lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Tutto può succedere,
il fnale. Già al lavoro sulla terza serie
Pubblicato il 30-06-2017


tuttopuosuccedere2-finaleTutto può succedere. Nuove verità da scoprire. Ma bisogna sempre sapere scegliere. Un dovere irrinunciabile per vivere. Ma l’infinità di opportunità a disposizione é sorprendente. L’ultima puntata della seconda stagione della fiction “Tutto può succedere” lascia intravedere proprio questo. Non poteva finire meglio: con il matrimonio (finalmente!) di Feven e Carlo, quasi una foto di famiglia (cui spesso tali fiction ci hanno abituato ad assistere -pensiamo ad esempio a “Un medico in famiglia”). Tutta la famiglia unita: “questa è bella” -dice Emma Ferraro-; “tutto questo (amore e affetto vero e puro) è bello”, -replica Ettore Ferraro.
Ma per arrivarci occorre prendere decisioni importanti davanti a un duplice bivio: la famiglia o i soldi?, ad esempio é uno di essi. Per questo discutono i fratelli Alessandro e Carlo: il primo vorrebbe vendere il Gran Control per fare un affare economico da sei cifre; il secondo non ne vuole saperne perché certe cose non sono in vendita. E così anche Ale imparerà che certi valori, ideali, affetti non si possono contrattare e apprenderà a chiedere ‘scusa’ e dire ‘grazie’ per questo al fratello. Ma non è solo ciò che ci viene trasmesso dalla fiction. Spesso -ci fa riflettere Sara – é la felicità a trovare noi e sconvolgerci la vita più che il contrario. Intanto, se il romanticismo ci mette di fronte coppie divise a metà tra due amori (prima Feven tra Valerio e Carlo; poi Sara tra Elia e Marco; infine Giulia tra Luca ed Alberto), l’unica certezza é che bisogna essere disposti a tutto per stupire e (ri)conquistare chi si ama, ma amare vuol dire anche fare delle rinunce. E saper accettare l’altro per quello che è. Se vi sono tanti differenti tipi di amore, allora é proprio con Giulia che si arriva alla conclusione che spesso c’é una terza soluzione possibile all’amore di e per due uomini: quello per se stessa e per i propri figli. Scegliere di voler pensare a sé e stare bene, occuparsi di chi ha veramente bisogno di noi come un figlio o una figlia. E sono proprio i più piccoli, come Matilde, a risolvere tutto e trovare le giuste parole, i giusti termini, il modo e il momento più adatto per ogni cosa, anche per le questioni più complicate, complesse, che mettono a disagio gli adulti. Oppure Denis che dice a Marco di non abbandonare la madre, seppure non sia facile stare con lei. Bello il pezzo in cui Ambra (Matilda De Angelis) canta dal vivo la colonna sonora, senza base musicale inizialmente. E la musica è essenziale e fondamentale per dare valore aggiunto. Il senso della serie è quello di vivere la vita sino in fondo, senza paure, essendo sempre se stessi. Infatti nell’omonima canzone dei Negramaro si parla esplicitamente della “vita che non torna più se non sei più tu a viverla così e come piace a te; vivila senza più paure”.
L’impressione é che gli attori abbiano davvero vissuto la serie, interpretandola e ‘sentendola’ e non solo recitandola semplicemente. In attesa della terza stagione a cui si sta già lavorando. Tutto concentrato nell’ultima entusiasmante puntata, qualche retroscena é lasciato aperto (quale futuro per Marco e Sara? O per Stefano e Federica? O per Ale come dirigente dell’azienda di famiglia di Stefano? O per Ambra da musicista? Dimitri sarà felice con la famiglia divisa di Matilde? Giulia e Luca saranno due buoni genitori separati dei due figli, di cui uno adottato?); anche se è forte il senso di riconciliazione. Forse perché si dimostra che si può cambiare ed essere migliori. Insieme. Dopo di che, tutto può succedere.

Ba. Co. 

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