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Opinioni e commenti
 

Gerusalemme. Co-mai: rispetto per i luoghi sacri
Pubblicato il 25-07-2017


metaldetector“Siamo profondamente addolorati e preoccupati per la catena di scontri, per i morti e, stando alle fonte mediche locali in contatto diretto con le Co-mai, gli oltre 500 feriti a Gerusalemme e in Cisgiordania”: così Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e Fondatore di CRISTIANINMOSCHEA, commenta la situazione drammatica in atto dopo la decisione del Governo Israeliano d’installare i metal detector all’ ingresso del terzo luogo sacro dell’Islam, la Moschea al-Aqsa di Gerusalemme (ad Amman, capitale della Giordania, inoltre, in una sparatoria nell’ ambasciata israeliana, scatenata da un giovane estremista giordano, sono rimasti uccisi due cittadini giordani, e un israeliano gravemente ferito).

Grazie a una telefonata tra il premier israeliano Netanyahu e il re di Giordania Abdallah, sembra ora .vicina un’ intesa che prevede, in parallelo, la rimozione dei metal detector dalla Spianata delle Moschee (ci saranno, però, telecamere di sorveglianza), e il ritorno in Israele dell’ agente di sicurezza coinvolto nell’ incidente di Amman).

I fatti di Gerusalemme han scatenato manifestazioni in tutti i Paesi arabi e nelle capitali europee, da parte di arabi e musulmani, a sostegno della Moschea, per difenderne l’ indipendenza e rivendicarne la dignità (Al-Aqsa rappresenta, infatti, un luogo di culto storico di grande importanza, non solo per i palestinesi, ma per tutto il mondo arabo e musulmano). “Non è con la provocazione e la limitazione dell’ingresso alla Moschea di al-Aqsa – prosegue Aodi – che si supera la guerra tra palestinesi e israeliani; anzi in questo modo si rallenta quel processo di pace tanto auspicato da tutti gli uomini e le donne di buona volontà, fatta esclusione degli estremisti e dei terroristi. I conflitti potranno allentarsi solo con una soluzione pacifica, che deve essere portata avanti dalla diplomazia internazionale, favorendo la costituzione di due Stati (E’ la formula “Un territorio, due Stati”: da decenni base ufficiale delle trattative israelo-palestinesi, sin dagli accordi di Oslo e di Washington del 1992- ’93, N.d.R.). Auspichiamo quindi che il Governo Israeliano faccia un passo indietro, decidendo d’ eliminare veramente i metal detector per far cessare le manifestazioni in Medio Oriente e in Europa da parte delle comunità palestinesi, arabe e musulmane.

Siamo con Papa Francesco, che condanna qualsiasi atto disumano che minacci la pace nel mondo (“Sento il bisogno di esprimere un accorato appello alla moderazione e al dialogo. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace”, ha detto il Pontefice a proposito di Gerusalemme, al termine dell’Angelus di domenica 23 luglio, N. d. R.).

“Stiamo correndo un grosso rischio”, conclude Aodi: quello d’ una mobilitazione PalestineseArabaMusulmana nel mondo per la liberazione e l’indipendenza di al-Aqsa, che potrebbe portare a una quarta intifada. Non possiamo rimanere passivi e ci appelliamo ai Governi chiedendo loro di lavorare insieme al mondo arabo per accelerare questa pace. Perché non è solo una pace tra israeliani e palestinesi, è la pace di tutta l’umanità”.

Fabrizio Federici

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Commenti all'articolo
  1. Il re di Giordania Abdullah II ha invitato il capo dell’autorità palestinese Mahmoud Abbas a lavorare per calmare le tensioni a Gerusalemme, ore dopo che diverse fazioni palestinesi, sostenute da Abbas stesso, hanno invocato per venerdì nuove manifestazioni di protesta al Monte del Tempio (Spianata della Moschee). In una telefonata, i due leader, riporta un’agenzia di stampa giordana, “hanno sottolineato l’importanza di continuare il coordinamento per riportare la situazione a come era prima dell’inizio della crisi e garantire che lo stato storico e legale nella Santa Moschea venga rispettato”. Il ritorno alla calma è la priorità di Israele, spiegano i quotidiani locali, con il Premier Netanyahu impegnato a coordinarsi con Stati Uniti e Giordania per evitare nuovi scontri violenti a Gerusalemme. Le autorità israeliane hanno tolto i metal detector installati per questioni di sicurezza e contro cui si erano levate le proteste palestinesi. A riguardo Giuliano Ferrara su Tempi scrive “ammazzano poliziotti israeliani nella spianata delle moschee e Israele si cautela con misure ovvie di controllo, ci sono anche in Vaticano, vorrei vedere. Risultato: l’opinione internazionale vede giovanissimi armati di fede e pietre e molotov contro uomini della repressione israeliana vestiti come astronauti e impegnati come di dovere nel loro lavoro per impedire altro sangue, ma con i risultati che sappiamo a spirale, morti palestinesi, morti negli insediamenti, sangue e ancora sangue che l’antisionismo internazionale, nuova veste dell’antisemitismo di sempre, attribuirà per intero alla ‘destra’ israeliana, a Israele, agli ebrei”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

  2. Come raccontano i quotidiani italiani (Stampa, Giornale), le forze di sicurezza israeliane sono in stato di allerta, in attesa della preghiera islamica del venerdì che porterà migliaia di fedeli palestinesi alla moschea al-Aqsa. Dopo giorni di proteste, i palestinesi sono infatti tornati a pregare ieri sulla Spianata delle Moschee (Monte del Tempio) a Gerusalemme, ma la tensione nella città è ancora alta. Per riportare la calma, il governo Netanyahu aveva deciso di togliere i contestati metal detector installati di recente al Monte del Tempio (provvedimento che era stato preso per questioni di sicurezza dopo l’attentato del 14 luglio scorso in cui terroristi hanno ucciso due agenti israeliani), un’azione che ora i terroristi di Hamas rivendicano come una vittoria (Avvenire) e che ha attirato molte critiche, sul fronte israeliano, a Netanyahu.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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