venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IL COLLE HA FIRMATO
Pubblicato il 13-07-2017


mattarella 4È l’Ufficio Stampa del Quirinale a darne notizia: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge per l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. La firma è arrivata dopo l’incalzante richiamo del deputato forzista Renato Brunetta che aveva fatto notare ieri come fossero già due anni che il Paese aspettasse una commissione per fare luce sulle condotte del passato che hanno portato ai recenti dissesti degli istituti finanziari. Dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, passeranno altri 15 giorni per l’entrata in vigore del provvedimento. A quel punto i presidenti di Camera e Senato nomineranno i venti senatori e venti deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi, che faranno parte della commissione bicamerale.
“Lo dico in chiaro: se fosse stato assunto alla fine della scorsa legislatura il provvedimento sulle banche avrebbe avuto ben altra forza. L’Italia è arrivata in ritardo. La norma si giustifica con la protezione dei risparmiatori e con la volontà di mantenere aperto un canale di credito per le imprese”, ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini, commentando il provvedimento sulle Banche oggi alla Camera. Nencini prosegue: “Ma a una condizione: che la Commissione d’Inchiesta si dia un tempo limite certo per concludere i lavori e approfondisca davvero genesi e responsabilità del dissesto. Abbiamo proposto la commissione d’inchiesta per primi più di un anno fa. Ora basta traccheggiare”, ha concluso.
Ottimista invece Brunetta che subito dopo l’ok del Colle il Capogruppo alla Camera di Forza Italia ha affermato: “Tutto e bene quel che finisce bene. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiani può partire da subito”.
“Chiedo alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e al presidente del Senato, Pietro Grasso – ha aggiunto Brunetta – di avviare subito il processo di designazione dei membri da parte dei gruppi parlamentari, in maniera tale che la Commissione possa insediarsi prima della pausa estiva, in modo da cominciare a lavorare già dal mese di agosto, e poi nei mesi che ci separano da qui alla scadenza naturale della legislatura”.
“Cinque, sei mesi di lavoro possono contribuire a far chiarezza e a dare agli italiani tutte le indicazioni in merito alle responsabilità dei disastri che si sono succeduti in questi anni sul sistema bancario italiano. Vogliamo trasparenza, verità e giustizia”, ha concluso. La Commissione sarà composta da 40 parlamentari, 20 deputati e 20 senatori, nominati dai presidenti delle Camere. Di fatto saranno i singoli partiti a indicare, entro 7 giorni, i propri commissari, rispettando il vincolo che impone la legge di istituzione della Commissione: i commissari dovranno dichiarare di non aver ricoperto incarichi di amministrazione e controllo negli istituti oggetto dell’inchiesta. La prima incombenza sarà indicare il presidente e proprio la Presidenza della Commissione è stata richiesta a gran voce dal M5S che riprende le parole di Brunetta: “Il capogruppo Fi a Montecitorio, Renato Brunetta, afferma che ‘in un Paese normale le commissioni d’inchiesta parlamentare vengono affidate alle opposizioni’. Siccome noi non siamo un Paese normale, la presidenza se la prenderà il Partito democratico. Questa è la storia di questa legislatura, questa è la storia di questo partito, sedicente democratico. E questa sarà anche la storia della Commissione d’inchiesta sulle Banche”. “Ora che il capo dello Stato ha firmato il testo per l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, il M5s chiede ai presidenti delle Camere di convocare immediatamente un ufficio di presidenza per la nomina dei 40 membri dell’organismo bicamerale”. Lo dicono i parlamentari M5s.“In ragione della nostra forza parlamentare e della nostra totale distanza da qualsivoglia scandalo bancario,chiediamo naturalmente la presidenza della commissione Il tempo stringe e i cittadini hanno diritto a un barlume di chiarezza e di verità”. Anche da Sinistra italiana arriva la richiesta della presidenza della Commissione per l’opposizione. Dopo il via libera del Quirinale al nuovo organismo, osserva Giovanni Paglia della commissione Finanze di Montecitorio, “è fondamentale che entro luglio sia messo nelle condizioni di lavorare. Non ci aspettiamo un impegno rituale, ma un lavoro focalizzato sugli scandali di questi mesi: le due venete, Mps, Etruria, Carife, Chieti e Marche”. Secondo il parlamentare “la maggioranza farà di tutto per perdere tempo su questioni irrilevanti” e per questo motivo il gruppo “chiede da subito con forza che la presidenza sia affidata all’opposizione”.
I punti su cui dovrà indagare la Commissione sono molto ampi: dalla verifica della gestione degli istituti in crisi o finiti sotto l’ombrello pubblico, come Mps e probabilmente le due venete. Ma si indagherà anche sulle banche finite in risoluzione, come le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Fronte caldissimo, quest’ultimo, visto che le opposizioni vogliono andare all’attacco della sottosegretaria Pd Maria Elena Boschi per la vicenda di Banca Etruria. Inoltre la Commissione potrà indagare su modalità e strumenti adottati dagli istituti per la raccolta, con particolare attenzione alla “correttezza” della vendita di prodotti alla clientela retail, soprattutto di obbligazioni, ma anche sui modelli di gestione e sui criteri adottati per la remunerazione dei manager.

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