mercoledì, 26 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Arriva il caldo e il gusto
se ne va in vacanza
Pubblicato il 13-07-2017


gazpachoCon queste giornate lacerate dalla calura – anche i golosi più irriducibili accusano segni di inappetenza e desiderio soprattutto di bevande fresche. La colpa è per l’appunto del caldo equatoriale – così draconiano che sembra di albergare dentro un forno a microonde. Eppure, nonostante afa, caldo senza fine e zanzare con licenza di pungere – esistono tanti piatti freschi capaci di “rianimare” l’oramai collassato appetito…

C’è davvero qualcuno che con questo “bollore” ha voglia di pranzare? Chi mai a causa di questa canicola da girone dantesco ha il desiderio di addentare un sandwich, una polpetta, un ovetto o qualcos’altro di commestibile? Normale che sotto le sferzate dispotiche di un caldo a dir poco eccezionale – la fame faccia anch’essa le valigie e se ne vada in villeggiatura alla ricerca di un quid di refrigerio! Nondimeno, anche se le temperature sono risolutamente laviche e l’umidità ha raggiunto picchi tropicali – piatti “idonei” per la stagione non ne mancano. E, strano a dirsi, non sono nemmeno preparazioni così complicate da realizzare, per l’appunto alla portata di tutti!

Va però precisato che la calura è differente rispetto a quella che un tempo ci avvolgeva con meno “cattiveria” – tanto per esser chiari. Anni addietro la fase “clou” del caldo era da metà luglio sino a Ferragosto (circa), in pratica, due-tre settimane dedicate completamente all’arsura. Un periodo più limitato del presente, anche se rispetto ad una volta possediamo un alleato strategico: il santificato climatizzatore! Per i restanti giorni dominava per lo più un cociore abbastanza secco, dove il solleone la faceva senz’altro da padrone, ma quantomeno il tasso di umidità era più “umano”.

Ma restiamo a tema, ossia all’appetito messo in ginocchio dalla canicola estiva. Il primo consiglio è metter da parte i piatti più pesanti (a lunga cottura, per capirci), e dedicarsi altresì a una gastronomia leggera e pimpante. Del resto, chi l’ha detto che cottura veloce e condimenti morigerati non elargiscano soddisfazione? Via libera, dunque, a una cucina meno gravosa ma premiante, ad esempio, per la vista. Si pensi alle svariate insalate e insalatone “pigmentate”, che durante la riarsa estate possono non poco appagare – grazie alla trofica presenza di verdura, frutta ed erbette splendidamente colorate.

E le suddette preparazioni offrono in più la possibilità di sprigionare quella creatività che troppo spesso teniamo ingiustamente soffocata. Molte le prelibatezze da realizzare, dicevamo. Si pensi alla pasta o al riso freddo, all’intramontabile panzanella – piatto “umile” ma stuzzicante, alla mozzarella e pomodoro con “pennellata” finale di origano e ancora… al melone abbinato al prosciutto crudo, alla pappa al pomodoro, al cous cous freddo e alle verdure di ogni tipo, che dopo una celere cottura possono essere condite con un trito di aglio, prezzemolo e olio extravergine d’oliva e assaggiate a temperatura ambiente. In ogni caso, persino le pietanze che d’abitudine gustiamo d’inverno (in primis le zuppe e le vellutate) diventano ottime quando la colonnina svetta verso l’alto, basta, infatti, farle raffreddare un pochino. Ragion per cui anche una briosa “soupe” di verdure (servita però tiepida) diventa una portata ideale per le serate afose, quando l’umidità non dà cenno di tregua. E poi si sa, ortaggi e fibra sono una panacea vincolante per il nostro organismo!

Un’altra portata meritevole di attenzione è lo spagnolo “gazpacho” – che altro non è che una preparazione di ortaggi (specie pomodori, peperoni e cetrioli) da mangiare fredda, in qualche caso con la sibillina complicità di un cubetto di ghiaccio per deliziare ulteriormente il tutto. Quanto scritto è solo un esempio, una sorta di riassunto sintetico per testimoniare che il gusto non va mai in ferie, anzi, ci mancherebbe. L’importante è comprendere che seppur arroventati da un clima implacabile e da un’afa ferina è importante mangiare in modo equilibrato e diversificato. E “una tantum” ci può stare un pasto a “solo” gelato, o dove la protagonista è una rinfrescante granatina, a patto che sia di rado, poiché sono prodotti salubri, realizzati con perizia ma non possono sostituire ogni giorno il fondamentale pasto completo.

Altra cosa da evitare sono gli alimenti troppo freddi, specie quando si è accaldati. Insomma, la moderazione e la saggezza valgono a San Silvestro come a Ferragosto! A parte questo, ci sono i cosiddetti “must” della cucina, che si gustano in ogni occasione, a prescindere dal clima. Prendete la pizza – tanto per fare un esempio fulmineo: buona, fragrante, irresistibile e succulenta come pochi altre ricette – si presta benissimo a essere apprezzata tutto l’anno. E anche la pasta, perché no! Una porzione di spaghetti pomodoro e basilico cucinati al dente sono per certo una squisitezza che seppur “calda” va più che bene anche d’estate!

In chiusura deliziatevi con il cibo che più amate ma senza esagerare, vale a dire strizzando l’occhiolino alla moderazione e a ciò che i nutrizionisti consigliano; comunque, se il caldo bestiale cerca di fare lo sgambetto all’acquolina siate oculati e optate per una cucina “light” ricca di sapori, di profumi e di colori.

Stefano Buso

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