venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

AMBURGO BLINDATA
Pubblicato il 07-07-2017


g20Sarà ricordato per il primo, storico faccia-a-faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin il vertice del G20 di Amburgo. Ma intanto farla da padrone finora sono gli scontri che hanno messo a ferro e fuoco soprattutto il quartiere di Altona: solo tra i poliziotti si contano 159 feriti, almeno 100 tra i manifestanti. I dimostranti arrestati finora sono 45. Migliaia di black blooc hanno seminato caos e disordine. Il presidente americano e quello russo si incontreranno alle 15:45 a margine del summit, ma si sono già stretti le mani. “Non vedo l’ora di incontrare i leader del mondo, compreso Putin. C’è molto da discutere”, ha ‘twittato’ il presidente americano. E subito dopo il Cremlino ha fatto sapere che anche Putin “non vede l’ora di incontrarlo e ha molte cose da chiedergli”.

I temi in agenda non mancano, a cominciare dalle politiche commerciali. Putin, che ha parlato in una riunione dei leader dei Brics e ha già fatto sapere che la Russia è contraria al protezionismo e alle restrizioni finanziarie e intende metterlo in evidenza. “Ci opponiamo al protezionismo crescente nel mondo, al commercio illegittimo e alle restrizioni finanziarie di evidente origine politica: puntano a eliminare concorrenti, comportano la riduzione dei legami commerciali e provocano la perdita di fiducia tra gli attori della cooperazione economica, lacerando così il tessuto stesso dell’economia mondiale”. Dopo la photo opportunity, il vertice si è aperto con una prima sessione di lavoro che si è occupata di terrorismo, una successiva di crescita e commercio; nel pomeriggio invece i leader mondiali hanno all’ordine del giorno i cambiamenti climatici mentre sabato il focus sarà, tra l’altro, sull’immigrazione. “Siamo tutti consapevoli che abbiamo di fronte grandi sfide: possiamo trovare soluzioni solo se si accetteranno le idee degli altri e si troveranno dei compromessi”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel aprendo i lavori. “Milioni di persone sperano che il G20 possa risolvere i problemi del mondo. Rappresentiamo i due terzi della popolazione mondiale ed è importante lavorare bene”.

Il premier italiano Paolo Gentiloni ha sottolineato che “possono esserci visioni geopolitiche diverse tra noi ma abbiamo il dovere di essere uniti contro il terrorismo. Sulla scia della dichiarazione di Taormina è importante un messaggio del G20”. E sugli altri temi all’ordine del giorno ha aggiunto che c’e’ la “determinazione della maggioranza dei paesi del G20 a sostenere che gli impegni di Parigi sul clima vadano mantenuti, con grande rispetto per la posizione degli Usa” che invece hanno scelto di uscirne. Poi parlando della ripresa ha aggiunto che “non dobbiamo sprecare opportunità” si sta affacciando con il protezionismo. Infine il tema più caldo: l’immigrazione. “Sono dalla parte italiana. È normale ragionare sul fatto che non c’è una capacità illimitata di accoglienza. Stiamo ragionando, lo stiamo facendo con grandissima solidarietà che fa fatica a tradursi in fatti concreti”. E ancora: “Non ci possiamo rassegnare all’idea dell’accoglienza” dei migranti “in un Paese solo. Dopo di che, che la cosa si potesse superare a Tallinn mi sembrava improbabile”.

Tra l’altro i leader cercheranno di convincere Trump a far rientrare gli Usa nell’accordo di Parigi sul clima. “Credo sia possibile”, ha detto fiduciosa la premier britannica, Theresa May. “Non rinegozieremo l’accordo di Parigi che rimane in vigore. Ma vorrei che gli Usa cercassero un modo per rientrare. Credo che il messaggio che sarà dato è quello di sottolineare l’importanza che l’America possa rientrare nell’accordo, spero saremo capaci di fare in modo che ciò succeda”. Anche May e Trump si incontreranno per una bilaterale a margine del vertice.

Nel suo messaggio al G20 di Amburgo, indirizzato alla cancelliera Merkel, Papa Francesco ha rilevato una contraddizione già denunciata d Benedetto XVI in occasione del vertice di Londra del 2009: “I Paesi che partecipano al G20 rappresentano il 90% della produzione mondiale di beni e di servizi”, mentre sono assenti “coloro, Stati e persone, la cui voce ha meno forza sulla scena politica mondiale, precisamente quelli che soffrono di più gli effetti perniciosi delle crisi economiche per le quali hanno ben poca o nessuna responsabilità. Allo stesso tempo, questa grande maggioranza che in termini economici rappresenta solo il 10 % del totale, è quella parte dell’umanità che avrebbe il maggiore potenziale per contribuire al progresso di tutti”.

Sul fronte degli incidenti, per disperdere un sit-in che voleva bloccare il passaggio del convoglio di Trump sono stati usati gli idranti. Numerose auto sono andate bruciate. La situazione è così critica che la polizia di Amburgo ha chiesto rinforzi (al momento gli agenti impegnati sono circa 15 mila). Alcuni media hanno segnalato la presenza anche di un veicolo blindato dell’esercito nel quartiere di Altona ma la polizia ha precisato in un tweet di non aver affatto chiesto l’aiuto dei militari. Il capo della polizia di Amburgo, Ralf Martin Meyer, ha espresso al Guardian preoccupazione poiché la città potrebbe assistere “non tanto a sit-in di protesta ma ad attacchi di massa”. Ad Amburgo, ha aggiunto Meyer, sono arrivati anarchici scandinavi, svizzeri e italiani. Proprio a causa degli incidenti il programma della giornata per i partner dei leader è stato cambiato. Melania Trump, Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron, il marito del premier britannico Theresa May, Philip e la moglie del premier canadese Justin Trudeau, Sophie Gregoire, tra gli altri, dovevano partecipare a un tour organizzato dal marito della cancelliera tedesca Angela Merkel, Joachim Sauer. La first lady americana, rimasta bloccata nella residenza dove alloggia, ha espresso la sua solidarietà in un tweet: “Un pensiero a coloro che sono stati feriti nelle proteste di Amburgo. Spero che tutti stiano bene!”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il Mediterraneo come il mare delle grandi opportunità economiche. Non più il mare della morte, il mare delle migliaia di profughi annegati e dei trafficanti di uomini. Ma una fonte di opportunità e di crescita per i paesi che vi si affacciano. La sede del vertice non è certo casuale: Agrigento, nel cuore del mediterraneo. Ci crede il Ministro degli Esteri Angelino Alfano che proprio nella sua città affacciata sul mare africano, come scrisse Luigi Pirandello, ha organizzato il Forum. Ci crede il vicepremier del governo di riconciliazione libico Ahmed Omar Maitig, giunto in Sicilia con il suo Ministro dell’Economia, con rappresentanti delle istituzioni, della Camera di Commercio e con una delegazione di imprenditori. Da Agrigento, Italia e Libia si impegnano a riprendere il filo di un partenariato economico che ha origini lontane. E a potenziare gli investimenti italiani nel Paese nordafricano. Non a caso al vertice hanno partecipato colossi dell’economia italiana come Eni, Anas e Terna. “L’obiettivo è quello di stimolare il grande mercato del Mediterraneo all’integrazione, per rilanciarlo come hub economico globale”, ha dichiarato Alfano.

Lascia un commento