giovedì, 20 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

PAGARE IL CONTO
Pubblicato il 12-07-2017


banca-pop-vicenza-veneto-banca

“La situazione delle banche venete mette in luce soprattutto la debolezza della classe dirigente che per decenni le ha condotte. Una classe dirigente superficiale, spesso sfacciata, che ha guidato gli istituti di credito sotto esame in maniera scellerata e senza alcuna prudenza. Questi soggetti devono pagare il conto dei danni che hanno causato ai cittadini e all’intero territorio del Veneto”. È quanto ha affermato il deputato del Psi Oreste Pastorelli nel corso delle dichiarazioni di voto sul Decreto Banche Venete.

“Adesso, però, è il momento dell’emergenza – ha detto ancora il parlamentare socialista – ed è necessario che i conti delle famiglie vengano messi in sicurezza. Accogliamo con favore, dunque, la decisione del Governo di intervenire con un decreto legge. Siamo consapevoli dei dubbi espressi dai cittadini riguardo alla grossa spesa che lo Stato dovrà sostenere. Allo stesso tempo, però, c’è da sottolineare come l’unico modo per salvare i dipendenti, i correntisti ed i piccoli azionisti sia attraverso un’azione decisa delle Istituzioni. La componente Psi vota dunque la fiducia al Governo”.

La Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto. I voti a favore sono stati 318, quelli contrari 178. Dopo il voto si è passati agli ordini del giorno, procedura rallentata dall’ostruzionismo dei 5 Stelle che ne hanno presentati più di ottanta e verranno tutti illustrati. Il che significa che il voto finale potrebbe slittare. Forse anche a giovedì. Tra gli ordini giorno approvati anche quello dei socialisti, presentato sempre da Oreste Pastorelli, per sollecitare iniziative volte a fare chiarezza sulle condotte dei manager delle banche in difficoltà. L’ordine del giorno impegna il Governo “a valutare l’opportunità di prevedere, anche con l’introduzione di specifici provvedimenti legislativi, norme atte ad introdurre nel nostro ordinamento fattispecie che possano individuare e circoscrivere le responsabilità di coloro che si trovano ai vertici delle banche al fine di tutelare i risparmiatori”.

Diviso il voto degli ex Pd. Lo evidenzia in un tweet Roberto Giachetti (Pd), vicepresidente della Camera. “Se state insieme ci sarà un perché” ha detto Giachetti sottolineando i numeri dei voti degli esponenti della sinistra sulla fiducia posta dal governo. E ironizza: “Sempre compatti; contrari 13(SI), favorevoli 17(MDP), non voto 22(MDP)”.

Decreto senza modifiche
Il decreto che costruisce la cornice per l’intervento di Banca Intesa e del governo per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza è sostanzialmente invariato rispetto a quello varato dal Consiglio dei ministri il 25 giugno.

Evitato il bail-in
Il provvedimento consente la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, garantendo la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio. Le principali misure consistono nella vendita di parte delle attività delle due banche a Intesa Sanpaolo, con il trasferimento del relativo personale. Per garantire la continuità dell’accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese e per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, il decreto legge dispone una iniezione di liquidità pubblica pari a circa 4,8 miliardi di euro. A questa somma cui si aggiungono circa 400 milioni, quale eventuale costo da sostenere per le garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. In questo caso le norme europee hanno consentito, con il via libera della Commissione europea, il ricorso agli aiuti pubblici per facilitare la liquidazione dei due istituti, evitando così le procedure di risoluzione (bail-in).

Risarciti i creditori
Per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio è previsto un meccanismo di risarcimento analogo a quello stabilito per le quattro banche in risoluzione. Il rimborso forfettario (l’80% dal Fondo interbancario di tutela dei depositanti, il 20% da un contributo di banca Intesa) vale per i titoli sottoscritti o acquistati entro il 12 giugno 2014, nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con le banche emittenti. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro il 30 settembre.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento