sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Contrada innocente, stato italiano colpevole
Pubblicato il 10-07-2017


Ci son voluti venticinque anni per concludere l’odissea giudiziaria di Bruno Contrada accusato e condanato per concorso esterno in associazione mafiosa. Bruno Contrada, ex dirigente della polizia di stato, numero tre del Sisde, capo della mobile di Palermo, nonché capo della sezione siciliana della Criminalpol, é stato arrestato la vigilia di Natale del 1992, accusato di essere esponente di quella zona grigia tra Stato e mafia, dopo i delitti Falcone e soprattutto Borsellino, quest’ultimo intento a indagare proprio sula materia. Contrada si é subito dichiarato innocente. I processi non si contano e nel 2007 Contrada é stato definitivamente condannato a dieci anni di prigione. Nel 2011 e nel 2012 é stata respinta l’istanza di revisione del processo e Contrada é rimasto in carcere fino al 2012. Il 13 aprile del 2015, dopo che l’anno prima la stessa Corte aveva condannato lo stato italiano perché, nonostante le sue condizioni di salute, non aveva concesso a Contrada gli arresti domiciliari, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo stato italiano per avere applicato retroattivamente una legge (verrà fatto anche per Berlusconi). In seguito alla condanna dello stato italiano é iniziato l’iter per la revisione del processo ancora negata il 18 novembre del 2015. Poi gli avvocati di Contrada hanno presentato due domande di revoca della condanna, per due volte respinta dalle Corte d’appello e definitivamente accolta dalla Cassazione solo pochi giorni fa. E questa persecuzione che dura da 25 anni e che ha tolto la voglia di vivere a un uomo che ha adesso 86 anni la chiamano giustizia. Vergogna.

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