sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IMPEGNO COMUNE
Pubblicato il 22-06-2017


juncker gentiloniSono giorni importanti per l’Europa alle prese con gli ultimi passi sulla Brexit, ma non è la sola questione su cui si punterà nella due giorni di Consiglio Europeo che metterà sul tavolo anche il tema di immigrazione e sicurezza.
Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha rassicurato Paolo Gentiloni durante l’incontro bilaterale, affermando che l’Italia può “continuare a contare sulla solidarietà europea” sul fronte della crisi dei migranti. Ieri infatti, Gentiloni in Aula al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue aveva incalzato l’Europa: “Sull’immigrazione dobbiamo dirci onestamente che nonostante qualche passo in avanti la velocità con cui l’Ue si muove sul terreno delle politiche comuni resta drammaticamente al di sotto delle esigenze di governo e gestione di questo fenomeno. Lo diremo apertamente anche a Bruxelles – ha sottolineato il premier – Qualche risultato almeno simbolico è stato ottenuto: la Commissione ha annunciato una procedura d’infrazione per i tre Paesi che non accettano gli impegni. Ma non ci consola questa soddisfazione morale”.
“Quel che vogliamo sapere dall’Ue è se sulla strada” della gestione dei flussi migratori “c’è l’Ue o se noi dobbiamo continuare a cavarcela da soli. L’Italia è in grado di gestire la questione, sia pure con difficoltà crescenti, ma l’Europa se vuole recuperare la sua vitalità e scommettere sul proprio futuro deve avere una politica migratoria comune: lo pretendiamo a Bruxelles”.
La risposta da Juncker è arrivata subito dopo che stamattina a Bruxelles il Presidente del Consiglio italiano ha avuto un colloquio con il premier libico Fayez al-Sarraj. “Gli incontri di stamattina – ha spiegato il capo del Governo – avevano come obiettivo promuovere un maggiore impegno dell’Europa e delle autorità libiche: l’obiettivo è contenere i flussi migratori, mettere in condizione le autorità libiche di esercitare un maggiore controllo del loro territorio, dare un contributo alla lotta contro i trafficanti di esseri umani. Obiettivi sui quali l’Italia come sapete è impegnata da tempo. La mia valutazione è positiva. Certamente in Libia bisogna accelerare e dare efficienza ai processi”.
“Non vedo perché non dovremmo aumentare i finanziamenti europei per il funzionamento del Guardacoste libico”, osserva il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per la convocazione dei capi di Stato e lamentandosi con i leader per il fatto che al livello delle decisioni ministeriali in Consiglio Ue “alcuni dei vostri rappresentanti non stanno prendendo le decisioni necessarie a questo riguardo”. Su una nota più positiva, sembra che gli altri paesi membri abbiano ormai capito e accettato l’impostazione dei cosiddetti “migration compact”, fortemente voluta dall’Italia e che la Commissione europea sta mettendo in atto e finanziando.
Nel frattempo dagli Interni si attende il documento il primo piano nazionale per l’integrazione, in corso di stesura finale e che dovrebbe essere illustrato dal Ministro Minniti il 30 giugno al tavolo di coordinamento nazionale presso il ministero dell’Interno, dove siedono anche i rappresentanti del dicastero del Lavoro, delle Regioni e dei Comuni. Punto cardine del piano è l’avvio del processo di integrazione fin dalla fase iniziale dell’arrivo in Italia del migrante, la cosiddetta prima accoglienza.
Tornando al Vertice del Vecchio Continente, tra i punti in agenda per la cena di oggi ci saranno invece le relazioni internazionali. Il cancelliere della Germania, Angela Merkel, e il presidente della Repubblica della Francia, Emmanuel Macron, presenteranno lo stato dell’arte sull’attuazione degli accordi di Minsk. All’attuazione degli accordi di Minsk sono legate le sanzioni economiche alla Federazione Russa, che scadono il prossimo 31 luglio, e che dovrebbero essere rinnovate prima di quella data. Le misure restrittive riguardano il settore finanziario, dell’energia, della difesa e dei beni a duplice uso. Nel corso della cena, Tusk riferirà inoltre dell’incontro avuto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, lo scorso maggio a Bruxelles.
Ma il tema portante al momento resta quello della Brexit, nella sua versione a 27, senza il Regno Unito, nel dopocena di stasera il vertice discuterà sui criteri e le procedure per la scelta dei paesi membri in cui trasferire dopo la Brexit dell’Eba e dell’Ema, le due agenzie indipendenti dell’Ue (l’Autorità bancaria e l’Agenzia per i farmaci) che oggi sono basate a Londra. Ci sono una ventina di Stati membri che si sono candidati per l’una o l’altra o entrambe le agenzie, ed è una partita importante per l’Italia che vorrebbe l’Ema a Milano.
In merito alla Brexit, la deputata Pia Locatelli ieri in dichiarazione di voto sulle mozioni, ha fatto sapere che è nell’interesse comune “costruire basi solide per le future relazioni tra i 27 e il Regno Unito. Nelle difficili acque internazionali di questo periodo credo sia conveniente per tutti affrontare le trattative in modo costruttivo, adoperandoci per trovare un accordo e augurandoci che per un futuro vicino il Regno Unito resti un partner stretto, per uno più lontano che i cittadini del Regno Unito ci ripensino e tornino a far parte dell’Unione Europea, come prevede l’articolo 50 del trattato UE”.

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