sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Via libera al ddl Tortura. Nessuna modifica
Pubblicato il 23-06-2017


Diaz-reato tortura-UELa commissione Giustizia della Camera non tiene conto delle richieste del Consiglio d’Europa di modificare il ddl Tortura, e respinge tutti gli emendamenti al testo, su cui lunedì nell’Aula della Camera avrà inizio la discussione generale e e ha votato il mandato al relatore Franco Vazio del Partito Democratico a riferire in aula lunedì 26 giugno per la discussione generale. Tutti hanno votato a favore.

“Io avrei difficoltà a votare la legge sulla tortura così come è uscita dal Senato”. Lo ha detto Pia Locatelli in un’intervista a Radio Radicale. “Il testo va migliorato, abbiamo aspettato quasi trent’anni per fare una legge, ma se una legge non è fatta bene diviene inapplicabile. In questo modo facciamo solo finta di adempiere a un impegno”.

Il parere del Consiglio europeo passa così in secondo piano, Nils Miuznieks, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, proprio ieri aveva chiesto di cambiare il testo approvato dal Senato perché nella sua forma attuale contiene una definizione del reato e diversi elementi in disaccordo con quanto prescritto dagli standard internazionali. Il commissario punta il dito in particolare sul fatto che la proposta di legge preveda che per accusare qualcuno di tortura occorrerà che la persona abbia compiuto gli atti violenti più di una volta (“il testo parla infatti di “reiterate violenze”). Secondo Muiznieks se la legge sarà approvata così com’è, certi casi di tortura o trattamenti inumani non potranno essere perseguiti “creando quindi delle potenziali scappatoie per l’impunità”. Non solo, ma il testo è stato fortemente contestato da diverse associazioni tra cui Amnesty international e Antigone e da Ilaria Cucchi. “Il testo modificato approvato dal Senato è una informe creatura giuridica. Spetta alla Camera rimediare alle mancanze più gravi del pessimo testo varato dal Senato”, scrive Ilaria Cucchi.

Il provvedimento, che si appresta dunque ad essere approvato in via definitiva, è atteso in aula a partire dalla prossima settimana. Relatore di minoranza sarà il deputato M5S Vittorio Ferraresi.

Sei i punti principali del ddl:
– La commissione del reato da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio costituisce, anziché un elemento costitutivo, un’aggravante del delitto di tortura.
– Per essere reato di tortura è necessaria la pluralità delle violenze o delle minacce.
– Fino a 12 anni se chi tortura è pubblico ufficiale.
– Se dalla tortura deriva la morte quale conseguenza non voluta dal torturatore la pena della reclusione di trent’anni. Ma se il torturatore cagiona volontariamente la morte, la pena è dell’ergastolo.
– Il pubblico ufficiale che istiga a commettere tortura è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
– Inutilizzabili informazioni e dichiarazioni estorte con tortura.

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