domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Banche venete: per i manager sanzioni più severe
Pubblicato il 26-07-2017


DEF-Padoan-SenatoDopo l’approvazione del decreto per banche venete la commissione Finanze del Senato ha dato l’ok a diversi ordini del giorno. Tra questi uno impegna il governo a favorire “l’adozione tempestiva di una normativa sulla responsabilità degli  amministratori delle banche fallite, con particolare riguardo alle responsabilità dei vertici aziendali”. La nuova normativa – secondo l’odg a firma Franco Carraro (Fi), Gianluca Rossi (Pd) e Paolo Tosato (Ln-Aut) – dovrà prevedere da un lato “un inasprimento delle pene per coloro che verranno ritenuti colpevoli dei reati ascritti” e dall’altro “il riconoscimento di particolari condizioni nelle quali si sono svolte in specifiche situazioni le responsabilità affidate agli amministratori nell’ottica della continuità aziendale”. Un altro impegno sarà quello di valutare l’adozione di misure che garantiscano “un equo trattamento di ristoro a tutti gli investitori coinvolti e penalizzati da comportamenti illeciti nella gestione delle banche e che hanno causato le crisi del sistema bancario susseguitesi negli ultimi due anni”.

Lo stesso ordine del giorno approvato dalla commissione Finanze del Senato al dl Banche venete impegna poi il governo a valutare “l’opportunità di prevedere misure finalizzate a tutelare i piccoli risparmiatori che hanno investito a seguito di operazioni di collocamento e di esecuzione degli ordini di vendita di azioni messe in atto nei loro confronti, con scarsa trasparenza e senza le necessarie informazioni sul grado di rischio degli istituti”.

Il via libera della commissione al dl Banche venete è arrivato anche grazie alle assenze dei senatori Bartolomeno Pepe (Gal) ed Eva Longo (Ala), mentre la senatrice Maria Cecilia Guerra (Mdp), confermando l’intenzione già circolata ieri, ha votato contro il mandato al relatore. “Anche i piccoli azionisti possono – ha detto il ministro dell’Economia, Pier  Carlo Padoan, rispondendo al question time alla Camera – essere considerati vittime di comportamenti illeciti, ma gli effetti delle loro scelte e i comportamenti impropri degli  amministratori non possono gravare sulle tasche di tutti gli altri contribuenti”. “Chi compra azioni di una società, sia pure di una banca, – ha spiegato parlando – assume un rischio elevato, che contempla la possibilità di perdere interamente l’investimento. Compensare con un intervento a carico della collettività coloro che hanno assunto questo rischio vorrebbe dire far pagare anche ai contribuenti che non sono in grado di effettuare alcun risparmio né investimento le scelte di altri  contribuenti che hanno disposto di rendite e patrimoni più consistenti”.

E riferendosi alle responsabilità degli amministratori ha aggiunto: “Ho già espresso con chiarezza il mio convinto sostegno affinché al danno provocato corrispondano sanzioni severe e adeguate alla responsabilità degli amministratori colpevoli del dissesto, strumenti sanzionatori severi sono peraltro già previsti dal nostro ordinamento, e il mio auspicio è che la magistratura e le autorità di vigilanza li applichino nel modo più rigoroso e severo possibile”.

“Per quanto riguarda il meccanismo di ristoro, la liquidazione delle banche venete è stata accompagnata da un rilevante supporto pubblico, proprio per limitare i danni alla comunità della Regione interessata dal dissesto”, ha aggiunto, “l’intervento del governo ha evitato che da un giorno all’altro migliaia di lavoratori rimanessero senza occupazione, ha consentito ai correntisti di non subire alcun danno, ha fatto salvi i diritti dei risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni ordinarie” e “si prevede che l’eventuale fuoriuscita di personale avvenga esclusivamente su base volontaria”. Inoltre, ha aggiunto, “abbiamo concordato con le autorità europee la possibilità di ristorare i clienti che sono stati indotti ad acquistare obbligazioni subordinate attraverso pratiche improprie, in quanto quei titoli presentano caratteristiche di rischio non adeguate al profilo dei risparmiatori stessi”.

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