venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Viminale alla Raggi: “I soldi sui migranti li avete presi”
Pubblicato il 14-06-2017


minniti_raggiIl Viminale risponde a suon di numeri alla Sindaca Raggi. Virginia Raggi aveva infatti protestato e chiesto di porre un freno ai profughi, ma dal Ministero degli Interni arriva una lunga lettera in cui si fa presente che non solo Roma deve fare la sua parte, ma che il Campidoglio ha già beneficiato del Bonus Gratitudine di 500 euro a migrante: nelle casse della Capitale infatti sono stati versati, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, 2 milioni e 340 mila euro. Inoltre, sempre lo scorso anno, nell’autunno del 2016, il governo ha anche elargito all’amministrazione comunale capitolina un contributo straordinario di mezzo milione di euro per l’accoglienza dei profughi.
La Sindaca di Roma sembra essersene dimenticata e ieri dopo aver presentato il piano per superare i campi rom in città, Virginia Raggi aveva chiesto al Ministero dell’Interno di mettere un freno agli arrivi dei migranti e ai nuovi centri accoglienza nella Capitale. Vista la “forte presenza migratoria e il continuo flusso di cittadini stranieri”, per la sindaca serve “una moratoria sui nuovi arrivi” in città. La sua posizione è messa nero su bianco in una lettera inviata al prefetto Paola Basilone: “Trovo impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale”. L’argomento rimbalza presto a livello nazionale, con il blog di Beppe Grillo che rilancia e sottolinea gli impegni dell’amministrazione anche su altri fronti: “Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori”.
Tuttavia Roma non regge nemmeno il confronto con Milano, nella Capitale ci sono 4694 migranti dei 7250 previsti dal Viminale, mentre nel Capoluogo lombardo ben 5500 dei 4104 previsti. Ma la posizione di Roma non solo non trova riscontro nei fatti, ma nemmeno nei patti. In base all’accordo del 10 luglio 2014, ogni regione deve accogliere una percentuale di migranti pari alla propria quota di accesso al Fondo nazionale per le politiche sociali (per esempio alla Lombardia spetta il 14,15% del totale e al Lazio l’8,6%). E così nel “piano dei 200mila” a tutti toccherà fare di più di oggi. Due esempi: nel 2017 la Lombardia dovrà passare dagli attuali 25mila posti a oltre 28mila, la Campania da 16mila a oltre 19mila. E all’interno di ogni regione, l’accordo Viminale-Anci di dicembre prevede che i comuni fino a duemila abitanti dovranno ospitare 6 migranti, i comuni con più di 2mila abitanti 3,5 migranti ogni mille residenti, mente le città metropolitane (già sotto stress, in quanto hub di transito di molti rifugiati) avranno uno “sconto”: 2/3 posti ogni mille abitanti.

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