venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tiziano Ferro da sold out! Ritmo ‘lento o veloce’? Decide(rà) il pubblico
Pubblicato il 20-06-2017


Tiziano Ferro live: scopre ‘il mestiere della vita’ scrivendo con la sua stilografica l’incanto di dare ‘il conforto’.
Ed anche a Roma, allo Stadio Olimpico il 28 e 30 giugno, ‘potremo ritornare’ a godere della sua musica per un tour da una venatura particolarmente romantica. Sarà ‘lento o veloce’? Decide(rà) il pubblico.

tiziano ferroUn nuovo singolo “Lento/Veloce” che sta spopolando. Un videoclip e un duetto del pezzo che ha cantato con Carmen Consoli, con cui ha instaurato una recente collaborazione in “Il conforto”. Il neo sostegno a “Save the children” e la sua canzone storica “Il regalo più grande” ‘donata’ per lo spot della Vodafone. Un futuro da imitatore e un tour che lo attende: due date all’Olimpico di Roma (il 28 e 30 giugno), di cui la prima già sold out e la seconda con pochi posti disponibili rimasti. Che altro può attendere Tiziano Ferro? Uno scenario lo ha aperto la sua partecipazione alla trasmissione di Virginia Raffaele “Facciamo che io ero”. Durante la sua apparizione ha cantato in “Joyful joyful”, pezzo gospel che gli ricorda i suoi esordi nei cori di Chiesa; ma soprattutto ha chiesto alla comica, imitatrice e presentatrice di fare un programma insieme. Non male. Ma per Ferro un’opportunità sarebbe proprio un tour nei teatri con uno spettacolo con intermezzi comici e, soprattutto, dove portare cover gospel, con cui potrebbe fare un nuovo disco insieme a qualche inedito (o perché non un intero disco unplugged?). Non solo la musica gospel gli riesce perfettamente, ma anche l’ambientazione del teatro e del musical, della recitazione affiancata all’imitazione. E in questo Virginia Raffaele sarebbe perfetta anche perché, con la sua voce, può permettersi perfino qualche duetto. Se Tiziano non dimentica le origini e una linea musicale di genere più tradizionale, é comunque sempre attento alle nuove tecnologie. Ben descrive l’universo della musica sui social, diffusa tramite Internet e il web in “My steelo”, in cui dice “a 16 anni hai già un video in rete”: un riferimento che offre una doppia lettura; ai giovani talenti prodigio premiati (come del resto Ferro stesso) ai Wind Music Awards per i milioni di visualizzazioni che riescono a fare, ma fa intravedere anche una connotazione negativa. Oggi postiamo di tutto sui social e in rete, senza che ci sia più privacy né rispetto della persona: stiamo parlando del bullismo e cyberbullismo, i cui casi aumentano sempre di più così come i connessi suicidi, a seguito delle umiliazioni subite, tanto che anche “Porta a porta” vi ha dedicato una puntata e l
di recente è stata approvata la nuova normativa più stringente al riguardo. Perché allora, per un artista della sua sensibilità, non scrivere un testo ad hoc su tale tragico fenomeno in ricordo delle vittime e far partire una campagna di sensibilizzazione di cui farsi promotore e portavoce? Un tormentone incentiverebbe la diffusione del messaggio. La campagna potrebbe partire dalla sua città di Latina stessa, magari con un duetto o una collaborazione con il piccolo talento di “Ti lascio una canzone” Simone Iouè: con cui potrebbe fare persino una canzone (a prescindere dal cyberbullismo) sul racconto della storia (autobiografica per entrambi) di un bimbo che riesce a realizzare il suo sogno di cantare e mostra tutte le difficoltà e le vicissitudini che ha dovuto affrontare. Ma per promuovere la problematica del (cyber)bullismo, soluzione migliore sarebbe coinvolgere associazioni già impegnate in merito: tipo l’ACBS (Associazione contro il bullismo scolastico), fondata nel febbraio 2015 dal ventenne Vincenzo (con il fratello Giuseppe e una decina di altri giovani), per tutte le vittime di tale atteggiamento vessatorio e di cui è stato vittima egli stesso. Per ricordare che, come si legge sul sito, “il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; ma il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare” (Winston Churchill) e poi che “la comunicazione non è (tanto o solo) quello che diciamo, ma quello che arriva agli altri” (Thorsten Havener). Ed a proposito di campagne solidali, perché non scrivere qualcosa per “Save the children”? Di storie non ne mancherebbero: dal tema dei migranti, della povertà, della guerra, dei bimbi stranieri e del loro diritto all’istruzione; per educare con e attraverso la musica, in cui essi stessi si rifugiano per trovare una speranza. A parte qualche collaborazione black e soul che non guasterebbe, sarebbe importante per l’artista -a nostro avviso- approfittare dei 90 anni di Avis quest’anno (di cui lui è da anni sostenitore) per parlare della malattia e della salute (ispirata a qualche vicenda vera e che potrebbe ‘regalare’ a una nuova serie di “Braccialetti Rossi” per la colonna sonora, che ne gioverebbe perché quasi costruita ad hoc, senza considerare il fatto di poter contare su un nome importante e garanzia di qualità); anche in vista del prossimo centenario. E Ferro sa che la musica è uno strumento e un veicolo importante per smuovere le coscienze. Lo stesso termine inglese ‘steel’, racchiuso in ‘steelo’ significa ‘(d’)acciaio (inossidabile)’, ovvero qualcosa che resta indelebile e lascia un segno intangibile che resiste nel tempo. Un po’ a richiamare lo slogan di Avis che, come ogni anno, sarà presente ad ogni tappa del suo tour: “comunicare il mio unico vero valore assoluto”, a richiamare un altro dei suoi successi racchiusi nell’ultimo album, “Il mestiere della vita”. Perché il ‘mestiere della vita’ è anche questo: diffondere il valore assoluto per eccellenza che è la solidarietà. Quest’ultimo un principio morale che lui contribuisce a scrivere con una sorta di penna stilo-grafica (la pronuncia della prima parte è la stessa della parola inglese ‘steel’ di ‘steelo’) immaginaria. D’altronde se l’anagramma di ‘Avis’ è ‘vasi’, i suoi dischi e le sue tournée con i suoi successi equivalgono un po’ come a piantare in tanti vasi numerosi semi ‘solidali’ e preziosi. Ed anche questo contribuisce a creare nella musica di Ferro una venatura più romantica che ‘Potremo ritornare’ a godere nelle tappe romane del live tour (del 28 e 30 giugno), che di sicuro sarà un “Incanto”.
E allora a questo punto dovrebbe sollevarsi un grido al coro di: “Senza scappare mai più”, per non fuggire più davanti né continuare ad essere indifferenti di fronte a soprusi, vessazioni, ingiustizie, discriminazioni e ogni atto di violenza (e non solo di cyber-bullismo). Questo è davvero “Epic”(o), come la sua vita (in bilico), come un libro -come canta nell’omonima canzone del suo ultimo cd. Per andare avanti e non restare ‘indietro’ nella lotta e in queste battaglie sociali ancora da vincere continuando la battaglia.

Barbara Conti

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