giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Unicef: nei Paesi ricchi un bambino su 5 è povero
Pubblicato il 15-06-2017


povertà“La Report Card 14 è un campanello d’allarme che ci ricorda che anche nei paesi ad alto reddito il progresso non va a beneficio di tutti i bambini,” ha dichiarato Sarah Cook, direttrice dell’UNICEF Innocenti. “Redditi più alti non portano automaticamente a condizioni migliori per tutti i bambini, possono anzi aggravare le disparità. I governi di tutti i paesi devono agire per assicurare che le differenze vengano ridotte e che si effettuino progressi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per i bambini”. Un notevole livello di disuguaglianza e povertà viene evidenziato nel rapporto Unicef, dove si sfata il mito tutto occidentale che i bambini poveri siano solo nei Paesi del Terzo Mondo.
Secondo l’ultima Report Card dell’UNICEF-Centro di Ricerca Innocenti esistono infatti notevoli disuguaglianze nei Paesi ad alto reddito ed osserva che nei due terzi dei Paesi in esame, il 40% dei nuclei con bambini più poveri guadagnano meno del 10% più ricchi.
Il rapporto mette in luce come 1 bambino su 5 in paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa e in media 1 su 8 affronta insicurezza alimentare. Circa 1 bambino su 10 nei paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego; fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei paesi ad alto reddito, circa 1 su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET); nei paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani tra i 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi; almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo. In particolare una media di 1 bambino su 8 in paesi ad alto reddito affronta insicurezza alimentare, aumentando a 1 su 5 nel Regno Unito e negli Stati Uniti e a 1 su 3 in Messico e Turchia. Inoltre la mortalità neonatale è calata drasticamente nella maggior parte dei paesi; e i tassi di suicidio fra gli adolescenti, di fertilità adolescenziale e di alcolismo stanno diminuendo. Tuttavia, 1 adolescente su 4 ha riportato di soffrire di 2 o più sintomi psicologici più di una volta a settimana. Per quanto riguarda la salute il nostro Paese, però può dirsi soddisfatto, perché l’Italia si colloca al 18esimo posto: il tasso di mortalità neonatale è di 2 bambini su 1.000 (il decimo più basso in questo gruppo di paesi). Il paese ha anche il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%. Il tasso di fertilità adolescenziale è di 5,94 nati per ogni 1.000 ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, in calo rispetto ai 6.94 ogni 1.000 del 2005.
Lo studio rivela sempre per quanto riguarda i Paesi occidentali che il 6% di giovani donne europee tra i 18 e i 29 anni riferiscono di essere state abusate sessualmente da un adulto prima dei 15 anni.

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