martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Femminicidio: 4 casi in 24 ore. Serve svolta culturale
Pubblicato il 14-07-2017


femminicidioBari, Caserta, Siena, Roma. Quattro femminicidi in 24 ore. Nel capoluogo pugliese, una donna di 48 anni, Donatella De Bello, è stata assassinata nella sua casa e ad ucciderla, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, è stato il compagno 32enne, ora sottoposto a fermo per omicidio volontario. Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una violenta lite, confermata anche dal compagno della vittima, che però ha cercato di discolparsi affermando di aver cercato di calmare la donna, che aveva in mano il coltello con cui si sarebbe ferita. A Montepulciano, in provincia di Siena, è stata invece uccisa una donna 45enne di origine romena: l’omicida è suo marito, originario di Catania, che l’ha accoltellata nella casa dove lei svolgeva mansioni di badante.

Proprio stamattina la coppia, che ha un figlio di 9 anni, sarebbe dovuta comparire davanti al giudice per un’udienza nella causa di separazione. Il terzo delitto è avvenuto a Dragoni, nel Casertano, dove un 61enne ha sparato alla compagna di 49 anni nella piazza del paese: la donna, stando alle prime indagini, aveva deciso di interrompere la relazione. Il quarto femminicidio a Roma, dove un 79enne ha soffocato con una busta di plastica la moglie 81enne e si è poi suicidato lanciandosi dal balcone al quinto piano dell’edificio dove abitavano, zona Monteverde.

“In meno di 48 ore, 4 donne uccise e una in fin di vita per mano loro compagni. Uomini siate con noi per fermare questo orrore”, scrive su Twitter, la presidente della Camera, Laura Boldrini.

“Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che ormai non può essere più risolta soltanto dagli strumenti offerti dalla legge, che pure si sono rafforzati – denuncia Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil – ma non è e non può più essere solo un problema delle forze dell’ordine. È necessario oggi più che mai intervenire dal punto di vista culturale, agendo sia a livello scolastico sia per quel che riguarda l’educazione familiare. Serve una adeguata formazione di genere”. Una svolta culturale, sottolinea il sindacalista, “a partire dagli uomini, e poi attraverso un’educazione all’affettività che abbia nel rispetto dell’altro un punto cardine. Bisogna finanziare adeguatamente i servizi sociosanitari assistenziali per le donne e i centri antiviolenza. Bisogna anche favorire quei centri, che stanno finalmente prendendo piede, di supporto agli uomini violenti. Contestualmente, occorre investire in formazione ed organici per quel che riguarda le sezioni delle squadre mobili interessate da questa specifica tipologia di reati”. L’associazione ‘Differenza donna’, a sua volta, lancia l’allarme anche sull’aumento del numero di bambini e bambine rimasti orfani per femminicidio: al 2000 ad oggi sono stati 1.628, con 118 casi in più nel 2015 rispetto all’anno precedente. Chiediamo che al più presto – sottolinea l’associazione – venga approvata la legge” per “l’istituzione di un fondo per gli orfani di femminicidio” e “per l’indennizzo delle vittime di reati di genere”, il cui iter è fermo al Senato.

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