mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

G8. Gabrielli: “Polizia non tema legge su identificativi”
Pubblicato il 19-07-2017


g8_prima_manifestazione_2001_Come ogni luglio, da sedici anni, si torna a parlare del G8 di Genova e di quei fatti che sconvolsero l’Italia e l’opinione pubblica europea. “La nottata non è mai passata. A Genova morì un ragazzo. Ed era la prima volta dopo gli anni della notte della Repubblica che si tornava ad essere uccisi in piazza. A Genova, un’infinità di persone, incolpevoli, subirono violenze fisiche e psicologiche che hanno segnato le loro vite. E se tutto questo, ancora oggi, è motivo di dolore, rancore, diffidenza, beh, allora vuol dire che, in questi sedici anni, la riflessione non è stata sufficiente. Né è stato sufficiente chiedere scusa a posteriori. Dopo dieci anni e dopo le sentenze di condanna definitive per la Diaz e Bolzaneto”. Oggi a parlarne Franco Gabrielli, l’attuale capo della polizia, in una lunga intervista in apertura di prima pagina di Repubblica che parla anche dell’uomo che all’epoca ricopriva il suo incarico, Gianni De Gennaro, oggi presidente di Leonardo (l’ex Finmeccanica): “Se io fossi stato Gianni De Gennaro mi sarei dimesso, senza se e senza ma. Per restituire fiducia ai cittadini e non far sentire i poliziotti sacrificati ad assetti interni all’apparato. Le sue mancate dimissioni hanno imprigionato il dibattito politico in un’irricevibile rappresentazione per cui il Paese è diviso tra un partito della Polizia e uno dell’anti-polizia”. E Gabrielli aggiunge che “oggi la Polizia non deve avere paura degli identificativi, di una legge, buona o meno che sia, sulla tortura, dello scrutinio legittimo dell’opinione pubblica. Consegniamo quel G8 di Genova alla storia. Perché questo ci renderà tutti più liberi. E quando dico tutti, penso al Paese a alla Polizia che di questo Paese è figlia”.
A replicare quello che allora era il Ministro degli Interni, Claudio Scajola che afferma all’Ansa: “La mattina successiva alla fine del G8 di Genova, il capo della polizia Gianni De Gennaro venne da me e mi presentò le sue dimissioni. Io le rifiutai, convinto, allora come oggi, che in quei momenti, assai delicati per la tenuta del Paese, le dimissioni del capo della polizia sarebbero state destabilizzanti per le istituzioni”. E rimbecca anche Gabrielli: “Con il senno di poi è troppo facile fare analisi”.
Tuttavia a favore delle dichiarazioni dell’attuale Capo della Polizia anche Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil: “Il rispetto una istituzione civile, democratica e complessivamente sana come la Polizia di Stato lo ottiene non nascondendo la propria storia né, tantomeno, i propri errori”.
“Come sindacato di polizia della Cgil – aggiunge Tissone – possiamo rivendicare con orgoglio di aver sempre sostenuto quello che oggi afferma Gabrielli: il G8 di Genova fu una catastrofe come lo furono gli anni a venire, quando la politica e i nostri stessi vertici non contribuirono alla ricerca delle responsabilità sistemiche, lasciando ai processi penali – che ci sono stati e che hanno fatto il loro corso – e alle responsabilità dei singoli il peso di una storia che non è mai stata scritta fino in fondo, soprattutto sul versante del ruolo che la politica dell’epoca ebbe in quel frangente”.

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