martedì, 11 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fincantieri-Stx: scontro Roma-Parigi
Pubblicato il 26-07-2017


fincantieriMacron sta aprendo una ingiustificata conflittualità con l’Italia. Ieri la furbata con l’accordo pacificatore tra i principali rivali della Libia raccogliendo i frutti di un lungo e tenace lavoro svolto dall’Italia. Oggi, riapre la questione del controllo di Fincantieri su Stx-France già concordata con Hollande.

Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha dichiarato di preferire soluzioni uguali, al 50 e 50 per Stx France, la società a monte dei cantieri Saint Nazaire attiva nella produzione di portaerei e navi da crociera. In cambio, Le Maire avrebbe prospettato all’Italia di accrescere la cooperazione in campo navale militare. Un’offerta che non riscuote consensi: Fincantieri ha rilevato lo scorso aprile il 66,67% di Stx France dagli azionisti sudcoreani, Stx Offshore&Shipbuilding finiti in amministrazione straordinaria, con un investimento di 79,5 milioni di euro.

L’amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, nel corso della presentazione agli analisti dei risultati del primo semestre che si è chiuso con un risultato positivo di 11 milioni, in aumento di 6 milioni rispetto al primo semestre 2016, ha dichiarato: “L’obiettivo dell’acquisizione di Stx è industriale e non politico. In questa operazione, abbiamo il pieno sostegno del nostro governo. Siamo fiduciosi che l’accordo sarà raggiunto. Siamo ancora nella fase di negoziazioni con lo Stato francese per la definizione della struttura della futura governance in Stx France con nuove posizioni dopo le elezioni in Francia”.

Parigi però avrebbe ancora la carta per rovesciare il tavolo: l’operazione era stata concertata con Parigi quando all’Eliseo c’era Francois Hollande. Entro sabato 29 luglio il governo targato Macron potrebbe tecnicamente esercitare la prelazione – con un costo economico altissimo – con cui nazionalizzare i cantieri Saint Nazaire.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, parlando a margine di una conferenza stampa ha affermato: “Non abbiamo nessuna intenzione di andare avanti se non ci sono le condizioni. E’ stato firmato un accordo dal precedente governo francese, che contiene alcune condizioni fondamentali per la realizzazione del progetto da parte di Fincantieri. Condizioni che sono conosciute anche all’attuale governo”. Per il ministro Calenda: “Questo è un buon test per capire se chi parla di europeismo e valori liberali poi li applica”.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan prende atto con rammarico dell’orientamento del governo francese ad esercitare il diritto di prelazione su STX. Il titolare del dicastero di Via XX Settembre in una nota si è così espresso: “L’attuale esecutivo francese ha deciso di cancellare accordi già presi sulla presenza di Fincantieri nella compagine sociale di STX. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ascoltare le esigenze del nuovo governo, ma non c’è nessun motivo per cui Fincantieri debba rinunciare alla maggioranza e al controllo della società francese”.

Nel frattempo il titolo della Fincantieri ha perso circa il 10% alla Borsa di Milano scendendo a 0,945 euro per azione.

Non si comprende nemmeno perché la Francia non ha posto nessun veto ai Sud coreani che già detenevano la quota di controllo di Stx. La Fincantieri ha acquisito direttamente dal Tribunale di Seul il 66,7% del pacchetto azionario della Stx-France che gestisce i cantieri francesi.

Con Hollande, l’assetto societario della stessa Stx prevedeva la maggioranza assoluta in mani italiane, fra Fincantieri e Fondazione CrTrieste. Macron lo ha messo in discussione ed ha chiesto di ridiscuterlo. Oggi, dopo le indiscrezioni e i rumors dei giorni scorsi, il ministro dell’economia, Bruno Le Maire, davanti alla Commissione degli affari economici del Senato, è venuto allo scoperto affermando: “Aspettiamo la risposta del governo italiano sulla proposta di un’azionariato diviso a metà fra Italia e Francia”. Poi ha aggiunto di sperare in una risposta positiva. In conclusione, in caso di esito negativo ha detto: “Tutto si deciderà entro la fine di questa settimana”.

La risposta del governo italiano non si è fatta attendere. Il Ministero dell’Economia e Finanza ha ricordato l’ampia disponibilità a modificare gli accordi già raggiunti al massimo livello e i due requisiti irrinunciabili per una nuova intesa: in mani italiane devono restare la maggioranza di Stx e il voto decisivo nel consiglio di amministrazione in caso di stallo. Requisiti intorno ai quali sono state delineate le modifiche da apportare agli accordi che però i francesi non hanno voluto accettare. A questo punto, a pochi giorni dalla scadenza del 29 luglio, termine ultimo per il governo francese (che ora detiene il 33,3% di Stx France) per esercitare il diritto di prelazione sul 66,67% acquistato da Fincantieri a Seul, la partita è tutta politica. Con gli italiani che vogliono la certezza di poter gestire sul piano industriale i cantieri e i francesi che vogliono salvaguardare la minoranza di blocco in Stx France. Sullo sfondo resta la partita industriale della più importante acquisizione italiana in Francia degli ultimi decenni, primo passo per la creazione di un grande polo europeo della cantieristica in grado di competere sullo scenario globale.

L’Italia non ha mai creato nessun problema alla Francia per i suoi investimenti in Italia. Dovrebbero ricordare i francesi l’acquisto della BNL da parte di BNP-Paribas, della Cassa di Risparmio di Parma attraverso il Credit Agricole, della catena di distribuzione GS oggi della francese Carrefour, della presenza del gruppo Bollorè in Telecom ed in Mediaset, etc…

Complessivamente gli investimenti francesi in Italia ammonterebbero a 37 miliardi di euro pari al 7% dell’intera capitalizzazione della Borsa italiana, mentre gli investimenti italiani in Francia non raggiungono 20 miliardi di euro e rappresentano soltanto lo 0,9% della capitalizzazione della Borsa francese.

Gli italiani hanno già subito le campagne napoleoniche in Italia del 1800. Ricordano anche il mancato rispetto dei francesi alla tregua da loro stessi chiesta nel 1849 durante la battaglia della Repubblica Romana. Con la creazione dell’Europa gli italiani mantengono buoni rapporti con tutti i popoli ed amano vivere in pace, ma non sono più disposti a subire violenze e dominazioni. Gli italiani si sentono europei e pensano a fare una grande Europa.

Non sappiamo ancora cosa vuol fare Macron che ha la desinenza in comune con Napoleon.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento