venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche venete. I lavoratori i primi a pagare
Pubblicato il 14-07-2017


venetobancaNelle ex Banche Venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), i primi a pagare sono i lavoratori. I sindacati hanno già firmato il protocollo d’intesa per l’integrazione delle due banche nella banca Intesa San Paolo. Il perimetro di applicazione del Protocollo si attiene a quanto previsto dal Decreto governativo e non può essere variato dalla Due Diligence in corso: Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Nuova, Banca Apulia, SEC e Servizi Bancari.

La riduzione del personale con attivazione di esodo volontario attraverso il Fondo di Solidarietà è prevista senza incentivazione. Il perimetro delle ex Banche interesserà i lavoratori, con esclusione dei dirigenti, che maturano il requisito pensionistico al 31 dicembre 2024; la richiesta dovrà pervenire entro il 18 settembre 2017, con uscite comprese fra il 30 settembre 2017 ed il 31 dicembre 2017.

Solo dopo la verifica per il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione per le ex Banche si aprirà il confronto sulle modalità di adesione all’esodo per il personale già dipendente Intesa Sanpaolo; saranno ricompresi i lavoratori, inclusi i dirigenti, che maturano il requisito al 31 dicembre 2022. A decorrere dal 1 luglio 2017 è superata tutta la contrattazione aziendale nelle aziende del perimetro acquisito. Sono conservati in via transitoria i trattamenti di welfare relativi a previdenza complementare, assistenza sanitaria, buoni pasto, condizioni agevolate, assegni per figli portatori di handicap ed i trattamenti individuali /collettivi già percepiti al 30 giugno 2017.

Le giornate di solidarietà previste in Veneto Banca e Banca Apulia non devono più essere fruite obbligatoriamente, salvo la volontarietà del lavoratore. In caso di mancata conversione in legge del Decreto le previsioni dell’accordo firmato saranno nulle.
Il documento d’intesa è stato firmato dai rappresentanti di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin-Sinfub ed Ugl con la Banca Intesa San Paolo anche in qualità di capogruppo.

Per i sindacati si tratterebbe di uno dei più importanti accordi realizzati nel settore perché, come spiega Mauro Bossola, segretario generale aggiunto della Fabi: “abbiamo evitato i licenziamenti e messo in sicurezza lavoratori che fino a ieri vedevano duramente compromessa la propria stabilità lavorativa, ottenendo a loro favore garanzie sulle uscite volontarie e anche sulla contrattazione di secondo livello, senza nulla togliere ai dipendenti del gruppo Intesa Sanpaolo”.

Forte il messaggio rivolto alla classe politica lanciato da Mauro Incletolli della segreteria nazionale della Fist-Cisl: “Ora ci attendiamo che, con la stessa rapidità dimostrata dal sindacato, anche la politica faccia la sua parte completando l’iter di conversione del decreto da parte del Senato”.

Per il segretario generale della Uilca, Massimo Masi: “E’ un accordo importante che rappresenta un tassello decisivo dell’intera operazione di salvataggio che anticipa le decisioni della politica in merito alla conversione del decreto in legge”.

Giuliano Calcagni, segretario nazionale della Fisac.Cgil, ma anche dipendente della Banca Intesa San Paolo, fa notare: “Il senso di responsabilità del sindacato che in 15 giorni ha chiuso con totale unità e in maniera efficiente un accordo che vuole essere anche un monito alla politica. A questo punto chiediamo però chiarezza e trasparenza e ribadiamo la necessità di fare pulizia tra i dirigenti delle banche venete: su questo misureremo lo spessore etico dei dirigenti di Intesa”.

La firma del protocollo d’intesa sembra una forzatura dei sindacati all’iter parlamentare. I sindacati, diventati improvvisamente efficientisti, osano bacchettare i parlamentari invitandoli ad essere, in questo caso, altrettanto efficientisti in Parlamento.

L’accordo, in realtà riguarda tutti i dipendenti del gruppo Intesa San Paolo come indicato nella premessa e poi meglio specificato dai punti 4 e 5 dell’accordo. Dei quattromila dipendenti da esodare, almeno mille dovranno provenire dai dipendenti delle Banche venete assorbite.

L’impianto del protocollo sottoscritto tra le parti per l’esodamento del personale, sostanzialmente tiene conto dei principi canonici applicati per il settore del credito: base di volontarietà ed età prossima al pensionamento. E’ venuta meno l’incentivazione nonostante lo speciale stanziamento di fondi statali.

Salvatore Rondello

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