lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Enzo Bettiza
l’anticonformista
Pubblicato il 28-07-2017


enzo bettizaNon è piacevole iniziare un ricordo di un grande che ci ha lasciato con una polemica. Eppure è necessaria poiché il combinato disposto “ignoranza-antisocialismo” che caratterizza Repubblica non ha mancato dall’appalesarsi anche nel “coccodrillo” che disegna il profilo di Enzo Bettiza, il grande giornalista scomparso oggi a 90 anni. Ebbene nelle note biografiche del giornale on line non si fa menzione del fatto che fu europarlamentare del Psi, amico e ascoltato consigliere di Bettino Craxi.

Nel pezzo, non firmato, si parla unicamente del mandato di senatore per il Pli.

Non c’è di che stupirsi di tanta becera superficialità: non è la prima volta e non sarà certo l’ultima che, fintantoché sarà in vita l’ultranovantenne fondatore, a Repubblica si usa la cartavetro sui segmenti di storia italiana in cui c’entra il Psi. Le motivazioni sono fin troppo note ed è perfettamente inutile tornarci sopra.

A maggior ragione è giusto, sul nostro Avanti!, ricordare quella che fu, nell’avventurosa vita di Bettiza, esule dalmata profondo conoscitore e avversario del totalitarismo comunista, la più felice intuizione politica tale da provocare il divorzio con Indro Montanelli, con Bettiza cofondatore de Il Giornale.

Una suggestione che coltivò mediante un serrato e fecondo confronto con i socialisti, in particolare con Ugo Intini: l’incontro in Italia di due culture, quella socialista democratica e quella liberale finalizzato alla costruzione di un’area politica della sinistra riformista in tutto e per tutto distinta e alternativa al Pci.

Quella del Lib-Lab resta una prospettiva che pur stentando a crescere e affermarsi conserva in sé le potenzialità che possono costituire se non nel medio, probabilmente nel lungo periodo, un obiettivo e un approdo per quanti seguitano a immaginare e a sperare che si materializzi finalmente una sinistra depurata dalle troppe scorie e tossine di cui l’egemone cultura comunista nella sinistra italiana ha lasciato profonde tracce dure da sradicare.

Ovviamente Bettiza non è stato solo questo: splendido corrispondente da Vienna e Mosca, raffinato notista di politica estera, inimitabile narratore di fatti e personaggi, spietato analista dei tanti, troppi miti di paglia del novecento, ha rappresentato un modo efficace e coraggioso di praticare una disciplina che spesso riserva amarezze e disillusioni ma che costituisce la cifra della sua grandezza: l’anticonformismo, quello vero e sostanziale, da lui elevato, per forza e per amore, a regola di vita professionale.

Enzo Bettiza ci mancherà anche per questo.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Il modello Lib-Lab resta indubbiamente una “meta” importante, dal momento che sposerebbe due “pensieri” di indubbio rilievo nella storia del nostro Paese, ovvero quello liberale e quello socialista, ma stento a credere che possa svilupparsi all’interno di una sinistra dove sono attualmente egemoni ben altre culture politiche, e credo pertanto che occorrerebbe un’altra “incubatrice”, anche perché, se non ricordo male, il concetto Lib-Lab germogliò quando l’indirizzo riformista pareva destinato ad avere fortuna (poi arrivò invece la fine del vecchio PSI).

    Paolo B. 29.07.2017

  2. Il modello Lib-Lab resta indubbiamente una “meta” importante, dal momento che sposerebbe due “pensieri” di indubbio rilievo nella storia del nostro Paese, ovvero quello liberale e quello socialista, ma stento a credere che possa svilupparsi all’interno di una sinistra dove sono attualmente egemoni ben altre culture politiche, e credo pertanto che occorrerebbe un’altra “incubatrice”, anche perché, se non ricordo male, il concetto Lib-Lab germogliò quando l’indirizzo riformista pareva destinato ad avere fortuna (poi arrivò invece la fine del vecchio PSI).

    Paolo B. 29.07.2017

  3. Era un pò di tempo che non sentivo parlare di Enzo Bettiza, la sua morte mi ha colto impreparato,esprimo sentite Condoglianze alla Sua Famiglia.
    Seguendolo da quando collaborava con Montanelli, è stato per me un punto di riferimento per tante cose.
    Il conio Lib-Lab era più che appropriato a quel progetto Politico condiviso con Bettino Craxi che non prese purtroppo mai il decollo e a tanti come me provoca solo rimpianto.
    Ma Enzo Bettiza, a quelli della mia generazione aprì gli occhi e il cuore al dramma dei profughi dalmati, che l’allora P.C.I. con una propaganda feroce voleva far credere che erano tutti fascisti e come tali, dovevano essere ripudiati e respinti ai margini della Società Civile.

    Caro Emanuele, anche Scalfari è stato deputato del P.S.I., forse lo ha completamente dimenticato…tranne il vitalizio che percepisce per quel motivo.

    Ho già ricevuto la Tessera di questo anno. Un caro saluto!

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