venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Brexit. Parte la seconda fase del divorzio con l’Europa
Pubblicato il 17-07-2017


barnier-davis-1003239Londra si prepara alla fase cruciale della separazione con L’Unione europea, con il secondo round che è cominciato stamani nella sede della Commissione europea tra il capo negoziato europeo, Michel Barnier, ed il ministro britannico, David Davis. Mentre l’industria britannica e la City cercano di esercitare la massima pressione sulla premier Theresa May affinché si pieghi alla necessità di una Brexit diversa dal modello ‘hard’ propugnato, a Bruxelles si è sempre più preoccupati per la debolezza del governo britannico.  Già nel week end è stata ufficializzata dalla stessa May la tempesta politica che la premier intende domare al più presto, già domani, ma che getta ulteriori ombre sulle trattative tra il Regno e l’Unione. “Credo che per tanti versi sarebbe utile che i miei colleghi, che tutti noi ci concentrassimo sul lavoro da fare. Questo governo deve tener conto di un orologio che scandisce tempi stretti per i negoziati sulla Brexit”, ha commentato ieri il ministro delle Finanze Philip Hammond accusato di complottare per far saltare del tutto la Brexit.
Le delegazioni Ue e britannica lavoreranno in vari formati e livelli fino a giovedì, quando è prevista una conferenza stampa di Barnier e Davis per fare il punto sulle discussioni. Davis è sembrato molto preoccupato del rischio di perdere tempo, visto che mancano 15 mesi alla data limite per raggiungere un accordo se si vuole chiudere la partita di Brexit in due anni (per andare oltre marzo 2019 occorre un voto unanime dei Ventisette). “Per noi è assolutamente decisivo fare adesso dei progressi”. L’obiettivo è chiaro: se in autunno, presumibilmente a settembre, dopo il terzo ‘round’ negoziale di agosto, l’Unione europea giudicherà che sono stati compiuti “progressi sufficienti” sui tre punti chiave del negoziato, allora si comincerà a discutere delle future relazioni tra Ue e Regno Unito. In caso contrario tutto si paralizza. I tre punti chiave sono diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito (3,2 milioni) e dei britannici che vivono nella Ue (1,2 milioni), obblighi finanziari e frontiere esterne, in particolare quella tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord.
Nel frattempo una fonte Ue riferisce alla Reuters che l’Unione europea e la Gran Bretagna hanno in programma di presentare una proposta congiunta per rivedere i termini della loro adesione all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) a settembre o ottobre. Le due parti, ha aggiunto la fonte europea, stanno anche discutendo di condividere le loro responsabilità nelle cause commerciali fra le quali quella al Wto su Airbus, caso che oppone la Ue agli Usa da lungo tempo.
Ma il punto di scontro cruciale resta tra le due parti comunque il tema della Corte di Giustizia Ue, che Londra non vuole riconoscere come parte a ‘difesa’ degli interessi dell’Unione nell’interpretazione dell’accordo per Brexit a tutela degli interessi dei cittadini e delle istituzioni Ue.

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