martedì, 25 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Verso la ‘normalizzazione’, BCE taglia stime inflazione
Pubblicato il 08-06-2017


draghi 7Oggi è prevista la riunione del Consiglio Direttivo della Bce. Nel programma di oggi, l’istituto centrale europeo dovrebbe fare un ulteriore piccolo passo verso la normalizzazione della politica monetaria. Non dovrebbe esserci nessuno scossone in arrivo considerando le frasi pronunciate la settimana scorsa da Mario Draghi, che non vede ragione alcuna per modificare l’impostazione monetaria che la Bce sta portando avanti. Mohamed El-Erian, capo consigliere economico di Allianz, avanza delle critiche alla BCE: “Ancora una volta, la BCE rischia di sbagliare sul lato dell’eccessiva prudenza evitando qualsiasi notevole riduzione di stimolo monetario”.
Secondo le ultime indiscrezioni circolate ieri, la Bce domani dovrebbe diffondere le nuove stime economiche con un taglio marginale di quelle legate all’inflazione. Una mossa giustificata dal nuovo scenario di prezzi del petrolio in ritirata negli ultimi mesi, così come quelli delle materie prime alimentari, e che potrebbe spingere il mercato a posticipare nel tempo le attese di avvio del ciclo inflattivo.
A catalizzare le attenzioni domani sarà la possibile modifica della forward guidance (strategia di comunicazione relativa alle future mosse) con massima attenzione alle parole che Mario Draghi pronuncerà nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio direttivo. La Banca Centrale potrebbe decidere di abbandonare l’accento ribassista sui tassi, rimuovendo la formula che specifica che i tassi possano scendere su livelli più bassi rispetto a quelli attuali. Gli analisti di Bank of America Merrill Lynch parlano di “baby step” verso la normalizzazione della politica monetaria. Quindi, da oggi in avanti, Draghi potrebbe non fare più riferimento a tassi più bassi se la situazione lo richiederà.
Niente stravolgimenti, quindi, ma una Bce gradualmente meno accomodante in vista di un avvio del tapering vero e proprio, che secondo l’Ocse avrà luogo a inizio 2018. Per ora il mercato dovrà focalizzarsi sul cambio dei toni. Probabilmente alla riunione di giugno assisteremo a un cambio di toni rispetto a quelli estremamente accomodanti del passato, forse con qualche ritocco alle stime previsionali, in linea con le più recenti dichiarazioni rilasciate da membri del Consiglio direttivo della BCE. “Eventuali dettagli sul tapering saranno presumibilmente resi noti verso la fine dell’anno, ma il ritmo si prospetta più lento rispetto al consensus e qualsiasi intervento resterà subordinato alla forza dell’euro. I mercati potrebbero ricercare indizi sulla dinamica con cui in futuro verranno attuati il tapering del QE e l’innalzamento dei tassi di deposito”. Lo sostiene Anna Stupnytska, Global Economist di Fidelity International. L’economista di Fidelity ha anche aggiunto: “ma ritengo che la BCE non sia ancora pronta a prendere decisioni in proposito e che pertanto se ne riparlerà il prossimo anno”.
Le voci hanno il tempo che trovano e non sempre si riscontrano nei fatti. Va ricordato che nell’ambito del piano di Quantitative Easing (QE), la scorsa settimana la Banca centrale europea ha acquistato titoli pubblici per 10,33 miliardi di euro. Nella settimana precedente lo shopping dell’istituto di Francoforte si era attestato a 11,29 miliardi di euro.

Salvatore Rondello

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento