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Opinioni e commenti
 

Coro di Ratisbona. Violenze per 547 bambini
Pubblicato il 18-07-2017


coro bambiniEsplode lo scandalo dei maltrattamenti e degli abusi sessuali che subiti da centinaia di ragazzi del coro cattolico del Duomo di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto dal fratello del Papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger. Da un rapporto emerge che furono almeno 547 i bambini vittime per decenni di soprusi e violenze all’ombra della cattedrale della città bavarese e per 67 di loro ci furono abusi sessuali. A fornire questi numeri è stato l’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sullo scandalo, nel documento finale in cui indica che, tra il 1945 e l’inizio degli anni ’90, 500 bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe.

L’indagine ha permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perché i reati sono prescritti. Nel precedente rapporto del gennaio 2016 Weber aveva riferito solo di 231 casi di abusi e maltrattamenti, con stupri, percosse e privazione del cibo. Nel rapporto si critica anche “la cultura del silenzio” che ha portato le gerarchie ecclesiastiche a tacere per decenni pur di difendere il buon nome della prestigiosa istituzione. Un primo scandalo risaliva agli anni ’60 ma l’estensione del fenomeno era iniziata ad affiorare solo nel 2000, con nuove testimonianze di ex alunni che hanno fatto seguito alle rivelazioni sugli abusi sessuali da parte di due sacerdoti al collegio berlinese dei gesuiti “Canisius Kolleg”. I famosi “Regensburger Domspatzen”, i “passeri” del Duomo di Ratisbona fondati mille anni fa, tra il 1964 e il 1993 furono diretti da Georg Ratzinger, fratello del Papa emerito, che gia’ nel 2010 si era scusato con le vittime: “Se fossi stato a conoscenza dell’eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa”, ha assicurato. Nella conferenza stampa, però, Weebr lo ha accusato di aver “chiuso gli occhi e di non aver preso misure” per fermare quello che ha descritto come “un sistema della paura”.

Dal racconto delle vittime, a cui sarà fornito un indennizzo fino di 20.000 euro a testa, è emerso che vissero quegli anni “come l’inferno e come un campo di concentramento”. “Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della loro vita, caratterizzato da paura e violenza”, riferisce il rapporto. Per gli abusi due religiosi erano già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex insegnante di religione e vicedirettore dell’omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.

Redazione Avanti!

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