venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Coup de théâtre, banche “truffate” dagli azionisti
Pubblicato il 11-07-2017


Non è facile riconoscere i propri errori, ma io lo debbo fare assolutamente, e con il capo cosparso di cenere mi presento al cospetto delle banche e dei banchieri per chiedere perdono.

La mia ostinazione nel ritenere che fossero loro i “truffatori” era fuori luogo, e fuori posto, perché in realtà sono coloro che ritenevo le vittime ad approfittarsi di queste povere “bestie” di banchieri. Loro, i banchieri, pascolavano serenamente nella praterie dei risparmi che gli erano stati messi a disposizione dai clienti, i quali – in realtà – volevano trarli in inganno con bilanci taroccati e preventivi falsi per farsi finanziare gli immobili al doppio di quanto effettivamente venivano pagati.

E le “azioni” delle banche sono sempre state vendute a prezzi più che onesti, il gioco al rialzo lo hanno sempre fatto i clienti/risparmiatori per accaparrarsi i titoli degli istituti di credito sotto casa – e vantare al Bar che ne erano diventati proprietari. Una ostentazione di ricchezza che hanno pagato a caro prezzo i correntisti, quasi si fossero dimenticati dei sacrifici che avevano fatto per accantonare i proventi – spesso del duro lavoro “nero”.

I banchieri hanno subito quasi l’aggressione di un intero popolo di risparmiatori entusiasta, che già alle primi luci dell’alba aspettava fuori della filiale per sottoscrivere azioni, obbligazioni, insomma, – quello che c’era -, e non voleva sapere neanche il prezzo pur di ottenere il privilegio di possederne un numero rilevante.

Ma nessuno di loro era disposto ad ascoltare le parole disinteressate dei direttori delle rispettive filiali che invece raccomandavano prudenza, e qualcuno addirittura suggeriva di non comperarle nemmeno – le azioni. E lo facevano consapevoli di rischiare il proprio posto di lavoro. Molti funzionari di sportello erano dei Santi, altro che approfittatori, sono i clienti che parevano invasati, un po’ come era successo ad un politico qualche tempo prima – che esultando con un amico aveva detto “finalmente abbiamo una banca”!

É la mania di grandezza del nostro popolo di risparmiatori che si è eutanasiato, altro che responsabilità dei banchieri, i quali, invece, hanno addirittura perso la voce per gridare al vento di non acquistare così tante azioni, e perfino raccomandavano di essere parsimoniosi e prudenti. Ma loro, i lavoratori, per troppo tempo avevano messo i soldi sotto il materasso, ed erano pure rimasti dietro una pressa, o a mungere le mucche. Ora, diventati “azionisti” non potevano certo resistere alla tentazione di darsi del tu col “collega” banchiere.

Accidenti, da mugnaio a finanziere, chi lo avrebbe mai detto! La storia che raccontiamo è vera, altrimenti non si spiega per quale motivo i novelli banchieri – peraltro in molti casi senza più banca e risparmi – non hanno mai reagito nei confronti di quel sistema bancario che qualche volta accusavano a bassa voce di averli truffati… tutte balle. Si, tutte balle, perché se fosse successo davvero che i banchieri cicala si stessero arricchendo a spese dei risparmiatori formica, questi ultimi avrebbero dovuto protestare vivacemente direttamente contro i direttori “incantatori”.

Invece, dopo lo schianto del sistema bancario italiano li hanno giustificati, promossi, e pagato a peso d’oro le buone uscite (dei banchieri). Mentre i novelli esaltati del gioco della speculazione azionaria, immaginando fosse la stessa cosa che far pascolare le pecore, si sono rovinati. Ma come si dice, un vero signore si vede al tavolo verde, forse è per questo che i risparmiatori hanno fatto, e fanno, finta di nulla!

Angelo Santoro

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