate improvvise che fa partire a tutto braccio con un’esplosione di forza e precisione, colpi incisivi tanto più che mancini. Ma anche buone volée accarezzate sotto rete e buon gioco d’attacco a rete. Nel primo set gioca bene e domina, ma commette qualche errore in più e la Barty ne approfitta. Se ace, vincenti sono tutti a favore della ceca, che commette anche meno errori gratuiti, la differenza la fanno però le palle break in più per la Barty. Nel secondo set la situazione si ribalta tutta a favore della Kvitova. Il terzo è una volata per la ceca, che dopo il break subito all’inizio arriva sino al 5-1, ma ha una battuta d’arresto e si fa fare contro-break, che porta la Barty sul 2-5, ma lì c’è l’altro break definitivo che le regala il 6/2 decisivo del terzo set: 4/6 6/3 6/2. La Barty ha insistito troppo sul dritto potente e mancino, arrotato, della ceca. Alla fine del match la Kvitova ha esultato di gioia. Anche se, poi, é stata costretta per problemi fisici a dare forfait al Wta di Eastbourne. Speriamo non sia un ritiro forzato pregiudicante in vista di Wimbledon. Proprio ora dopo la vittoria al Wta di Birmingham sarebbe una vera sfortuna.

Barbara Conti

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